Il vero potere di un commento

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Il vero potere di un commento

A volte basta poco…

A volte basta poco sai… poter leggere è una gran cosa e saper assimilare ciò che leggi è una bellissima sensazione, ma lasciarti trasportare da una lettura non ha prezzo.
Se accade, puoi dire sicuramente che chi scrive in quel momento nei tuoi confronti HA VINTO.
Ci pensavo da qualche giorno a sta cosa, e poi in un commento che facevo ad un post bellissmo su uno dei miei blog preferiti ho deciso di dedicare il “The Winner is” all’autrice.
Nei miei confronti, lei, ha vinto.
 

Si perché:
 
• È brava;
• Scrive bene e sa coinvolgere;
• Scrive quello che le va;
• Scrive senza pensieri;
• Scrive spesso e la qualità non cala mai;
• Apprezza sempre i commenti;
• È merito suo se oggi non cazzeggio e sono qui a scrivere imbrattando la rete;
 
Tutto questo per dire che sia per chi scrive, sia per chi legge, oltre alla stellina, lo share, il mi piace e quello che vi pare, a volte basta poco di più per esprimere un apprezzamento (o un giudizio severo dipende!) nei confronti di chi tanto si è prodigato per impegnare il vostro tempo e magari renderlo anche più piacevole.
 
Questa cosa non accade spesso, e girando qua e la su blog anche piuttosto in vista, mi sono reso conto che non vi è mai nemmeno una lontana corrispondenza tra il numero (a volte immane) di share e stellinamenti vari e la quantità (senza scendere per ora nella qualità) dei commenti.
 
Non lo so il perché, e di certo non è un obbligo commentare eh (io pure non sto sempre li a scrivere), però se leggo una cosa che mi piace e mi conquista davvero e non provo a dare nemmeno un contributo che non sia il mero click sullo share… boh, è come se avessi mancato quasi di rispetto all’autore. Non ci riesco cavolo, mi sembra di far torto alla gente.
Parliamoci chiaro, mi deve piacere (tanto) e sono il primo a rompere le balle su sta cosa, però che cavolo, leggi pezzi fighissimi e utilissimi (perché su alcuni è davvero un dato oggettivo) con millemila share e manco mezzo commento fatto bene o al massimo due cavolate. No non “pole esse” cavolo! Perché?
 
• Ci pesa improvvisamente a tutti il culo? (sisi, ci sto in mezzo anche io);
• Leggere con attenzione è diventato un optional?;
• Siamo tutti troppo superficiali?;
• Ci frega solo di uno share per “bilivare” in un +1 sui follower?;
 
boh, vada pure (e manco troppo) per blog forse “troppo di nicchia” o non gestiti benissimo (tipo questo), ma qui non c’è proprio relazione tra i numeri nemmeno su fonti autorevoli, e qualche sospetto mi viene.
 
A difesa dei non commentatori (di cui spesso faccio parte) posso dire però che mi capita anche di leggere cose che mi piacciono in posti impensabili e in momenti scomodi e magari mi limito solo a ricondividere e cuoriciare pure io, ma qui non sto a prendere di mira nessuno, ed era solo per fare una analisi di una situazione che vuoi per la vita frenetica, vuoi perché ci sono i bot anche sui social (Bennaker docet), vuoi perché ci frega poco mi pare diventato un “uso e costume sociale” fin troppo diffuso.
 
E dire che a volte basta poco…
 

Dal dilettevole all’utile: per certi versi un po’ (ma solo un po’) è anche Link Earning

No, non ho scritto al contrario funziona così. Che vado dicendo?
Allora, la prendo alla rovescia, perché a mio avviso la link earning non è una cosa che DEVI fare, ma che TI DEVI SENTIRE DI FARE.
 
La link earning è qualcosa che secondo me nasce spontanea in ognuno di noi quando ci si appresta all’affaccio sul web, perché deriva dalla necessità non di avere dei link in entrata, ma di farsi conoscere ed apprezzare.
È il risultato di un atteggiamento proattivo nei confronti del web, e non una tecnica di accalappiaggio del rating (Per quella c’è o c’era la link building).
 
Dicevamo che viene prima il Dilettevole.
Certo perché è più facile se c’è il “diletto” nel fare le cose, ed è più facile andare a creare, commentare e condividere storie ed esperienze che ci piacciono.
In fondo dovrebbe essere la base dell’utilizzo degli strumenti di scrittura su web e dei social media no?
 
Scrivi di ciò che ti piace, segui chi ti piace, chi ti fa simpatia, chi ti fa ridere o chi ti da sempre notizie utili, e ricondividendo o commentando quello che apprezzi apporti valore a chi per primo si è dedicato a quel contenuto e a te stesso perché chi ti segue magari apprezzerà la tua condivisione e forse si unirà al commento apportando ulteriore valore (presupponendo ovviamente che chi ti segue lo fa per lo stesso motivo che ti fa seguire chi hai condiviso e così via).
 
Utile. Si, è una diretta conseguenza del lavoro dilettevole. L’utilità sta nella possibilità di guadaganre (Link Earning) un seguito e chissà forse anche un link proprio in base all’apporto che hai dato alla causa. Parliamo di possibilità certo, ma oggi qua, domani la, a furia di dispensare vero valore il risultato prima o poi vedi che arriva. Non badate al follow, al nofollow e le menate varie che spammano in giro.
Si ok, sono sistemi che hanno fatto la loro e che ad oggi probabilmente ancora possono influenzare qualcosa, ma in realtà un contenuto utile è probabilmente anche bene apprezzato, perché se è utile sicuramente risolve delle esigenze (forse comuni a molti utenti) e quindi è normale che venga condiviso e che porterà visite al tuo sito o al tuo account social e sarà in grado di scatenare altre condivisioni e altro traffico.
 
PS:Tu che fai SEO a livelli davvero competitivi, che combatti coi numeri e non con gli aggettivi e lo fai per il famoso tozzo di pane alla fine del mese vorresti prendermi a male parole vero?
 
Hai ben ragione ti dico, perché non si vive (purtroppo) di sola qualità in questo mestiere e in particolare in certe nicchie moooolto hot come si usa dire.
 
Tu che VIVI letteralmente di SEO e che starai pensando “Sto scemo dice di fare il Seo e poi è impazzito di botto“ non lo fai certo per pura velleità, perché con la velleità ti ci pulisci le chiappe e quindi hai tutte le ragioni e le motivazioni per dare il massimo al fine di ottenere il risultato non solo con i contenuti di qualità.
 
Una cosa però abbonamela dai, una sola prima di inveire e dimostrarmi che mi sbaglio:
Se c’è un ritorno a certi sistemi più naturali e allo sfaldamento delle vecchie abitudini, un po’ della colpa è anche dell’uso smodato che è stato fatto da parte di molti delle possibilità della rete, e queste opportunità sono state purtroppo abusate dai più per costruire e non EDIFICARE, per accalappiare e non COINVOLGERE, per aumentare e non per CRESCERE.
 
Questo concedimelo, poi non dico più nulla e ti dò ragione a spada tratta su quello che vuoi XD.
 

Sempre a pensare a ste visite… non c’è altro?

Il pensieraccio mi viene per forza, non posso farne a meno cavolo, ma oggi ce lo facciamo passare e parliamo di altri benefici: quelli per noi come esseri umani, quelli che ci fa piacere ricevere.
Facciamo un esempio ok? Prendiamo sempre il famoso commento al post bellissimo che dicevo sopra e tentiamo di capire che cosa è successo. Ieri sera, l’autrice ha tuittato che stamattina avrei trovato insieme ad altri che si erano ben espressi nei commenti una sorpresina.
Ora, a parte la fatica per tenere buono Goldrake che m’ha rotto gli zebedei tutta la sera pensando che fosse un regalo per lui, io c’ho pensato come una scimmia curiosa pure mentre vedevo un film alla TV.
 
Che è successo? Stamattina, “qualcuno” ha dedicato un post a tutte le persone che avevano commentato lo scritto precedente, dando ad ognuno una interpretazione fighissima di ciò che aveva colto e lasciandomi imbambolato come uno scemo a gongolarmi per quelle belle parole.
 
Da li, la voglia di provare a scrivere qualcosa a favore dei poveri commenti che spesso sono assenti, o sterili e privi di una vera entità, e che invece, oltre alle solite markette sul ranking fanno accadere cose come questa e ti raddrizzano la giornata. Capito?
 

Quanto ti piace ricevere un commento?

Scivolone a parte sulla Link Earning che richiederebbe oltretutto un bel post dedicato (è il mio essere Seo scusate), ho iniziato con una sorta di lamentela sulla mancanza di commenti anche ad articoli oggettivamente molto belli (quindi io mi autoescludo), e ora voglio spostare l’attenzione su quello che accade quando l’autore di turno ti risponde.
 
WOW! Che figata, una mail del mio blog preferito bellissimo e superutilissimo che mi notifica una risposta dell’autore al mio commento!!
 
Dai cavolo, l’aspettiamo tutti non mentite! Specialmente se avete commentato con apprezzamenti e magari aggiungendo (o provando ad aggiungere) valore a quel post che tanto vi ha coivolti.
È figo vero? Ecco, quella sensazione che ti arriva di botto quando il cellulare trilla e vedi che non è “uozzap” ma ci sta l’iconcina della mail, è la stessa probabilmente che arriva dall’altra parte a chi si è tanto impegnato per darti qualcosa di suo quando il commento lo fai.
 
Quindi perché negarglielo, perché anche quando magari c’è il tempo di fare tutto non ci si spreca nemmeno un po’ per fare una cosa utile? E poi pensa alla marketta sull’earning! (ehm… scusate di nuovo!)
 

Rimarrò fermo ad aspettare fino a quando non sarai qui a parlare con me

Mettiti dall’altra parte per un secondo, o se comunque ci sei già pensa un attimo alle volte che pur facendo altro, ogni tanto hai puntato l’orecchio per tentare di sentire il solito trillo del mi piace, dello share o magari del commento.
 
Adesso pensa alle volte che magari al massimo t’è arrivata la stellina, il cuoricino o il c…o di mi piace su fb senza nemmeno uno s…..o che si fosse sprecato per dirti Oh cazzone, bravo cavolo!
 
Ecco, ti ci è roduto un po’ eh! Eppure sei rimasto li, imperterrito ad aspettare un barlume di qualcosa di nuovo, una svolta alla fatica che hai fatto per ore nel tentativo di piacere. Allora che fai? Ricondividi vero? Cambi il testo della condivisione, provi un approccio diverso, vari la foto, magari aggiorni l’articolo… e poi aspetti li.
 
Lo facciamo tutti prima o poi, che sia per il bisogno di piacere o che sia perché dobbiamo raggiungere un target, e ci caschiamo anche quando non smettiamo di dirci che in fondo lo facciamo per noi e quindi se nessuno ci fila è uguale, ma nel nostro piccolo un minimo di approvazione la desideriamo ugualmente, anche di uno solo, anche fosse una cosa futile. Quindi magari la prossima volta che ti capita, fermati un secondo di più e regala un sorriso e/o una perla di saggezza almeno a chi leggi più spesso. Farai una gran cosa, e magari potrebbe tornarti indietro quel sorriso che hai lasciato passando di la.
 

Non è molto, ma è tutto quello che ho

Mi capita spesso di leggere cose di cui non mi occupo e su cui sono eccessivamente ignorante, ma poi alla fine, siccome sono scritte così bene da farle capire anche a me e si vede che qualcuno ci ha perso tempo, magari mi sparo un giro su Gugle e provo a cercare, poi leggo, tento di tirarne fuori qualcosa e alla fine perché no… se riesco un piccolo contributo lo dò volentieri.
 
Già, non è molto, ma è tutto quello che ho. Ho un po’ di pazienza nel fare le cose, ho un po’ di tempo da investire quasi ogni giorno, ho un po’ di curiosità per quel che non conosco e ho anche un po’ il bisogno di sentirmi dire anche io certe cose, quindi voglio dire… in fondo non costa nulla!
 

Classifica dei veri poteri nascosti in un commento

Quanto è forte alla fin fine questo strumento? Che potere ci permette di maneggiare? Come ci fa sentire nel brandirlo o nel riceverne gli effetti?
 
Ovviamente, il risvolto della medaglia come in tutte le cose c’è sempre perché una faccia (quella bella) è quella che merita apprezzamenti e sorrisi da tutti i pori e l’altra è quella da culo, quella di chi sfrutta certe occasioni per fare flame, inzozzare i blog, disturbare a prescindere e via dicendo.
 
Qui oggi pigliamo solo le cose decenti e lasciamo il ciarpame a tutti quei poveri di spirito per cui l’unico detto decente è Non ti curar di loro ma guarda e passa (Oppure scopri chi sono, passa dalla parte dei Sith e mettili al rogo).
 
Faccio un elenco e vado a braccio, senza ordine o priorità, quindi come sempre sentitevi liberi di aggiungere, togliere, spostare, correggere, cazziarmi e via dicendo ok?
 
Allora, il vero potere di un commento sta nel:
 
Donare carica emozionale e motivazionale;
Innalzare l’ispirazione;
Aumentare la voglia di fare;
Rafforzare la sicurezza in se stesso per chi lo riceve;
Correggere e/o aggiungere valore alle tesi preposte;
Aiutare a riflettere;
Mettere costruttivamente in discussione dei fatti;
Avvicinare gli utenti e creare o rafforzare le relazioni;
Contribuire alla marketta Link Earning (non l’ho messo primo eh);
Tenere alto l’interesse per l’argomento;
 
OK, ce ne ho messe 10. Direi che come inizio non è male no?!
Adesso, col senno di poi, se ti capitasse di poter commentare un articolo o una notizia di un certo valore lo faresti con un po’ più di voglia? Io si, e se non avessi imparato la lezione dagli altri ora non sarei qui a tentare di spiegarlo a te.
 
Come sempre, siamo arrivati alla fine della rottur… ehm del post.
Per qualunque cosa, sono qui.
 
Saluti pigri,
Alla prossima!

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Web Designer/Grafico/Nerd e SEO con insane tendenze al Copywriting. Scrivo quello che penso. Ah! Non fate caso a Goldrake, è che non sapevo dove parcheggiarlo!

3 thoughts on “Il vero potere di un commento

  • 28 ottobre 2014 at 17:37
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    Ho fatto un post del genere qualche tempo fa intitolato “Esiste una cultura della condivisione in Italia?, solo che io lamentavo un problema diverso: la mancanza di condivisioni. All’epoca (meno di 6 mesi fa, a ben guardare) ad ogni pubblicazione ricevevo sempre un sacco di commenti positivi, di complimenti, di esortazioni, di attestati di stima, ma quando andavo a guardare le condivisioni del post, trovavo poco e niente. Questa cosa mi destabilizzava.

    Dopo averci riflettuto a lungo, supposi che il problema fosse radicato in quella che è la nostra cultura. Una cultura in cui, come scrivo per esteso nel post, “ognuno guarda al proprio orticello” e non avverte lo stimolo di condividere con la collettività ciò che ha trovato utile. Si preferisce, piuttosto, ricoprire di complimenti il creatore.

    Un comportamento, questo, che negli ultimi due mesi mi sembra aver subito dei cambiamenti. E positivi, anche. Nel senso che gli ultimi post mi fruttano mediamente lo stesso numero di commenti, ma molte più condivisioni.

    Non saprei dire con certezza quali siano le cause, ma forse 3 elementi di svolta riesco ad identificarli:
    1) Ho preso l’abitudine di inserire alla fine di ogni post un esplicito invito a condividere sui social network il post appena letto;
    2) Sono andato a prendere di petto le persone che più frequentemente mi commentavano positivamente ma non condividevano e ho chiesto loro: “Ma perché fate così?”. Alcune delle risposte che ho ottenuto sono contenute in un secondo post intitolato “Le 5 scuse più assurde per non retwittare”;
    3) I miei follower non sono solo aumentati nella loro totalità, ma gran parte dei “nuovi” appartiene al mondo del social media, del blogging e del web marketing. Tutte persone che sanno quanto sia importante la condivisione di un contenuto che si ritene avere un valore e quindi a loro viene automatico condividere.

    Se ti ho raccontato questo è perché penso che, spesso e volentieri, per ottenere ciò che si vuole bisogna prendere in mano la situazione ed agire. Anche a costo di risultare fuori luogo, come lo fui io per molti nel domandare “Ma se ti piace, perché non lo retwitti?”. Prova a usare un po’ di astuzia e un po’ di polso con quelli che sono i tuoi lettori o, più in generale, nei contesti in cui vorresti che crescesse il confronto. Molte persone hanno bisogno di essere scosse per far sì che tirino fuori qualcosa, un po’ come faresti con un vaso nel quale ti è caduta una chiave 🙂

    Ciao ciao!

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  • 28 ottobre 2014 at 17:52
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    Ciao caro e grazie per il megacommentone!
    Allora, mi sono accorto di questa cosa facendo su e giù tra vari blog dei settori che più mi appassionano e quindi robe che seguo per esempio con altri nomi e che riguardano tutt’altro.

    Spero prima o poi di poter stilare una classifica con una sorta di tabella che riporti tipologie, “rating” della fonte, condivisioni, commenti e altro.
    Quello che più che farmi innervosire mi fa pensare è che spesso e volentieri (anche se ci sono belle eccezioni) mi sembra che si sia una sorta di approssimatismo cronico da parte del lettore medio nei confronti del contenuto. Diceva Ivana su BrandsInvasion delle Social Pecore…quelli che sharano perchè “è così”!

    Come me ne sono accorto: Ho preso per esempio l’abitudite di andarmi a buttare sui post appena pubblicati di varie categorie e refreshare la pagina per “vedere di nascosto l’effetto che fa”.
    Adesso, un articolo di precchie parole, come fa a generare magari 30 condivisioni in 1 minuto in maniera istantanea e molte anche da gente che vedo spesso e che non sono bot?
    Dico ok, aspetto un po…le condivisioni crescono, i commenti pure, ma ormai il gap è tale che mi fa chiedere tipo “che cazzo ripubblichi senza nemmeno leggere”?

    E da li, la mezza ansia nei confronti dei poveri commenti!!!

    PS: tra poco passo da te e vengo a sbirciare, sicuro proverò ad essere più diretto come mi proponi e vedremo che succede (alla peggio un vaffa no?!) e per la citazione… ci stava tutta!!

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