Link Building – Conviene ancora Farla?

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Cosa è la Link Building

Letteralmente parliamo di costruzione di link (LB). Il termine costruzione DEVE essere in questo contesto preso realmente per quello che è; parliamo di tirare su non una casa certo, ma una rete di link che puntino ai nostri contenuti e bisogna farlo pian piano, un po’ per volta, con metodo, pazienza e un durissimo lavoro.
 

A che serve?

In parole povere a far crescere la propria web reputation e a scalare di conseguenza le posizioni delle Serp.

Durante tutto il 2013 (e probabilmente si continuerà così), l’amico “Gugle” è diventato più scaltro e ha reso impossibile la vita a tutti quelli che fanno link building, obbligando gli utenti a lavorare sui contenuti in maniera ben più oculata.
Ha imparato a comprendere la reale qualità di un link e ha dato l’impressione di aver capito anche quale fosse la reale difficoltà di ottenerlo, assegnandogli ovviamente un valore e premiando o penalizzando i siti che fanno LB in maniera anche evidente.

Chi ne esce più penalizzato, sono i webmaster meno esperti che si aggrappavano qua e la a siti per la pubblicazione di comunicati stampa e article marketing e che ora, nel rischio di venire penalizzati non si azzardano nemmeno più a provare.
 

In realtà la penalizzazione avviene per esempio usufruendo in maniera spropositata di troppi sistemi di article marketing, presi su siti scadenti, non a tema, esplicitamente a pagamento e con basso o inesistente PR. Diciamo che invece, un bell’articolo, con un contenuto fresco e con delle novità, accuratamente proposto su un sito a tema con una buona reputazione e ovvio non pieno di link e keywords messe li chissà per cosa, fa al contrario una gran differenza.

 

E allora come faccio a fare del link building?

A mio avviso, indipendentemente dalle paure di essere penalizzati, dalle seghe per il numero di keywords che ormai è inutile contare, basta solo scrivere decentemente un contenuto per offrire qualcosa di nuovo o quantomeno di capibile, magari anche senza avere per forza dei link nel testo (vi provoco), ma semplicemente facendolo capire innanzitutto al lettore in modo da invogliarlo in una ricerca e poi chissà… prima o poi se ne accorge anche “Gugle”.
Per pubblicarli poi, sono sempre più convinto che chiedere non costi nulla, e che essere propositivi proponendosi per primi di aiutare costi ancora meno.

 

Per condurre una campagna di LB degna di questo nome in ogni caso:

1) È richiesto oggi un impegno che fino a un annetto fa era inimmaginabile e per riconoscere un sito web di valore non basta controllare PR, mozrank e altre cavolate, perchè quelle sono si un indicatore da poter tenere presente, ma bisogna navigarlo il sito, bisogna leggerlo, rendersi conto della qualità di ciò che propone e capire se è utile.

2) È necessario che facciamo un giro sui motori e cerchiamo anche di capire se è rintracciabile per determinate parole chiave, se riceve feed dai social, e se ha o meno links in uscita per ogni articolo (meglio non li abbia per “ognuno”).

3) È giusto e importante imparare a variare la anchor text nei testi altrimenti “Gugle” si rende conto che stiamo provando a manipolare le SERP e la penalizzazione è dietro l’angolo.

 

Se ne vogliamo trarre un vantaggio reale quindi, un modo molto interessante di fare LB è di provare a non puntare solo su parole secche ma provare a ragionare con maggiore attenzione sulla Long Tail (ti ricordi?). Rimarrà così più facile per esempio variare i contenuti le anchor text senza deviare troppo dai nostri gruppi di key iniziali.

 

Limitarsi a leggere numeretti sulle toolbar e stimare a mente gli accessi per capire se un sito vale o meno non ha senso, affidiamoci di più alla nostra capacità di analisi e respiriamo meglio l’atmosfera di questo web che altrimenti ci sfugge via senza che riusciamo a trarne qualcosa di davvero buono.

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Web Designer/Grafico/Nerd e SEO con insane tendenze al Copywriting. Scrivo quello che penso. Ah! Non fate caso a Goldrake, è che non sapevo dove parcheggiarlo!

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