BRIEF: L’importante è averlo sempre presente

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Brief per lavori e riunioni: Bisogna averlo sempre in mente
 

PREAMBOLO DI UN DISCORSO SUL BRIEF

Ero partito per la tangente con uno sfogo di quelli apocalittici, di quelli da farmi sentire anche sul pianeta Vega lo ammetto, ma poi ho deciso che siccome in fondo capiterà ancora moooooolte volte, ci scrivo su un po’ di righe e vediamo se qualcuno è d’accordo con me.
 

Come premessa, vorrei dire che non è che uno pretende di avere sempre la pappa pronta, ma almeno capire da una azienda i bisogni primari su cui impostare una strategia a volte farebbe comodo e aiuterebbe tutti a limitare tempi e costi da impiegare (che poi alla fine di quello si tratta).
 
Lo so che passo sempre per quello polemico (vista la pigrizia di base il resto ci sta no?!), però tra i tanti pensieri che mi passano per la testa tutte le volte che devo lavorare sul web per qualcuno, il terrore che nessuno oltre me abbia preparato un minimo di brief per l’incontro mi fa venire i capelli bianchi.

 

LAVORARE SENZA ESSERTI FATTO PER PRIMO UN BRIEF: SCAMPOLO DI MEMORIE PIGRE

Ho iniziato come molti a lavorare molto con un approccio di quelli del tipo che vado, ascolto, segno appunti e poi ci penso io.
Inizialmente la cosa mi andava bene, il cliente mi dava un’idea, si sfogava, si parlava di quello che andava e doveva essere cambiato e poi io con calma nel mio piccolo antro oscuro, sormontato da copertine e illuminato da flebili candele portavo avanti il tutto.
 
Devo dire che sono rimasto sempre soddisfatto del tipo di lavoro che ne veniva fuori, e poi sono uno che se pensa una cosa la dice insomma, quindi se il cliente sta a fa na c…..a non vado troppo per le spicce e lo dico.
L’unico aspetto che a volte mi ha soddisfatto si meno è stato quello economico.
 
Perché? Perché ovviamente, se prepari un preventivo che viene accettato e per mancanza proprio di info solide ti si allungano i tempi oppure devi fare più del previsto, non è che puoi dire al cliente che gli costa di pù no?!
Quindi in realtà, pur avendo guadagnato abbastanza, il fatto che avresti potuto lavorare meno (quindi paradossalmente intascare di più) un pochino ti fa rodere. Sbaglio?

 

IL BRIEF PER TE STESSO: QUESTIONE DI PROFESSIONALITÀ

Ragionando insieme con Goldrake (che non parla mai però mi lancia certe occhiate), siamo arrivati alla conclusione che molto spesso sia dovuto alla troppa sufficienza con cui si fanno le cose, e probabilmente è tutta questione di esperienza sul campo e di acquisire una certa professionalità.
 
Una mattina poi però ti alzi, sai che non vai al negozio di fiori della signora Pina ma da una azienda con tanto di bella sede, soci, reparti etc e allora decidi di darti un tono preparandoti un self-brief su tutto quello che avrai intenzione di chiedere e ovviamente su come dovrai presentarti e rispondere a eventuali domande.
 
SBAGLIATO!
1) Un discorso del genere si fa anche per il negozio di fiori o la pescheria di turno. Sono clienti, sono clienti con una attività per loro importante e quindi DEVI presentarti adeguatamente comunque.
 
2) Ci voleva un incarico più “grosso” per fartelo capire? Lo sai che hai rischiato di non arrivarci mai con il modo di fare che avevi fino a due minuti fa?
 
Esprimere la propria professionalità al primo incontro è la parte più difficile del lavoro.
Lasciare un segno distintivo di sè, aiuta a consolidare i rapporti, avere più autonomia in determinati lavori e anche a usufruire volendo di un buon passaparola da un cliente ad un altro, quindi non te lo scordare.
 
Uno degli approcci più seri per lasciare il segno, è allora quello di presentarsi a qualcuno già con un piano lavoro adeguato, qualcosa di scritto e che sia tangibile a chi ti sta avanti.
Insomma, mettilo pure un po’ in difficoltà e fagli vedere che se c’è qualcuno in difetto (bonariamente parlando) non sei tu.

 

IL BRIEF PER TE AZIENDA: QUESTIONE DI PROPOSITIVITÀ

Vista da un’altra ottica, vorrei dirti cara azienda di turno, che a volte, trovarsi faccia a faccia con qualcuno che dovrebbe aiutarti a migliorare e che magari hai scelto per una buona raccomandazione e/o per professionalità comprovate, non dovrebbe spingerti a fare anche te una buona impressione?
Non sono solo io il pigro vero? Se penso a tutte le volte che mi sono trovato davanti reparti aziendali che mi guardavano come fossi il messia e aspettavano che proferissi verbo mi viene da piangere.
 
Cioè, sei un’azienda, credi nel tuo lavoro, vuoi migliorare… avrai delle cavolo di idee no?!
 
Nessuno ha scritto proprio niente?
Nessuno vuole proporre qualcosa di realistico a parte essere leader e conquistare il mercato mondiale?
Nessuno ha anche un obiettivo sano che gli piacerebbe raggiungere?
 
ma soprattutto…
 
Nessuno sa mai spiegare per bene che cosa cavolo fate?
Vi dò una dritta.
 
Scrivere aiuta sapete? La locuzione “Carta manent” non si usa più e non ho mai capito il perché cavolo.
Preparare un documento in cui non ci siano scritte solo le 100 parole che hai adesso sul sito può aiutare davvero molto.
Durante la riunione può essere preso a modello, possono essere discusse delle sezioni specifiche, è senza dubbio un punto di partenza più ampio per alimentare la discussione e far meglio il lavoro.
Credetemi, ci si guadagna tutti perché si spende anche meno tempo.

 

COSA METTO IO IN UN BRIEF E COSA VORREI TROVARCI

Il top sarebbe in ogni caso poter avere uno scambio di brief durante la riunione. Se fossimo in un mondo perfetto probabilmente sarebbe così.
 
Per buttare giù un brief che possa essere adatto ad ogni occasione, cerco sempre di mediare tra quello che vorrei sentirmi dire da un’azienda cliente e quello che in realtà mi preme sapere.
Tutte le info in più ovvio sono benedette.
 
di base chiedo:

• Brevemente (una mezza paginetta almeno) azienda e storia. Senza scendere troppo nel dettaglio ma dandomi non solo le solite cose come nata nel, fondata da, oggi è leader del e solite ovvietà. Mettiamoci un po’ di passione almeno, fatemi venire voglia di lavorare per voi.
 
• Una carrellata degli antagonisti sul mercato magari aiuta pure. Non so: i nomi, quello che fanno, se hanno prodotti di punta o una comunicazione che a voi dà fastidio in particolar modo.
 
• Perché siete migliori degli altri. Avete più forza? Più valore? (Attenzione, la prosopopea qui fa malissimo) Onestamente, ditemi se lo siete, perché lo siete (con i dati alla mano), e ancora più onestamente se non lo siete e perché. Se poi vi piacerebbe essere così allora ci si può lavorare. Sempre con molta onestà.

Poi la parte più rognosa, tra cui costi e budget.

• Hai obiettivi in termini di riconoscibilità del marchio? Vuoi un approccio markettaro? Pensi di essere già riconoscibile e vuoi i numeri?
 
• Quanto spendi? Domanda delicata lo sò, però se già hai fatto investimenti di un certo tipo posso consigliarti, oppure dirti “ehi, spendi troppo e/o male”. Non è mai bello farsi fare i conti in tasca, ma anche qui ti chiederei di essere sincero. La mia professionalità ha un costo, e non lievita in base a quanto puoi spendere credimi.
 
• Hai una cifra massima con cui vuoi muoverti? Dimmela senza pensieri, non starò li a pontificare. Farò un’analisi con quello che mi darai e ti prospetterò più soluzioni. Mai dirmi fai tu, è indentificativo non di grandezza (perché spendi quello che vuoi), ma di inattenzione a quello che vuoi fare. Se sei inconsapevole anche solo di alcune scelte non mi piace, devi ragionare con me su tutto.
 
• Posso dare un’occhiata ai dati del sito e dei social? Non devo castigare nessuno, ma con gli strumenti adatti e magari pochi accorgimenti la situazione ti migliora radicalmente.
 
Non ho messo le tempistiche.
Non parlo di tempistiche perché in certi lavori sappiamo benissimo tutti che i riscontri non sono mai immediati e ci vuole tempo.
Non parlo di tempistiche perché se dovessi farti pagare la mia professionalità in base al tempo con un rapporto costi/gg in realtà direi bugie e farei conti sbagliati.
 
Certo, un limite devo pur darlo, delle rassicurazioni su una time-line ci vogliono sempre, ma di questo se ne discuterà assieme.
Fisseremo delle date in cui misureremo congiuntamente i progressi, (non in cui vengo pagato in base a quelli perché il pagamento è tutt’altra cosa) e alla fine del contratto, se il prezzo che hai pagato ti sarà sembrato giusto, allora magari lavoreremo insieme ancora.
 
Va bene caro lettore? Vuoi correggermi o aggiungere altro? Fammi sapere, sono sempre qui.
As usual, dovrei aver messo tutto.
A questo punto quindi, Saluti pigri, alla prossima!

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Web Designer/Grafico/Nerd e SEO con insane tendenze al Copywriting. Scrivo quello che penso. Ah! Non fate caso a Goldrake, è che non sapevo dove parcheggiarlo!

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