Progetto – Seo da Zero – (forse): Ma senza avere un Polime(n)t, tu lo faresti?

Mappe mentali, Seo e Cthulhu
 
Il tema della pseudo-seo-nerdata di oggi riguarda proprio una discussione che ho avuto qualche tempo fa con un carissimo amico della Toscana sulla comodità o meno di poter lavorare ad un progetto Seo Oriented partendo da zero, avendo in mano un lavoro già fatto da altri e di cui non sai nulla.
 
Si certo direte voi, è sempre così. Ti passano un sito da posizionare e tu lo fai… ovvio no?! Mica tanto eh.
Dopo un mare di elucubrazioni infatti, siamo arrivati entrambe alla conclusione che molte volte, pur essendo quello il nostro mestiere, capita sempre di arrivare a sperare in una situazione in cui non sia stato fatto praticamente NULLA se non la realizzazione fisica del lavoro, magari senza usare CMS o framework che probabilmente conoscono solo i due pazzi che li hanno creati per sentirsi più fighi.
 
È vero infatti che sarebbe un enorme paradiso partire da una situazione candida come un foglio bianco, perché succede spesso che dietro il “ma io non ho mai fatto seo” e “il sito lo ha fatto un mio programmatore bravissimo”, si nasconda invece una bella botola che scende molto più in basso del povero fondoscala di casa e lo faccia anche per parecchi metri.
 

Ci sono infatti secondo me almeno 3 ragioni per decidere di non prendere in mano la situazione per niente:
 
1) La struttura è pessima e il sito è (ormai) decisamente grande per non pensare di fare tabula rasa e reiniziare;
 
2) Non esiste la volontà di stanziare un budget appropriato perché “chiamo il Pro ma tanto poi ho ragione io”;
 
3) Non si hanno tempistiche ragionevoli per poter fare un lavoro decente e valutando bene ogni aspetto;
 
Allora che fare per non rimanere impantanati per primi? Fidarsi oppure dire di no? Dare prima un’occhiata e poi scegliere? Qual’è la risposta?
”Guglando” qua e la, abbiamo scoperto che di opinioni a riguardo non ce ne sono poi così poche, e abbiamo classificato i pensatori presi in esame fondamentalmente in due correnti distinte: quelli del propositivismo al bel tempo e quelli delle previsioni temporalesche all’orizzonte.
 
Vi spiego perché.
 
Propositivismo al bel tempo
Certo, a pensarci bene è una bella fortuna riuscire a mettere le mani su un progetto Seo da zero per dargli una voce tutta tua, senza stare a imprecare su un lavoro che è già passato di mano e senza dover tentare di capire quello che hai davanti. Pensa solo al non doverti smazzare per ripulire le cose e odiare tutti nel dover chiedere le famose password al solito precedente “esperto”.
 
In fondo, a quanti di voi che ci mettete mano verrebbe in mente di dire di no e scegliere un altro pacco?
Il propositivo quindi si butta perché ama le sfide, crede nelle sue possibilità ed è uno a cui sembra quasi brutto proporre al cliente di riservarsi la risposta solo dopo aver esaminato bene il tutto il pacchetto per scoprire se ci sono magagne.
In realtà tutto questo torto non vorrei darglielo perché è un po’ come comprare un panino con la porchetta e dire al venditore che glielo paghi solo se è buono. Ma davvero si riesce a fare tutto bene considerando anche solo uno dei tre punti messi li sopra? Secondo me proprio no… voi che ne dite?
 
Previsioni temporalesche all’orizzonte
Poi ci sono quelli della seconda ipotesi invece… quelli che per un motivo o per l’altro sono già passati per situazioni simili e magari essendosi già scottati per bene hanno fatto tesoro dell’esperienza e preferiscono andarci con i piedi di piombo, perché hanno capito il concetto per cui in matematica “meno di zero” è peggio di zero.
 
Di attività al mondo ce ne sono infatti davvero una esagerazione e non sai mai se il cliente durante la sua bella richiesta tirerà fuori dal cilindro il famoso tenero coniglietto bianco o il classico drago con le palle indolenzite che ben conosciamo.
 
Io personalmente, sono più per la seconda ipotesi perché è una questione di onestà professionale. Se penso che un lavoro possa essere in perdita per entrambe le parti e non riesco a convincere il cliente a rivedere i suoi piani, preferisco serenamente tirarmi indietro e accantonare l’entusiasmo per una nuova esperienza, perché alla fine del mese, se ho sprecato tempo per una situazione che così non può andare, togliendo tempo ad altre questioni, le bollette comunque vengono a ricordarmelo, e a quel punto, con la buona propositività per abbracciare le cause perse non ci faccio niente.
 
Vabbè ma dopo le avvertenze, metti caso che si può fare? Mica saranno tutti cosi!
Beh… allora in quel caso cambia tutto e l’entusiasmo vola.

L’importante a quel punto è spaccare: uuu-raganoooo!!

Il discorso prende tutt’altra piega e la situazione va aggredita con la giusta carica, la stessa con cui dovresti affrontare la banda dei cattivi di turno con i costumi improbabili ed in solo 46min e 1 sec (sennò è andata e ciao a San Pietro).
 
Ma come la scateniamo tutta sta potenza? Mica possiamo farci trasportare solo dalla felicità e da tutte le mega-idee che ci vengono in mente per il nuovo lavoro no?! Un attimo di analisi a mente fredda e con serietà (anche se dentro abbiamo Pollon che canta quella cosetta dell’allegria) bisogna farla. Io inizio sempre con una panoramica nemmeno troppo veloce scegliendo la trasformazione giusta, quella che può darmi una veduta dall’alto per pianificare il mio attacco.
 
Mi infilo il casco, pronuncio le tre sillabe magiche e aggiungo… Sparviero!!!
Nerdate sui cartoni a parte (ma poi hai capito chi è no?!) la mia bella scaletta da supervisore è questa:
 
• Analisi del trend nel settore per capire le esigenze di chi cerca;
• Contestualizzazione delle query che potrebbero portare al sito;
• Verifica dello stato contenuti ed eventualmente dei backinks;
• Passaggio radente alla torre dei profili social (se ci sono);
• Rapporto dettagliato, relazione al cliente e prima stima dei lavori necessari;
 
E le visite non le controlli? Certo che si, sarebbero sempre per definizione al primo posto, ma visto che parliamo proprio di progetti letteralmente Seo da Zero, potremmo trovarci nella situazione in cui a causa di un sito davvero nuovo oppure all’inconsapevolezza di certi strumenti, probabilmente non avremmo a disposizione nemmeno uno straccio di account per Analytics o per i WebMaster Tools, quindi dovremmo ahimè relegare questo aspetto fondamentale a fatto puramente opzionale.
 
NB: Si lo so che non sono gli unici due modi per avere delle stime, ma al momento sono quelli proprietari del padrone di casa e quindi gli unici che mi “fiderei” ad usare per avere un conto il più esatto possibile e basato sulle regolette di chi comanda la baracca.
E poi sono gli unici con cui controllerei eventuali problemi che potrebbero venir fuori… come quelli qui sotto.

Punte Rotanti!: Inconvenienti che richiedono un’altra trasformazione

No, il problema non sono le punte, quelle semmai servono per frantumarli.
Stabilite difatti le priorità e arrivati ormai a capire se il cliente in questione è un paziente with or without Seo pregressa, sono più o meno due le difficoltà principali per cui poter perdere il sonno (a meno di avere il famoso Polime(n)t dalla tua):
 
• Lo scarso bisogno manifestato dalla rete nei confronti del settore in esame;
• Una bellissima penalizzazione per un eventuale lavoro precedente;
 
1) No bisogno no party
È quello che può mettere più alla prova le vere capacità e la pazienza del Seo Specialist di turno ed è un bel palo sia per un lavoro con dei precedenti che per una esperienza ex-novo. Perchè? Perché se è vero che il potere segreto di un Seo è quello di saper intuire e soddisfare i bisogni di chi cerca le informazioani sui motori, che succede se poi alla fine ci rendiamo conto che tutto questo bisogno per quella fetta di mercato non c’è per niente e magari chi c’ha provato prima è andato per fratte senza azzeccare il tiro o peggiorando addirittura le cose?
 
La risposta è che il bisogno ce lo dobbiamo inventare.
 
Si perché non è che su Gugle si cerchi proprio di tutto e può essere anche che non si faccia perché l’utente medio certi bisogni non li senta o non gli si siano mai stati palesati, quindi è compito della creatività e dell’ingegno di chi se ne occupa iniziare a creare un po’ di rumore, realizzare contenuti ad-hoc e cominciare a far capolino nei posti giusti per far conoscere l’offerta del proprio cliente.
 
In certi casi ci toccherà essere un po’ Seo, un po’ Copy, un po’ Account e anche un po’ Creativi.
È un lavoro veramente complesso perché al contrario di quel che si pensa, un territorio inesplorato, oltre ad offrire tante opportunità, ti mette davanti anche parecchi sentieri tortuosi e mai battuti, col rischio che se li imbocchi butti via tempo per nulla, e parlando del tempo (nonché dei soldi del cliente) non è certo cosa da poco.
 
Non avere limiti quindi può essere la cosa più entusiasmante del mondo, ma in quel caso servono molte più palle e anche molto più culo nel fare le cose, perché sparare nel vuoto ha comunque un suo cavolo di costo per tutti.
 
2) No Gugletur? Ahi Ahi Ahi!!
La penalizzazione… che cosa orrenda. Se ce la troviamo fra i piedi è perché con una certa sicurezza qualcuno prima di noi ha provato (coi piedi) a farsi notare troppo e troppo in fretta da pubblico e motore. La situazione è pessima perché è l’unico problema che non puoi risolvere in maniera autonoma al 100% e ti tocca fare affidamento sul sistema di Big G (tanto il motore è sempre quello su!).
 
DEVI SPERARE infatti che i provvedimenti siano in realtà delle segnalazioni manuali e non dovute all’introduzione o alla modifca degli algoritmi dell’engine. Nel secondo caso rischia di essere un disastro. Ti spiego:
In entrambe le situazioni è azzardato pensare che possa essere stato fatto un lavoro davvero pulito in precedenza, perché altrimenti non ti si presenterebbe il problema.
 
Ovvio è che, mentre da una azione manuale riesci probabilmente ad uscire nel giro di una mesata correggendo gli errori ed effettuando una documentata richiesta (in ginocchio sui ceci) di riconsiderazione del sito, nell’ipotesi di una penalizzazione algoritmica, oltre a dover passare al setaccio TUTTO il progetto per capire dove e in che modo il nuovo algoritmo va a penalizzarti, dovrai correre ai ripari rischiando di stravolgere tutte le tue tattiche per “accalappiare” traffico, sperando poi che ad un secondo refresh la situazione migliori.
 
La ciliegina SCADUTA sulla torta sta proprio nel fatto che i refresh non sono affatto frequenti, e se non hai in mano una soluzione scientificamente esatta rischi di doverne passare più di uno. Capito ora perché bisogna sperare nelle punte rotanti? Mica va sempre liscia eh!

Per tutto il resto, spiana gli intoppi cambiando in Bulldozer

Problemi a parte (ma comunque in certi casini ci si trova chi le cose le fa), il resto va macinato come se non ci fosse un domani, e considera che a dirtelo è uno che della pigrizia fa uno stile di vita.
 
Le doti necessarie sono sempre quelle e non cambiano (almeno per me).
 
L’intraprendenza per conoscere la storia di chi aiuti
Non esiste (formazione di base a parte) che ti butti a pieno in un progetto senza prima averci studiato sopra e senza aver provato a viverlo almeno un po’. Non ti dico di andare a vendere mobili se per esempio ti devi occupare di una attività di arredamento, ma almeno prova a frequentare le community, interessati un po’ di design, cerca di immaginare come potresti riarredare casa tua e cosa cercheresti sui motori per farlo. Insomma, immedesimati in chi vorresti che venisse a scoprire la tua attività.
Si perché in quel momento, il lavoro del cliente è anche un po’ tuo e se non riesci a sintetizzare bene le aspettative da entrambe le parti è complesso provare a trovare dei compromessi decenti.
 
L’esperienza per avere la strada già pronta
Nasce proprio dal punto qui sopra. Certo, che palle dover ripetere la manfrina tutte le volte eh! E invece no cavolo… non che palle, ma che figo! Tutto quello che fai, porta inevitabilmente un bagaglio di conoscenze stabili da cui iniziare attività che potrebbero essere profilate sulla base delle casistiche già affrontate in precedenza.
Ti farebbe così tanto schifo cominciare a lavorare per parecchi mobilifici sapendo che già hai acquisito conoscenze di base molto forti e che quindi i tuoi sforzi iniziali sarebbero dimezzati? Direi di no.
Pensa poi che poter portare casi studio di esperienze analoghe è un plus inimmaginabile.
 
Un piano editoriale per prevedere le curve strette
Come lo vedi un pilota di rally senza navigatore? Io in fondo a un burrone sai? In certi lavori qualcosa che aiuti a navigare anche per sentieri insidiosi è più che necessario. Avere un piano preciso non può che migliorarti la vita e ottimizzarti i tempi di lavoro. Sarai sicuramente più in grado di gestire anche i tanti imprevisti che possono esserci, quindi è fondamentale prevedere SEMPRE almeno alcuni dei prossimi step che dovrai fare.
La sfiga, lo scazzo del cliente di turno e i cambi di vento non avvertono mai ed è sempre bene avere un po’ di benzina in più messa da parte.
 
La volontà di un giustiziere per dare valore al tuo lavoro
Sarà difficile, sarà noioso e sarà lungo, ma produrre dei contenuti di valore sarà l’unica via possibile per dare un peso al tuo lavoro e far si che gli altri si ricordino di te. Lo so che sono cose super-trite e che dovunque sbatti la testa le trovi scritte cavolo, ma non per questo non vanno ripetute fino allo spasimo. In fondo, se tutti si sbattono tanto per metterle sempre li un motivo ci sarà.
Un bel contenuto, sia esso visivo, testuale, dinamico o meno, deve emozionare e coinvolgere chi ci arriva sopra. Deve essere memorabile.
 
Probabilmente in molti non capiranno, in molti faranno critiche e qualcuno ti dirà pure che non capisci una mazza, ma è qualcosa che fa parte del lavoro, perché nulla (a parte la Sfinge, la F40 e Yvonne Strahovski) è considerabile come oggettivamente bello o azzeccato SEMPRE in ogni contesto. Dovrai avere le (s)palle grosse per stare al passo e continuare… come un bravo giustiziere. E poi la copertura d’acciaio che porti addosso ti renderà davvero invincibile quindi sei apposto!

Ma poi alla fine… Poli-che?

Lo so che tutti non sono Nerd e che io ragiono prima con le cose che mi divertono e poi con i fatti veri, ma questo speravo te lo ricordassi bene… eppure di indizi ce ne stavano tanti. Sai che c’è… io non ti dico niente e vediamo se dai di chi parlo.
 
L’unica precisazione sta nella (n) messa li, perché in giapponese ha un nome, tradotto in inglese un altro ancora e in italiano lo scrivono senza ma nell’episodio clue della serie si sente che c’è!
 
Alla fine quindi:
 
• Chi è l’eroe Nerd del giorno?;
• Preferisci un Seo da Zero Project o ti piacciono le situazioni pregresse?;
• Tu andresti anche senza la protezione del Polime(n)t?;
• Hai mai preso pali tremendi come i due messi di sopra?;
 
Qui sotto c’è lo spazio per scrivere quel che ti pare. Se sei davvero bravo mettici anche il nome dell’eroe misterioso, puntata compresa.
 
Come sempre ho finito di importunare…
 
Il senso di giustizia mi porta ovunque ci siano dei malvagi… per te è finita!
 
Saluti Pigri col Polime(n)t in testa, e alla prossima!

iscriviti alla pigrolettera!

 

Web Designer, Developer, Grafico, e SEO Mooooolto in erba... così dicono almeno. Ah! Non fate caso a Goldrake... è che non sapevo dove parcheggiarlo!

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