Web Reputation – cosa pensano di noi

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Spieghiamo cos'è la web reputation

Cos’è la web reputation?

la web reputation è letteralmente la “reputazione che abbiamo nella rete”. Possiamo pensarla come una sorta di indicatore del nostro rapporto di comunicazione che quotidianamente abbiamo con tutte quelle persone che in un modo o nell’altro vengono in contatto con noi.
 

La reputazione è sempre esistita

Sempre con il clamoroso ritardo che ci contraddistingue, da bravi italiani siamo finalmente arrivati a capire che la reputazione non è solo uno stato passivo delle cose oppure un derivato delle nostre azioni sul web, ma è oggi più che mai un’esigenza che l’utente medio ha e che vuole condividere il più possibile con il maggior numero di persone in un lasso di tempo anche piuttosto breve.
Ma perché? Perché l’utente si da tutto questo disturbo per saperne di più su di noi? Potrebbe essere per pura smania di condivisione? Oppure perché è un utente molto aperto?. No, o almeno no nel 98% dei casi (e mi sono tenuto largo).
 

Tutti sti giri per la reputazione sono dati dal semplice fatto che vogliamo essere rassicurati delle nostre scelte o preferenze (soprattutto se visibili ad altri) e per evitare le solite grasse fregature a cui non vorremmo andare incontro in prima persona, ad esempio comprando qualcosa on-line. Questa è la nuda verità.

 

Condividiamo notizie sui social, postiamo video di ogni genere, consigliamo qualcosa agli amici… facciamo queste cose ogni giorno anche senza pensarci, solo perché ormai è diventato normale, ma non ci azzardiamo a cliccare sul bottoncino di “invio” se prima non abbiamo verificato che quello che stiamo facendo abbia un certo gradimento da parte di altri, ossia una buona web-reputation. Sbaglio?

 

La web reputation, deve essere dettata dalla trasparenza

Pensandoci bene, la nostra web reputation verrà inevitabilmente misurata da un processo molto simile ad un “passaparola”, e sappiamo già che basta una voce fuori dal coro perché un concetto normale, giusto e ben espresso possa trasformarsi nel giro di pochi rimbalzi in qualcosa che può ritorcersi contro di noi in maniera anche piuttosto violenta. Avete presente il gioco del telefono? Ecco, si partiva con una parola o una frase e nel giro di poco ne arrivava una totalmente diversa.
Ovviamente non è possibile controllare certi processi perchè il web è libero, quindi ci sarà sempre qualcuno a cui non piacciamo, qualcuno che proverà a diffamarci e magari solo per puntiglio continuerà a farlo, ecco il motivo per cui bisogna sempre essere trasparenti.

 

Come? Sempre e comunque usando il buon senso:
Mettiamoci sempre al servizio di chi ci legge, mostriamo sempre voglia di comunicare e sforziamoci sempre di capire le origini del problema (soprattutto se siamo noi), in modo da sfruttare una situazione potenzialmente non buona o un commento non proprio simpatico in una occasione per rimediare (anche se non è colpa nostra) e per rassicurare (anche pubblicamente) chi ha un rapporto con noi del fatto che siamo presenti e ci stiamo dedicando al suo problema.
Non polemizziamo mai!

 

Magari poi, cominciamo ad imparare dai nostri errori e creiamo pure una bella paginetta delle f.a.q. eh?! La rendiamo disponibile a tutti diamo l’impressione di “starci su” insomma. Non fa mai male!

 

“In ogni caso, i contenuti la fanno da padrone nella web reputation…”

Tralasciando tutti i discorsi sul Panda e sul Pinguino in base a cui il motore di ricerca premia nelle Serp i contenuti pertinenti, interessanti e ben scritti (magari anche con una buona web reputation), ricordiamoci che l’utente medio ha la soglia di attenzione di un batterio (non provate a controbattere perché è vero!) e quindi non fate come il sottoscritto che è il “signor prolisso” per eccellenza ma organizzate per esempio dei contenuti con delle liste o dei punti elenco, divideteli in paragrafi non eccessivamente lunghi, ricordatevi che due grassetti sulle frasi topiche non fanno mai male, condite il tutto con qualche immagine a tema (e se potete anche esplicativa di quello che state scrivendo) o un bel video e vedrete che in linea di massima avrete raggiunto lo scopo.

 

E in ogni caso devono viaggiare sui canali giusti
Come già detto tante volte, esistono numerosi canali per diffondere i propri contenuti, basta solo saperli adoperare nella maniera giusta. Per farlo, ricordiamoci sempre che vale la legge secondo cui ad ogni canale il suo tipo di contenuto. Nessun copia e incolla brutale, diversifichiamo sempre con coerenza il modo di comunicare e distinguiamoci dalla “concorrenza” che sarà ovviamente più presente, perché sfrutterà anch’essa i nostri stessi strumenti. Impariamo dai loro errori e trasformiamoli nei nostri migliori pregi.

 

Prima di lasciarci… un occhio ai numeri
Se non ci piacciono i numeri, non dobbiamo privarci comunque di reperire delle statistiche.
Sapevate che: (le ho trovate on-line e copiate “pari e patta” ma mi sembrano realistiche)
1) L’80% degli utenti on-line acquista prodotti solo se consigliati da amici e/o familiari;
2) Il 78% degli headhunter si muove sui motori di ricerca per scandagliare informazioni sui candidati a determinate posizioni lavorative e il 35% di questi esclude per definizione dei candidati solo in base ai contenuti trovati sul web;
3) L’87% delle persone è convinto che la reputazione dell’AD di una società sia una parte fondamentale per stabilire il livello di reputazione di quel marchio;

 

Insomma, riuscire ad avere una buona web reputation è il risultato di un impegno ben preciso e non di una qualsivoglia casualità: solo un lavoro continuo e la propositività dei nostri contenuti posso sorreggere il peso di una recensione negativa o un commento velenoso.

Il buon metodo e la positività con cui affrontare sempre tutte le situazioni sgradite invoglieranno sicuramente gli utenti ad essere loro per primi positivi nei nostri confronti e a lasciare dei feed altrettanto buoni.

Fine del pezzo. Oggi ho rotto meno le scatole no?!
Saluti Pigri caro lettore e alla prossima.

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Web Designer/Grafico/Nerd e SEO con insane tendenze al Copywriting. Scrivo quello che penso. Ah! Non fate caso a Goldrake, è che non sapevo dove parcheggiarlo!

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