Perché i clienti non capiscono la Seo?

Tempo di lettura: 7 minuti
Come e perché iniziare una newsletter
 
Fondamentalmente perché sono clienti e:
 

1) Se ne sbattono altamente di capire le cose perché cercano qualcuno che gli risolva i problemi;
2) Perché altrimenti non sarebbero clienti e provvederebbero da soli.


Ma, lasciando stare le cose ovvie, una delle grosse problematiche davanti a cui il famigerato cliente si blocca un pochino e di solito ci boccia il progetto è quella dell’intangibilità della cosa. Ne parlavo anche quando ho delirato sui negozi fisici per vendere cose virtuali, vi ricordate?
 
La Seo, è una cosa intangibile, che il cliente non comprende e che vede alla pari della magia nera (Grazie Ben per la storia della magia nera, perché è proprio così. LOVE.)
 
Non stiamo parlando di un prodotto che può essere toccato.
Normalmente infatti, è già complesso di suo riuscire a far comprendere alle persone le potenzialità di una presenza online ben progettata, perché tra il papabile cliente ed il suo “coso” sulla rete c’è a prescindere un distacco emotivo (cazzo, ho scritto emotivo eh… IO…), dato dal fatto che chi ci commissiona il lavoro non ha davvero la minima consapevolezza dell’utilizzo dei mezzi tecnici per realizzarlo (quindi anche “toccarlo”).
 
Questa incapacità di poter trasferire le proprie intenzioni su qualcosa quindi, rende già difficile l’accettazione del discorso… figuriamoci se poi su questo “affare” che è suo ma che non può fisicamente toccare, andiamo ad intervenire “facendo operazioni” per migliorarne il rendimento e provare ad ingrassargli un poco le tasche. Ma voi, onestamente, ci stareste?
 
Il semplice User infatti, al massimo può conoscere a grandi (moooooolto grandi) linee a cosa serve sta benedetta Seo, ma non può dominare facilmente l’intera tematica e non lo potrà fare nemmeno uscendo dall’ufficio del professionista con delle info in testa, andando a casa, aprendo il suo sito/blog/#ilcheccazzoglipare e iniziando a smanettare.
 

Ma io il post, non l’ho fatto per trovare un modo di insegnare al cliente come si capisce la Seo… NO.

 

LA SEO È DIFFICILE DA SPIEGARE

Ma anche NO. Non è difficile perché fondamentalmente, una definizione più che comprensibile per tutti può essere riassunta in pochissime parole e tentando in ogni caso di confortare chi ci chiede aiuto senza scendere troppo nei dettagli e senza raccontare CAZZATE per sembrare più “professional” o più informati.
 
Il cliente che arriva da noi, lo fa perché è confuso e perché vuole aiuto. Non dobbiamo intortargli la vita ma semplificarla. Tutto può essere spiegato con un minimo di raziocinio e senza scadere in futilità varie.
 

Quello che è difficile, è far capire a “chi spiega cosa” che fondamentalmente:

 

A) LA SEO È UNA ROBA TECNICA E NON È PER TUTTI

La Seo è UNA ROBA TECNICA. PUNTO. Si ok, si è evoluta, o almeno, NON si è evoluta ma si è evoluto il modo di approcciarvi, perché ad evolversi prima sono stati i desideri delle persone, la loro capacità di reagire agli stimoli e anche la loro capacità di cercare informazioni, quindi di conseguenza, i motori di ricerca hanno dovuto adattarsi a certi nuovi fabbisogni, migliorando gli algoritmi che devono cercare di soddisfarli, e sta cosa ha messo i Seo Specialist di turno nelle condizioni di adattarsi e crescere ampliando le proprie competenze in altri campi o crepare poveri in canna sotto a un ponte.
 
Ah no, ci sono pure quelli che dicono cappellate però vabè, tanto ci sono in ogni settore e quindi li abboniamo nel conteggio.
 
Dicevo… proprio in virtù di questo però, ad oggi, per chi si sbatte ogni giorno su ste cose e quindi prova, testa, sale e scende nelle Serp, (#daicazzo) esistono sicuramente migliaia di variabili (se dico fattori poi tutti a bilivare nella lista delle cose segrete di Gugle) in più che vanno prese in considerazione per lo sviluppo di un buon progetto legato alla Seo (non Seo e basta, perché ci stanno in mezzo troppe cose), ed è tutto (finalmente) meno facile di prima e meno quindi alla portata di quelli che sono ancora legati alla sistemazione dei 4 tag soliti e purtroppo, ad inzeppare le description di keyword o al massimo a provare a portare traffico con 2 paginette social fatte con poca fantasia.
 
Però in ogni caso ho detto che è una roba tecnica e ne sono convinto. A partire dall’acronimo che comunque, può richiamare alla mente solo una cosa tecnica (cazzo Search Engine Optimization di certo non parla di amore, pic-nic o panini al prosciutto sulla spiaggia ad Agosto), prima di iniziare da ZERO un lavoro Seo o prima di mettere mano a qualcosa di già iniziato, bisogna capire che non tutti i progetti possono essere presi e lavorati con profitto. Nel senso che, per mandare avanti una cosa con un piano funzionale e performante a medio lungo periodo senza stare sempre a rincorrere le cose, tra le varie liste che che c’è da scremare, oltre alla Seo Check solita prima di partire (e che ognuno poi vede come vuole), è necessario ad esempio capire il tipo di piattaforma che si usa, i problemi strutturali che potrebbe dare, la “tecnologia” con cui il progetto andrà a comunicare con gli algoritmi del motore, le performance di ogni pagina, l’impatto di eventuali plug-in, script esterni, collegamenti, codici “embed” e tanto altro.
 
Se non siamo in grado di capire prima certe cose, il nostro progetto online non sarà mai OTTIMIZZATO come specifica la targetta di cui amiamo tanto fregiarci.
 
Ottimizzare cavolo, portare al massimo delle performance una comunicazione tra i nostri contenuti e le “pretese” del motore di ricerca.
 

La Seo fa questo. Tutto il resto che leggete, sentite, assimilate, imparate in merito al POSIZIONAMENTO che per inciso non è SEO, ma è POSIZIONAMENTO (cazzo), FA PARTE DELLE COMPETENZE CHE UN SEO SPECIALIST FAREBBE MEGLIO AD AVERE.

 

B) QUANDO SPIEGATE/VENDETE LA SEO ALLE PERSONE ESCLUDETE ROBA TIPO:

1) Indicizzazione. Ribadisco, MORITE TUTTI. E MALE. Tu futuro cliente… tu che leggi ste poche righe, se vai da qualcuno per fare della Seo e ti vende l’indicizzazione sputagli in un occhio da parte mia. I motori indicizzano. PUNTO. Campano di contenuti e a meno di vietarglielo tassativamente in un file robots.txt (ci stanno eh, esistono genti che lo fanno senza cognizione di causa perché a volte si può fare con un po’ di pensiero #sapevatelo) i contenuti vengono presi e basta. Probabilmente posizionati troppo indietro, ma presi e messi lì. Le cose ovvie no, non servono. Non vi fate belli con ste cose.
 
2) Keyword density. Solo il fatto di poter pensare di intortare una cosa a qualcuno usando sta roba dovrebbe esserevi doloroso come una lobotomia con un ferro da calza bollente su per il naso. Se poi siete convinti di quello che dite e ne parlate con convinzione allora vabè… a questo punto rubiamo l’aria a quelli che respirano e via. Non mi pare serva altro no?!
 
3) Seo-Copywriting. Sono davvero poche le cose che mi fanno diventare sgradevole come questa. La Seo non è fare testi quindi CAZZO non abbiniamo ste due cose. Chiamiamola ottimizzazione testi e comunque un po’ la bile mi sale. Il copywriter fa un altro mestiere (splendido) e se proprio vogliamo scrivere sta cosa impropria abbiniamola ad una spiegazione per cui nel nostro staff abbiamo collaboratori che sono bravi copywriter e che ci supportano nella redazione e nell’ottimizzazione del materiale in base ad un target che ci siamo dati. Un Seo non fa il copy e non si inventa la materia scolastica di turno.
 
4) Link Building. Non è Seo, è Link Building. Parliamo di una serie di attività (± abusate) per cui cerchiamo di portare alla nostra risorsa, link di una certa qualità sperando di migliorare il nostro posizionamento nelle Serp che ci siamo prefissati di occupare.
 
NB: I link non nascono dallo spazio infinito e non li ha creati nostro signore per farci piacere o venirci in aiuto in momenti di carestia, ma provengono da risorse online di qualità (o almeno dovrebbe essere così) che qualcuno ha creato, curato e cresciuto nella maniera giusta. Fare Link Building è saper dominare un altro pezzetto delle caratteristiche che un buon Seo potrebbe acquisire, e per me, è ancora saper alzare il telefono e saper fare un po’ di public relations nella maniera giusta. Si lo so, sono uno vecchio stampo ma oh… funziona.
 
5) Campagne Adwords. Non è Seo e Non è Sem. Al massimo, il Pay-x-Click fa parte di una delle innumerevoli sfaccettature della parte Sem del lavoro. Non state facendo Seo con AdWords ma state ottimizzando (se lo sapete fare) un budget qualsiasi per avere una ROI decente.
 
6) Inbound Marketing. Siamo all’abuso sessuale non conseziente della Seo. Vuoi fare inbound? OK certo, anzi, MAGARI! risponderei ad un cliente. Ma prima facciamo un buon lavoro di Seo su quello che dovrà essere oggetto di un’opera di inbound Marketing, no che facciamo la Seo con un’opera di inbound marketing perché non ce la posso davvero fare. Fare inbound marketing vuol dire riuscire a trovare per ogni nicchia di mercato, Il modo migliore per attrarre nuovi visitatori al sito e riuscire a convertirli in contatti e clienti. Prima di attrarli però magari ottimizziamo il lavoro e poi in caso…
 

MA TUTTE STE POLEMICHE?

Il fatto è che sempre più spesso rinuncio a prendere determinati lavori proprio perché mi rimane difficile spiegare a chi mi si rivolge le cose che ho messo quì sopra. Prendere in mano un progetto e:

Fare un’analisi preventiva;
Stabilire tempi, budget e risorse;
Preparare e farsi approvare un calendario di interventi specifici;
Lavorare per ottenere dei risultati;
Portare dei report all’attenzione del committente;
Cambiare (eventualmente) strategia;
• etc etc…

 
è una roba che oltre a richiedere le famose skill per essere portata avanti, necessita di un rapporto cristallino con il cliente, quindi se già dal principio si parte con delle idee sbagliate che è complesso andare a correggere (anche perché non è che possiamo pretendere sempre di trovarci davanti a persone con un attimo di piglio in più), probabilmente sarà solo una grossa, grassa perdita di tempo per tutti e basta.
 
La rete è grande, piena di opportunità, di professionisti in tutti i campi che sanno il fatto loro e di quelli che non lo sanno. Il web, da tempo un ambiente sempre più semantico (Oh, il Web, non la SEO, non diciamo cazzate grazie) offre una quantità infinita di scelte e opportunità, ed i clienti non hanno grossa colpa, se non quella di poter sempre provare ad informarsi un pochino più a fondo e tentare di ascoltare più campane prima di prendere una decisione ed affidarsi a qualcuno.
 
Certo è però, che che alla fine siamo tutti clienti per molte altre cose su cui non siamo ferrati e la cantonata è dietro l’angolo che aspetta senza pietà. Quindi… perché continuare a peccare? Perché non leggere qualcosa e migliorare? Perché non mettersi di impegno per cambiare?
 

PERCHÉ CONTINURE A DIRE STRONZATE?

 

SOLUZIONI PER AIUTARE I FUTURI CLIENTI A PREVENIRE CERTI MODI SBAGLIATI DI CAPIRE LA SEO.

Leggere più volte questo post, che non è una soluzione definitiva (ed in buona parte è uno sfogo dal profondo) ma almeno prova a tenervi lontato dalle amenità più grandi (si ce ne sarebbero troppe altre ma almeno quelle pesanti le saltiamo)
 
Condividerlo così magari, (1 biliardesimo di quello che servirebbe) worka;
 
Interrogare il vostro probabile Seo Specialist ad esempio su una delle cose da evitare e che leggete quì;
 
Frequentare forum specifici sull’argomento. Forum SI, perché lì è più facile cercare un tema di cui non siete sicuri e andare a leggere qualche discussione o chiedere direttamente.
 
Diffidare di chiunque parlando di Seo si sposti su argomenti che NON sono Seo senza specificare che si tratti di altro;
 
Dare una letta alle linee guida base di Google sulla Seo aiuta. Non bisogna prendere il posto del professionista certo, ma la solita domanda a sorpresa per ovviare se risponde bene alla prima fa tanto.
 

 
Io non sono di certo un santo e non vado in giro portando con me il vessillo per una Seo onesta e migliore, ma cerco solo di fare un po’ di chiarezza almeno verso e per quelle persone che vogliono fare qualcosa insieme a me. INSIEME, che altrimenti non s’arriva a na beneamata ceppa, #sapevatelo.
 
OK, fine del mezzo sfogo. Lo spazio per quello che vi pare e piace sta sempre quì sotto.
 
Per ora un saluto (stavolta meno pigro sel solito) e alla prossima.
 

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Web Designer/Grafico/Nerd e SEO con insane tendenze al Copywriting. Scrivo quello che penso. Ah! Non fate caso a Goldrake, è che non sapevo dove parcheggiarlo!

10 thoughts on “Perché i clienti non capiscono la Seo?

  • 28 novembre 2016 at 11:07
    Permalink

    Ciao Pigro ( posso chiamarti per nome 😀 ? ), mi permetto di intervenire per dissentire su uno dei punti chiave: “La Seo non è fare testi “.

    La SEO è sicuramente cura della parte tecnica, per rendere accessibile e comprensibile il sito a motori e utenti, cura della struttura delle informazioni, per dare gerarchia alle stesse, ma è anche cura dei testi, perchè il copywriter puro spesso non ha gli strumenti per capire cosa la gente cerca veramente su Google, e quindi cosa Google ritenga veramente rilevante.

    La prima cosa sulla quale ti invito a riflettere è: se “fare testi non è SEO”, perchè Google si sta letteralmente ammazzando per migliorare i sistemi che comprendono ( e filtrano ) i testi :)?

    La seconda: come mai se tra il bravo copywriter e il testo si mette il bravo SEO la differenza si vede? Qui ti rispondo io: mi hanno posto una domanda simile durante un panel a SMXL, e come ho detto lì, io ad esempio do un “Canovaccio” ai miei copy con scritto quello che ho studiato come rilevante per la query, e la differenza è abissale. Una volta arrivati al 100% rilevante, si fa intervenire qualcuno che possa “superare le aspettative di Google”, ma questa è un’altra storia.

    Internet è di base formato da documenti testuali connessi tramite link, come possono queste due cose non essere al centro di un indice che categorizzi e faccia gerarchia di tutte queste informazioni?

    Pubblicherò, non so dove e non so se gratuitamente, un case study ( vero, dati su mesi di lavoro ) su di un sito fatto su di un dominio recuperato, con 4 link in ingresso, che solo con l’inserimento di testi ottimizzati e una struttura delle informazioni tarata al millimetro nel giro di 3 mesi sta prendendo a calci nel sedere tanti competitor super competitivi. Naturalmente il reparto tecnico del sito è immacolato, ma come dicevo,queste cose devono coesistere :).

    Penso che la SEO sia analisi e azione, se guardiamo alla pratica, e penso ci sia bisogno di analizzare e agire essenzialmente su comparto tecnico, struttura, testi, che sono probabilmente i 3 più importanti calderoni. Ma sono i miei 20 cent!

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    • 28 novembre 2016 at 11:52
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      Ciao carissimo, certo che puoi! 😀 (Saluti con la manona gigante da quello grosso eh!)

      Allora… il pippone è legato ovviamente a chi (s)parla di seo-copywriting. Il Seo fa il suo, il copywriter anche.

      Ho anche detto: “una spiegazione per cui nel nostro staff abbiamo collaboratori che sono bravi copywriter e che ci supportano nella redazione e nell’ottimizzazione del materiale”

      ed ho aggiunto: “in base ad un target che ci siamo dati”

      Il lavoro sulle parti testuali va fatto da un copywriter che ovviamente si deve relazionare con lo staff e produrre del materiale coerente, ma non parliamo di un SEO che si mette a fare i testi e ci inzeppa le key con le stronzatine sulla concomitanza e stando attenti al pattern che non deve essere riconoscibile.

      Ecco perché la SEO non è fare testi. Viviamo un momento storico in cui (ahìnoi) vengono venduti servizi per altri e viene tutto racchiuso in una parola sola per vendere sta cosa, ma è sbagliato.

      Ad ogni Pro il suo ruolo e questo è l’importante. Se poi per commercialate, cose FASCION o quello che ti pare e piace il termine worka pazienza, però diciamolo che non è così.

      Tutt lì! 😀

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      • 28 novembre 2016 at 13:09
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        Se vogliamo ragionare in termini già dire “Vendere SEO” proprio per la sua natura ambigua è sbagliato. Ma penso che un approccio SEO al copywriting esista e faccia il suo lavoro, naturalmente non si parla di fare stuffing ma di studiare ESATTAMENTE cosa Google, ad esempio, pensa che sia rilevante, e agire di conseguenza. I risultati sono sorprendenti.

        Le “stronzatine sulla concomitanza” funzionano e anche molto bene sai 🙂 ?

        Nelle segrete stanze anche SEO MOLTO blasonati. che non lo ammetterebbero mai in pubblico come facciamo io e altri, ti diranno che funzionano eccome. Certo, come tutte le strategie, non può essere quella esclusiva.

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        • 28 novembre 2016 at 14:02
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          Come sei figo, sapevo che avresti rincarato! 😀

          Allora… è complesso e allo stesso tempo molto sfaccettato tutto il lavoro “legato” alla Seo che può essere fatto e questo lo sappiamo perché viviamo ste cose giornalmente, con diversi obiettivi e verso innumerevoli prospect.

          Io sono per la purezza nel senso che presentare/vendere/far comparire certi tipi di progetti con termini misti (e coniati ad-cazzum) sia fuorviante e non solo per il cliente (potenziale/sicuro) del momento, ma anche per chi non ne sa, vorrebbe sapere e tanto altro… e tutto sempre che poi in realtà si faccia il lavoro “pulito” dopo e quello che fai sia solo una commercialata per vendere.

          Quello che mi fa uscire di senno è il fatto che spesso si spammi certe cose per roba buona. Ovviamente non ce l’ho nè con i Seo, nè con i copy, ma cavolo è un momento storico in cui la guerra alle baggianate (cazzo che eleganza #baggianate) per uscirsene con termini per dar vita ad un prodotto che non esiste mi pare troppo.

          Seo/copy buoni o cattivi, se vogliamo fare una sorta di distinguo, per me possono solo essere classificati non in base al lavoro che fanno, ma in base alle INTENZIONI con cui lo fanno.

          Alla fine poi, a farne le spese sono sempre quelli che tentano di imparare o riuscire, sia da soli che con un pro.

          Reply
          • 28 novembre 2016 at 22:38
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            Dai rincarato è un brutto termine, io volevo solo confrontarmi e dare un punto di vista un po’ diverso. Per il figo ti ringrazio, “me piacerebbe” come dicono a Roma.

            Io non ho mai usato termini strani per vendere, anzi a volte sono strano proprio per la mia allergia all’etichetta ( che in questo lavoro cela sempre rischi mortali di fraintendimento , ma penso che “SEO Copywriting” può essere un termine che descrive chi fa copy con un background SEO, e lo sfrutta sopratutto in fase di analisi / preparazione del contenuto.

          • 28 novembre 2016 at 23:30
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            Ma no perché, è fighissimo e poi è quella la figata!
            L’etichetta non è male, ma spesso la si usa per le paraculate quindi l’essere allergici ci sta 🙂

            Comunque il voler mischiare le cose rimane fuorviante.

            Per la forma, io credo ad esempio che se sei un Copy con background Seo, ad occhio il copy vince come professionalità e forse va messo prima nella nuova dicitura, ma a parte quello, la contestazione non è rivolta alla professione ma al servizio offerto/venduto/spiegato.

            Io ho competenze per Seo, scripting in vari linguaggi, sistemi, grafica web, grafica offline e fotografia, ma non sono un Seo-script-system-graphic-photo-specialist e non offro tale servizio perché è chiaramente una stronzata colossale.

            Le competenze (seppur valide) non possono creare un servizio, tutto lì… e descrivere qualcosa tentando di accorparne alcune in un termine ingleseggiante, specie se di base le due professionalità sono distinte e potrebbero essere svolte benissimo (se non meglio) da individui diversi non può essere così ovvio.

            Il servizio è spiegato/venduto/spammato male, ma siccome probabilmente fa figo, allora “può andare”.

            Capisco che in ambito internazionale molte professioni come le nostre non siano manco riconosciute dalla comunità europea e si parli ancora di “grafico multimediale”, ma mi sembra comunque troppo.

            Mi spiace ma no. Poi ovviamente ognuno fa come vuole ed internet è un posto libero ma non mi pare davvero coerente.

  • 28 novembre 2016 at 14:09
    Permalink

    Ciao Pigro!
    Uno sfogo che condivido in più parti perché riprende situazioni che in effetti continuo a vedere più di quando non vorrei.
    Mi chiedo però come definire un web writer (non uso la dicitura copywriter perche la associo a un redattore pubblicitario, mentre l’articolista è più generico) che abbia effettivamente padronanza SEO, che realizza testi tenendo conto di intento di ricerca, competizione keyword, che ottimzza i tag della pagina ecc. che non necessariamente è un SEO (inteso come sviluppatore), ma che lavora a partire dagli stessi assiomi e a contatto con la figura propriamente tecnica.
    Web writer SEO può essere corretto?

    Reply
    • 28 novembre 2016 at 14:19
      Permalink

      Ciao Ilario e ovviamente, benvenutissimo alla base segreta(?) nella montagna!

      Ti rispondo (lo so che non si fa mai eh) con un’altra domanda:
      Ma perché… che male c’è se uno è un Webwriter ed ha anche delle competenze Seo?

      Cioè… non è che sia necessario avere dei titoli per far capire che cosa facciamo di lavoro. Non mi piace. Tu fai il Webwriter? Sii fiero cazzo di quello che fai ed in caso, in una bio, in un cv, sul tuo blog, dove scrivi, in un colloquio per prenderti un lavoro vai a spiegare.

      Le competenze miste ad oggi sono il pane se vuoi arrivare alla fine del mese, e specie da noi in Italia che come al solito godiamo sempre per ultimi delle gioie e siamo in prima fila per i dolori, ma un conto è averle, un conto è saperle usare, ed un conto è parlare di cose che sembrano più astratte di un quadro di Pollock (W Pollock, sempre).

      Crea confusione, crea difficoltà e non rende giustizia a nessuna delle professioni/professionalità in gioco. Mi pare tutto molto spoetizzante insomma… e c’è gente che magari ci si fa figa e mette nella suddetta quelli che ci campano.

      Sempre, my tw cents 😉

      Reply
  • 28 novembre 2016 at 14:09
    Permalink

    Ciao Pigro!
    Uno sfogo che condivido in più parti perché riprende situazioni che in effetti continuo a vedere più di quando non vorrei.
    Mi chiedo però come definire un web writer (non uso la dicitura copywriter perche la associo a un redattore pubblicitario, mentre l’articolista è più generico) che abbia effettivamente padronanza SEO, che realizza testi tenendo conto di intento di ricerca, competizione keyword, che ottimzza i tag della pagina ecc. che non necessariamente è un SEO (inteso come sviluppatore), ma che lavora a partire dagli stessi assiomi e a contatto con la figura propriamente tecnica.
    Web writer SEO può essere corretto?

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