PageRank – mito o realtà?

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Parliamo un po' del PageRank

Il PageRank (tutto attaccato) è un numeretto  che l’amico “Gugle” assegna a tutte le pagine che conosce.

Tecnicamente,  più alto è il numeretto, più sarà facile per la pagina essere visibile nelle prime posizioni delle Serp.
 

Tecnicamente?

Già! Prima di capire come,  tentiamo di capire se veramente è importante e magari diamo uno sguardo anche al metodo di calcolo attraverso cui il signor G. ci assegna il PR.
 

È Importante?

No, o comuqnue meno di quanto siamo portati a pensare. È già di per sè un concetto approssimativo perché ci sono parecchi fattori nel calcolo che andremo a vedere e quindi partiamo male.
Già il fatto che tu (Mr. G.) provi a decidere quanto un mio documento sia autorevole non suona benissimo no?! E poi il Pagerank (approssimativo di suo) è parte di un sistema di altri algoritmi che quindi, avendo già una approssimazione nelle basi, tutto saranno fuorchè esatti.

Non prendiamo quindi il PR come una tavola delle leggi. Non facciamolo diventare la base di giudizio dei nostri risultati; già una volta abbiamo seguito il mito dei meta tag e poi ci siamo bruciati. Teniamolo presente certo, “gaiamoci” pure di avere un PR alto, ma non perdiamo il sonno se non sale quanto vorremmo.

 

Come si calcola?

Evitiamo le formule matematiche, già sono noioso di mio, se ci mettiamo anche i numeri e i segnetti strani siamo apposto.
Dunque: di base somiglia molto al principio della link popularity (LP) ossia con il calcolo dei link in entrata sulla pagina di interesse. Più link hai, più sei popolare, più hai il diritto di salire nelle Serp. Tutto questo partendo dal presupposto (decidete voi se corretto o meno) che siccome ho tanti link allora sono una risorsa valida.

 

Il PageRank, in realtà cerca di correggere la LP, aggiungendo al solo calcolo dei link in entrata, anche il calcolo della loro qualità, espressa ovviamente con il PR.
Ne consegue ovviamente che un link in entrata da una pagina con un PR alto, è sicuramente migliore di uno proveniente da una pagina con basso PR. I benefici sono ovviamente importanti perché impongono una selezione ben più dura nelle classifiche delle Serp, smaltendo via tutto il lavoro “dozzinale” e poco qualitativo di “accaparraggio link” fatto da webmaster di secondo, terzo e quart’ordine portando alla luce risorse sicuramente piu appropriate e “prese in considerazione” da fonti ben più autorevoli.

Il vantaggio lo sentono in questo senso i siti piccoli e online da poco per esempio, che se ben gestiti e anche con pochi link, riescono a farsi strada nel marasma delle Serp potendo puntare di più sulla qualità dei contenuti (cosa per altro buona e giusta.)

 

Vabbè, come lo trovo il PR?

Per esempio cercando su Google la barra o il plug-in per il tuo browser.
io uso Firefox, ho cercato all’epoca Firefox PR Toolbar e via… due minuti e ho risolto.

 

Mediamente, appena installato, troviamo in alto nella barra del browser un indicatore del PR più o meno uguale per tutti, che di base si presenta nei modi seguenti, relativamente alla pagina dove siamo:

1) Grigio: la pagina non è stata ancora scansionata da “Gugle”, oppure è Banned per spam oppure non sta funzionando temporaneamente il Plug-in causa test o interventi di Mr. G.

2) Bianco: la pagina è nell’indice ma ha un valore pari a Zero, oppure non è stato ancora calcolato, oppure se ne aveva ed è quindi retrocesso, oppure potrebbe essere in attivo una penalizzazione;

3) In parte o totalmente verde: PR superiore a Uno. Più verde è, meglio è.

 

Ci tengo poi a dire che nella scala dei valori, l’ascesa è tutt’altro che lineare. Non vi voglio dare numeri esatti, anche perché non servono e poi vi ci smazzate sopra senza motivo, ma è importante che capiate che innanzitutto non è che passiamo da un valore 0 a 1 nel giro di 4 link e poi che per passare ai gradi successivi, la difficoltà è praticamente esponenziale, quasi a voler moltiplicare per 10 (dico a caso) i link per salire di volta in volta allo step più in alto. Capite da soli che non è affatto il caso di sbattersi più di tanto no?!

 

Come lo aumentiamo?

Premessa: non si aumenta il pagerank di un sito, ma delle singole pagine. Quello che vedete sulla home è profondamente diverso da quello che vedete all’interno, quindi attenzione.
Il metodo principale (se non l’unico) per aumentare sto benedetto numero consiste nell’adoperarsi per ricevere sempre più link di una certa qualità. Sui metodi del come fare lascio a voi, ma io sono sempre per la comunicazione e la partecipazione attiva. Magari poi trattiamo la cosa in un altro post.

 

L’accortezza che vi raccomando è in ogni caso di provare a capire non solo la qualità del link in uscita che vorreste finisse da voi, ma anche la totale quantità di link che escono da quella pagina verso altre risorse.
Questo perché il valore trasmesso dalla pagina in uscita, diminuisce con la quantità di link che trasmette e potenzialmente una pagina con pochi link in uscita ed un pr 4, rischia di passare più valore di una con pr 5 e una quantità immane di link all’esterno.

 

Si può ottimizzare il PR?

Certo che si, facendo capo a delle regole che dovrebbero già fare parte del cosiddetto buonsenso ma che rinfreschiamo subito.

 

1) Attenzione alla navigazione interna del sito stesso: ogni pagina del sito deve ricevere almeno un link e regalare almeno un link ad un’altra pagina.

2) In una struttura di navigazione con home, sezioni e sotto-sezioni, il PageRank è maggiore sulla pagina in cima alla gerarchia, (homepage di solito). Diversamente, avendo una struttura meno gerarchizzata, quindi  dove ogni pagina linka ogni altra pagina del sito, il PR viene distribuito in maniera più uniforme.

3) Non esageriamo con i link, assomigliare ad un link farm (odiatissime dai motori) non è mai utile

4) Curare gli outbound links: ossia offriamo links solo a siti di buona qualità, che siano OVVIAMENTE a tema con noi e che possano migliorare anche l’esperienza di navigazione sul nostro sito.

UPDATE: Ad oggi (Settembre 2014) Gugle ha deciso di non incrementare più lo sviluppo sulla famosa barretta verde. In pratica non funzionerà più e se proprio vorrete provare a dare un significato a questo aspetto del lavoro dovrete cercare su siti che mettono a disposizione il servizio per dirvi quanto avete di PR (sempre se poi vorrete considerarli attendibili).

In realtà io credo che pur decidendo di non mostrarcelo più, padron Gugle userà certe metriche per misurare e assegnare valore ai vari documenti in rete anche negli anni a venire, però acchiappate l’occasione per farvi davvero il favore e non smazzatevici più. Date retta.

Ci siamo anche oggi… se volete come sempre aggiungere, modificare o controbattere sono qui.

Saluti Pigri, alla prossima.

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Web Designer/Grafico/Nerd e SEO con insane tendenze al Copywriting. Scrivo quello che penso. Ah! Non fate caso a Goldrake, è che non sapevo dove parcheggiarlo!

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