Il Content Marketing non è solo vendita

Tempo di lettura: 6 minuti
Come, dove e perché fare content marketing

Cos’è il Content Marketing?

Lo dico a parole mie senza fronzoli:
Come mutare il comportamento del target di riferimento con contenuti qualitativamente rilevanti. Ci siamo? È un po’ schietta eh diciamolo, ma alla fin fine funziona così.
 

Mini preambolo

Ad oggi, tristemente si fa ancora uso ed abuso di quello che si conosce come interruption marketing, e non tutti (anzi direi ben pochi) hanno deciso di smettere finalmente di sperperare inutilmente soldi con questo sistema, dandosi invece a quello di cui parliamo adesso, il content marketing.
 

Per gradi: 1) che cavolo è l’interruption marketing?

Lo dice la parola stessa, qualcosa che interrompe un processo in corso per farti fare altro.
Nella fattispecie, parlando in ambiente web, fanno parte di quella tecnica “becera” tutti quei messaggi perlopiù commerciali, che compaiono nel bel mezzo della navigazione su un sito o mentre si sta aprendo un qualunque documento sulla rete, e che sponsorizzando, chiedendo e/o provocando, hanno l’intento di catturare la tua attenzione facendoti fare altro. Il problema però è che invece ti infastidiscono, così chiudi, (magari smadonni) e te ne vai.
 
La tecnica è facile: stesso messaggio sparato alto ovunque nella speranza di raccogliere il consenso del pubblico e raccimolare quanto più profitto possibile. Parliamo di pubblicità ai limiti dell’imbonitore fuori dal negozio (anzi quello almeno forse fa ridere).
Non c’è bisogno di chiedersi perché non funziona no?! Tanto i motivi sono quelli:
 
• Rompe la balle, primo motivo;
• L’utente è già preparato a certi polpettoni e restio a dar corda al sistema;
 

Torniamo “quasi” a noi: 2) non sopporto fare content marketing per rimediare

Quello che non mi va proprio giù, è che si decide di passare oltre solo quando abbiamo già sbattuto bene il muso su una cosa. Non si ha mai “pensiero laterale”, non si prevede, non ci frega.
Il content marketing (solo a quel punto) è la risposta più pulita e coerente alla fuga del tuo target dall’altro sistema inutile e da te.
 
La mia domanda è invece:
Ma non lo sapevi prima che avresti rotto i maroni con quel sistema dell’interruption? Cioè, anche tu che ti proponi di fare ste cose un po’ navighi no? Lo sai che ti da fastidio, che ogni volta odi chi lo fa, però non si sa perché intanto ci provi e poi vedi.
 
Ecco, questo non mi va giù per niente, non lo sopporto. Dovessi oggi intervenire su un progetto fallito e a basso budget (proprio per colpa della prima opzione) per fare del content marketing, non so davvero se direi di si.
 
Ok ok, ma il povero cliente che ne sa? Insomma, glielo propongono, magari glielo vendono bene e si fida. Nessuno nasce “imparato”!
 
Vero si, ma in parte. Chi ti vende il servizio sta li per fare il suo lavoro e non è detto che voglia o sia in grado di fare anche il tuo interesse.
 
La correttezza sarebbe quantomeno essere onesti (lapidari anche) col cliente e spiegargli che una tecnica del genere, oltre a richiedere delle finanze non proprio di basso livello non promette certamente un ritorno poi così florido e immediato del capitale speso.
 
Ma questo discorso chi lo fa? Quasi nessuno, ecco la verità. Allora caro mio, deve essere anche compito tuo che accetti una pratica del genere andare verificare, provare, stare sul pezzo e contare bene senza lasciare il timone ad altri prima di avere una controprova.
Sbaglio?
 

Dopo lo sfogo: 3) Parliamo di Content Marketing

Prima l’ho fatta passare come una cosa al limite del brutto, ma un po’ di luccichio in fondo al baule lo troviamo sempre.
Scherzo, il content marketing è una cosa che mi piace, ma definirla una “tecnica” mi dà l’impressione di sminuire il tipo di lavoro che ci sta dietro, quindi dico che fare content marketing vuol dire saper coinvolgere e rassicurare la poteziale clientela, in merito ovviamente all’acquisto di un bene o un servizio che ci riguarda.
 
Perché fare content marketing?
I motivi di base sono almeno 3 (suggeritene e aggiungetene degli altri senza problemi):
 
• Aumento della riconoscibilità del marchio (Brand Awareness);
• Aumento della clientela e delle conversioni;
• Aumento della loyalty (la fedeltà per il marchio, quindi il ritorno del cliente).
 
Come si fa content marketing?
Impegnandosi per creare e distribuire dei contenuti di valore che possano non solo attrarre, ma soprattutto informare e invitare un target ben definito a venire dai noi con l’obiettivo di guidarne l’azione finale… il darci i soldini.
Uno dei momenti più adatti per ri-spammare la famosa frase Content is the King è proprio questo.
Paradossalmente, il sistema di vendita deve essere (passatemi il termine) “meno markettaro” e deve essere suggerito attraverso una informazione reale e verificabile.
 
Perché?
Beh:
 
• Perché il cliente va rassicurato;
• Perché rassicurarlo equivale ad invogliarlo;
• Perché comunque andrà a fare raffronti anche altrove;
• Perché se sarà rassicurato probabilmente parlerà di te;
 
Insomma, non basta solo piacere, ma bisogna essere DAVVERO coerenti. Anche se non ve lo dirà mai, Il cliente (specie su internet) vuole subito:
 
• Info utili;
• Prove tangibli;
• Riscontri dalla rete;
 
Raggiunto il suo obiettivo, si sentirà comunque unico e coccolato, per cui probabilmente sarà invogliato ad iniziare una relazione con voi e il vostro brand.
 

Si, l’obiettivo è farlo raggiungere a lui per primo

Hai capito proprio bene, tu raggiungi la meta quando lui è convinto di aver segnato per primo!
Non lo stai fregando eh, non si tratta di usare sotterfugi di qualche genere intendiamoci, ma il tuo lavoro nel content marketing consiste nel rendere il potenziale acquirente il protagonista dell’azione che sta per fare, perché in questo modo sarà FELICE di compierla e lo sarà ancora di più di informare gli altri dove e perché l’ha compiuta.
 
Capisci quanta pubblicità ti fa (inconsciamente) altrove una volta averti salutato felice? E lo fa sapendo che ha ricevuto un supporto sano, comprovato da esperienze tangibili e dal prezzo ineguagliabile dato il servizio offerto.
In questo modo, anche trovandosi davanti a pareri contrastanti del tipo “ma io l’ho pagato meno”, sarai sicuro che perorerà la sua causa perché lui in più ha avuto il trattamento che voleva, dove voleva e quando lo voleva, quindi la vittoria in tutto questo è ovviamente la sua.
 
• Cliente soddisfatto;
• Cliente probabilmente acquisito;
• Potenziale platea in espansione;
 
Ingredienti?: Onestà, trasparenza e voglia di metterci la faccia.
 

L’ABC di Seo Pigro per l’occasione

La ricerca attenta dei bisogni del tuo target
Ho imprato dagli altri e ho felicemente modificato la mia ricetta iniziale inserendo questo ingrediente che ad oggi è la base dei piatti che propongo.
Conosci il tuo pubblico PRIMA di volervi interagire. Leggi, cerca, interpella, partecipa e poi scrivi.
Chi naviga su internet cerca risposte ad un certo tipo di bisogno. Poniti nella condizione di volerlo soddisfare.
 
La costanza nel lavoro
Predico bene e razzolo male qui, ma quelle poche volte che lo faccio, la risposta è decisamente migliore. Dividere il tutto in argomentazioni, fornire all’utente una calendarizzazione preventiva come per dirgli “stay tuned” e rispettare certi orari fa in modo che chi ti segue scadenzi i suoi impegni anche in base ai tuoi, perché sa benissimo che tu sarai li per lui.
PS: Se ogni tanto sgarri e butti li un extra non fa male e a buoni conti anzi movimenta anche un po’ le cose, però di base tieni a mente la regolarità.
 
Un piano preciso (e scritto) di condivisione
Se fai content marketing, devi avere un minimo di piano generale da rispettare.
Hai il contenuto e hai anche il pubblico attento, ora devi solo saper sfruttare tempi e strumenti.
I mezzi ci sono tutti, dai software per calendarizzare gli eventi ai social per ricondividere.
Comincia con uno o due sistemi, supporta il tuo piano ripubblicando bene e DISTINTAMENTE sui vari canali, chiedi pareri, interagisci e poni domande. (La gente adora le domande, generalmente non resistono e ti scrivono).
 
NB: Ragiona almeno con 24h di anticipo. Fare le cose DaybyDay è bello ma in previsione di aumentare i ritimi non conviene mai. Devi organizzare, creare e lasciare riposare l’impasto… dai retta al pigro di turno.
 
La reportistica, questa sconosciuta
Raccogliere i dati è l’ultima parte dei processi giornalieri ma se non lo fai (o lo fai male) butti via tempi e risorse. DEVI avere il coraggio di guardare i dati e non vergognartene se non sono confortanti, ma approfittare per correggere il tiro. E’ normale incontrare difficoltà all’inizio di un progetto, o comunque è normale non prendere in considerazione alcune variabili. La parte bella del lavoro sta poi prorpio nella scoperta della chiave che fa girare bene le cose, e quando i risultati arrivano è sempre una sorpresa stupenda.
 
Suggerimenti finali su dove e come
Nella mia classifica dei preferiti, metto i primi 8 (anche se poi ne uso uno o due):
 
• Creazione di nuovi Articoli;
• Social Media;
• Eventi live;
• Webinar;
• Video tutorial o interview;
• Case studies;
• Newsletters;
• Ebooks;
 
Visto? ce l’abbiamo fatta, e anche per oggi abbiamo finito.
Se sei arrivato fino a qui, grazie per esserti subito anche lo pseudo-sfogo iniziale ma volevo davvero dirlo.
 
Per il momento, come sempre saluti pigri, e alla prossima! XD

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Web Designer/Grafico/Nerd e SEO con insane tendenze al Copywriting. Scrivo quello che penso. Ah! Non fate caso a Goldrake, è che non sapevo dove parcheggiarlo!

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