Sentiment Analysis – per noi e per le aziende

Tempo di lettura: 4 minuti
che cosa è la sentiment analysis e a che serve

Cos’è la Sentiment Analysis nel Web?

È uno strumento di indagine che viene usato per misurare opinioni, umori e punti di vista relativamente ad un brand, un determinato argomento, un prodotto o un servizio.
 
Con l’aumento repentino dei social, gli utenti hanno ormai innumerevoli modi per generare contenuti come recensioni, consigli, “like” e quant’altro, quindi è diventato veramente importante (in particolar modo per le aziende) tentare di comprendere e monitorare tutte queste opinioni, al fine di salvaguardare il più possibile la propria immagine e correre ai ripari se qualcosa non dovesse funzionare come previsto.
 
Questi dati, disponibili sempre in tempo reale, possono essere caratterizzati in due “direzioni”: in senso orizzontale, prendendo in considerazione il territorio (non dimentichiamoci della geolocalizzaione che con smartphone e tablet ormai è relativamente facile da ottenere) e in senso verticale (rifacendoci a dati anagrafici, culturali, di tipo professionale, preferenze settoriali etc.).
 

Tutte le informazioni di cui si viene in possesso, potrebbero essere sfruttate per esempio se l’azienda in questione volesse verificare il gradimento del pubblico nei confronti di un nuovo lancio di prodotto, in modo da avere sia un eventuale paracadute per effettuare delle correzioni “in corsa”, sia uno strumento utile per ampliare magari lo spettro del mercato cogliendo suggerimenti e spunti dalla massa.

 

Vabbè ma allora quella la faccio pure io

Certo che si! O meglio… diciamo che anche se inconsciamente, la maggior parte delle persone che hanno un sito o un blog e ci tengono nel voler migliorare la qualità dei contenuti nonchè la ricettività degli utenti, fanno sempre una sorta di Sentiment Analysis casalinga sui loro documenti (poi che non sanno di farla e che ci sono i professionisti veri è un altro discorso).
 
Come la fanno? Beh, anche se a grezzissime linee chiedono riscontri, lanciano sondaggi, ripropongono vecchi post con delle rivisitazioni così provano a vedere se tirano di più… tutti metodi che oltre a dare una mano per rimpolpare la presenza sulla rete e sui social in assenza di materiale fresco, se fossero presi da parte per uno sguardo più attento potrebbero sicuramente fare al caso per tirare giù una bozza di reportistica utile ad minimo di Sentiment Analysis.
 
Da li poi si sfocerebbe sicuramente nella Web Reputation e una volta capito il “gioco” sarebbe un attimo andare a parlare di Link Popularity, Link Building ect etc…
Sembra fatto tutto a scaletta vero?
 
Questi nomi così ingleseggianti e fighi che vanno ad indicare strategie Seo e di comunicazione ben precise, derivano comunque da esigenze normalissime dei poveri internauti (quanto è anni 80 sto termine) che vengono tradotte in veri e propri mestieri al fine di poterle elevare a livelli sempre più performanti.
 
Ho detto bene eh, parliamo di performance e non di qualcosa di poetico e sublime. Se hai deciso di approfondire certi discorsi non è solo per pura velleità!
Non lasciamoci distrarre però che rischiamo di finire OT di brutto e torniamo a noi.

 

Facciamo comunque una precisazione

Non scambiamo la Sentiment Analysis con il Performance Web Marketing ok? Non parliamo della stessa cosa.
 
Il primo racchiude in se una serie di metodologie, che con l’uso di strumentazioni dedicate, riescono anche in tempo reale a misurare l’efficacia o meno di azioni ben precise in strategie commerciali e di comunicazione, estremamente legate all’erogazione di un servizio.
È dunque un sistema di monitoraggio “passivo” che tende a registrare il target potenziale da aggredire, relativamente a qualcosa di già compiuto.
 
La Sentiment Analysis è e deve essere messa invece alla base delle proprie strategie di marketing diventando uno strumento “attivo” e di interrelazione, volto ad aumentare la passione dell’utente nei confronti di un brand.

 

Ma come si fa la Sentiment Analysis?

Il monitoraggio di tutte le fonti web come siti, blog, social e forum, è il passo principale da cui iniziare poiché solo così si è in grado di poter avere una situazione quanto più realistica possibile delle opinioni che sono in giro.
 
L’elemento emotivo è adesso il principale ingrediente della Sentyment Analysis e lo studio accurato del linguaggio naturale corrente (già perché di modi di dire se ne coniano fin troppi) è alla base dello sviluppo di software dedicati, che insieme a strumenti di web crawling fanno il lavoro di ricerca per noi.
Converrete con me infatti che svolgere tutto il lavoro di ricerca a mano è tuttavia qualcosa di impensabile, quindi esistono appunto delle piattaforme apposite che effettuano analisi molto approfondite della rete e che poi, con l’aiuto di esperti di questo settore e di audit on-line, possono essere messe insieme nella maniera più appropriata.

 

Come funzionano gli strumenti di Sentiment Analysis?

Questi tool fanno uso di algoritmi alla cui base ci sono regole ben precise.
Sembra un po’ strano dirlo, ma il “processo di comprensione e apprendimento” di questi software funziona così:
 
1) Partono analizzando porzioni di testo come parole singole, espressioni multiparola e anche modi di dire, senza tralasciare anche gli indicatori testuali come la punteggiatura e il controllo dell’ortografia (prendono in considerazione anche termini scurrili, parolacce e tutto quello che ormai fa parte del linguaggio comune);
 
2) Estraggono il tipo di “mood” che ne traspare;
 
3) Classificano tutti i documenti secondo uno standard di qualità che si chiama polarità, e che può avere sostanzialmente tre valori: positiva, negativa o mixed. Ogni possibile polarità poi, potrà avere assegnato un secondo valore, che ne stabilirà l’intensità: (high, medium, low).
 
In questo modo, non avremo più il prodotto/servizio o l’argomento al centro del mercato, ma invece l’uomo come utente e possibile consumatore se vogliamo, con tutti i suoi sentimenti e il SUO potere decisionale.
 
Beh, dati tecnici a parte, direi che almeno per una definizione ci siamo.
Magari potremmo tornarci più in la con qualche dato alla mano, o se volete proporre dei case study li vediamo insieme.
 
Come sempre ci sentiamo alla prossima,
Saluti pigri!

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Web Designer/Grafico/Nerd e SEO con insane tendenze al Copywriting. Scrivo quello che penso. Ah! Non fate caso a Goldrake, è che non sapevo dove parcheggiarlo!

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