Non importa che #WebCoso sei: l’importante è avere un Mobile Suit riposto da qualche parte

Tempo di lettura: 9 minuti
Un mobile Suit per il wecoso che è in te
 
Da qualche tempo rifletto spesso su quanto ogni sacrosanto giorno in cui mi siedo alla pigrania (pigro+scrivania), io debba stare letteralmente a combattere con una serie di problematiche e amenità lavorative che, quando iniziai, mi dissi che avrebbero trovato soluzione certa nel corso degli anni, ma che invece, come eserciti di maledetti Caracal Corp* continuano ancora oggi ad accerchiarmi incessantemente e si moltiplicano con l’aumentare della mole lavorativa.

Non sono robe tecniche perché i drammi storici legati al codice sorgente li creano gli aggiornamenti “ad-culum” dei plugin, gli animali SEO di Gugle, i browser e tanto altro, ma fanno parte di una serie di atteggiamenti che mi pare di subire spesso e per diverse ragioni ogni volta che mi approccio ad un nuovo progetto.
 

Oh… ben vengano le nuove opportunità eh, però probabilmente, o sto sbagliando qualcosa io (che secondo me ci sta in ogni caso) oppure è un dramma diffuso quantomeno per la mia categoria lavorativa o limitrofe.
 
Da bravo impiccione quindi, con una bella ricerchina su Gugle, molto marzullianamente mi sono dato anche le risposte e mi sono pure permesso di fare una mini classifica di quei comportamenti che secondo me riassumono insieme un po’ il tutto:

• Assoluta disinformazione preventiva di chi ti viene a chiedere un lavoro;
• ITALIANISSIMA tendenza al non fidarsi ed a pensare che ti si stia fregando;
• Esperienze “fuffettarie” precedenti e quindi poca propensione a lasciarti lavorare;
• CuGGini, parenti, ex-fidanzati ESPERTI nel settore che poi “ci pensano loro”;
• Innata propensione al SELF MADE perché vengo da te ma potrei BENISSIMO farlo io;
Crisi del solito MERCATO MONDIALE (come se si sapesse di cosa si parla);
Varie ed eventuali che vi esorterei a postare in modo da completare le mie;

 
Ogni sacrosanto giorno eh!
Ultimamente poi, il famoso discorso del molti nemici molto onore (almeno per me) sta lasciando un po’ a desiderare, quindi volevo un attimino fare il punto pubblico sul perché spesso si rischia di andare a litigare e di perdere TUTTI una buona occasione di fare le cose per bene, avendo magari tra le mani pure un prodotto di una certa qualità.
 
Quindi, mobile suit sempre pronto, pieno fatto, armi cariche e via:
 
PS ESTEMPORANEO: fa finta di capire cosa sia un mobile suit che prima o poi te lo spiego.

Disinformarsi pare lo sport del secolo

Comprendo benissimo che non sia facile per chi non è del mestiere tentare di capire quello che un webcoso di una qualsivoglia natura faccia davanti ad una tastiera e ad un monitor da infiniti pollici, ma richiedere (oh, è sempre così) una consulenza per un progetto e partire con frasi tipo «Quanto mi costa un lavoro x?» senza quasi nemmeno aver detto CIAO e provato ad esporre la situazione, (controbattendo poi per altro con un «Ehhhhhh madonna oh! Che t’ho chiesto mai su!» qualora ti si chieda di farlo), onestamente, a me, me lo fa proprio girare per bene e di solito mi porta a prendere il mobile suit e a trattare il malcapitato come uno del Principato di Zeon.
 
Si, lo so che ci vuole pazienza in certi lavori (predico bene e razzolo male vero?) e non pretendo nemmeno che tutti quelli che arrivano sappiano già ciò che vogliono e con sicurezza, ma io, personalmente (ma forse sono troppo avanti), se devo rivolgermi a qualcuno per un tipo di lavoro a caso, prima di prendere appuntamenti o presentarmi dalle persone, un minino di giretto su internet lo faccio.
 
Da potenziale spender, vorrei sapere oltre al tipo di costo a cui rischio di andare incontro, anche il perché di un determinato onorario, e magari per esserne più cosciente vorrei provare a vedere qualcosa online per tentare di capire con chi ho a che fare e possibilmente avere una misura più veritiera del tipo di intervento che sto per chiedere.
 
Non sono uno studioso ecco, ma il bello del web è che specie nei confronti dei webcosi, è possibile farsi gli affaracci degli altri in maniera così capillare ed in così poco tempo che non capisco proprio il perché non si faccia. Esistono i social, esistono i blog, esistono i siti con i portfolio… boh!
 
Come sempre, tutti capaci a farsi un selfie nel cesso e a postare le foto di un culo sulla spiaggia ma mai nessuno che provi a fare le cose in una maniera un tantinino più normale.
Certo è che spiegare le cose deve essere sempre parte integrante di certi lavori, ma prima (dis)informarsi e poi battere pure di cassa mi pare un po’ troppo.

(Non)fidarsi è bene

Se non ti fidi, ma che cavolo vieni a fare? Consulenza (gratis – e sbagliando – il più delle volte), abbozzo di progetto con alcune variabili messe lì al momento (che poi si tornerà ad approfondire), stima di tempi, costi, richieste per eventuali materiali a supporto e poi?
 
(nel mio caso, purtroppo, fin troppo spesso alla romana maniera):

1) Vabbè ma se costa così che me lo faccio a fa, tanto nun me serve. Era solo pe’ sfizio;
2) Ma tutte ste cose te devo da? O’ sto a fa io er lavoro no?!
3) Si ma tutti sti sordi pe’ lavorà manco mezza giornata. Piji, fai copia/incolla e via.
4) Ma si nun è pronto pe’ sabbato a me nun me serve più. Mica c’ho tempo da perde io.
5) Si ma vedi de damme subbbito e’password sennò ‘un se fa ggnente.

 
Adesso… chi di voi (almeno interiormente) non immagina di far implodere l’inutile soggetto con un tocco alla Kenshiro oppure non vorrebbe prendere il solito mobile suit in garage e calpestarlo come se non ci fosse un domani? Eh? Ehhhhh? (Poi oh, quando prendo quello romano così e in più fatto male è un dramma. Ma tanto ognuno ha il suo no?!).
 
Comunque, Indipendentemente dal tipo di lavoro richiesto o di professionalità interpellata, se già hai intenzione di partire col piede sbagliato perché certe cose non ti sono chiare e/o non le capisci, ma informati prima no? Non ti viene il dubbio che voler mettere i puntini determinate questioni in certe maniere magari potrebbe non essere il modo migliore per lavorare insieme?
 
Lo so che A NOI NESSUNO CI CONSIDERA LAVORATORI MA FACCIAMO L’ETERNA FIGURA DEI FANCAZZISTI, però io non ci andrei mai da un meccanico che non conosco dicendogli «mi serve rifatta per domani» oppure «tutti quei soldi per un giorno di lavoro» se non mi sono prima informato un attimo sul tipo di intervento.
 
Si ok, nessuno lo fa e a volte nemmeno io, però non godo nello sminuire le professionalità degli altri (se non ce ne sta motivo) e non godo a pretendere cose a caso solo perché magari non sono sicuro. Poi oh, ci sta modo e modo di chiederle ste cose.

Fuffa… fuffa ovunque

Forse è il motivo per cui di solito mi altero meno perché in fondo, se ti sei già scottato, tutti i torti non te li posso dare e quasi ti voglio bene perché hai deciso comunque di riprovarci e di farlo con me.
 
Però…

1) La fuffa era vera o t’è stata data perché te la sei cercata e non sei uno stinco di santo?
2) Io lavoro ma… tu paghi?
3) Esistono le ore di assistenza dopo la consegna del progetto che HAI approvato sai?
4) Si certo, per le modifiche sciocche no problem pure se sono più di qualcuna, ma rifarlo 2 mesi dopo… gratis, perché stamattina stai storto o perché la pro-zia non vede le cose…

 
Ho ragione?
Dietro l’esperienza fuffettaria (che spesso ahinoi è opera del malsano simil-pro di turno) può nascondersi invece un problema dato NON tanto dal primo incaricato dei lavori ma sempre più spesso (almeno per me) proprio dal richiedente.
Certo, molte volte ti passano sott’occhio cose così lugubri che potresti definirle OGGETTIVAMENTE BRUTTE anche in un mondo come questo, fatto spesso di lievi sfumature e piccoli dettagli che sovente fanno la differenza, però capita pure di vedere bei lavori fatti con metodo e clienti così troppo insoddisfatti che a una certa due domande te le devi fare e anche di corsa.
 
Uno dei campanelli d’allarme è quando per esempio chiedi cortesemente (all’altro professionista) se è possibile recuperare un sorgente o gli accessi (nel mio caso) del progetto precedente e ti vengono dati SUBITO, SENZA STORIE e QUASI VOLENTIERI.
 
Ehm… si, dovrebbe essere buona prassi (specie se dopotutto il cliente ha pagato e dovrebbero essere i suoi) però non è sempre così.
 
Un altro salta fuori invece quando vedi quello che c’è al momento, strabuzzi gli occhi perché è di un figo allucinante (e tu ti chiedi se sapresti rifarlo) e al babbano di turno non piace sotto nessun punto di vista.
 
Che fare? Rischiare? Mobile suit? Per una situazione simile, 6 mesi fa ho deciso di non prenderlo (il mobile suit) e ad oggi ancora me ne pento perché ormai il tempo ce l’ho speso e mi scoccerebbe troppo non portare a termine la cosa, però probabilmente è più per un piglio mio personale che per altro.

CuGGini!

Qui non dico niente perché sono il target dell’odio fin per troppe persone e per me, se uno che paga un professionista per un lavoro (magari pure ben fatto) e poi decide consapevolmente di mettere tutto in mano al parente/amico/conoscente di turno per non pagare (forse anche molto poco) una manutenzione onesta provocando uno sputtanamento totale del progetto… beh, a prescindere da backup o no, a prescindere dai soldi, tu non hai rispetto di me ed io lo perdo totalmente per te.
 
Abbiamo pending? No?… FATTELORIFÀDATUCUGGINO!
Io oggi vado a spasso per rimorchiare col mio mobile suit.

Sono capace ma fallo te perché io non ho tempo

Questo tipo di personaggio è il signore assoluto dei problemi annosi, quello che è capacissimo e skillatissimo (al 99% solo secondo lui stesso) e c’ha in testa tutto sto progetto meraviglioso di cui però non sa dirti niente e che ogni 3 nanosecondi varia totalmente perché è meglio la “nuova versione” o perché ha avuto un flash!
 
Forse è Labirinte? No eh…

1) Se sei capace come dici, fattelo. Visto che sei così bravo magari ci metti anche meno.
2) Sto progetto bellissimo, perché lo vogliamo pagare così poco? Ok, “idea tua” ma cazzo lo faccio io (megamodifiche in real-time annesse);
3) Non è che tutte ste modifiche le facciamo perché sei un fregnacciaro? Scommettiamo?

 
In questi casi quindi, non importa che lui sia una gazzella oppure un leone… tu, povero webcoso, comincia a correre perché se ti prende non la smette più.
 
Onestamente, quando sgamo la situazione metto le cose in chiaro in maniera quasi coercitiva, perché gli aiuti e gli spunti sono sempre benedetti in questo lavoro, ma se c’è il rischio di stare a buttare vere giornate/uomo perché se qualcuno non sa quello che vuole dalla vita poi diventa un casino.
 
Il tutto a prescindere dai soldi e dal metodo di pagamento che si intende CONTRATTUALIZZARE, perché seppure avessimo a disposizione una web agency con tutto il necessario, sarebbe in ogni caso un casino biblico dover ritarare ogni sacrosanta volta i tempi ed i percorsi lavorativi rispetto ad altri clienti (forse pure meglio paganti) ed alle esigenze di ognuno dei collaboratori. Figuriamoci nel caso del classico, italianissimo esempio dell’one-businessman che (per un motivo o per l’altro) si deve accollare tutto da solo.
 
Questo è proprio il caso in cui il mobile suit necessiterebbe di un equipaggiamento pesante.

Il mondo è in crisi, quindi pure noi 2

Come per il cuGGino qui ci sta poco da fare. La storia della crisi colpisce inevitabilmente la signora Maria che fa la fioraia (e che comunque ha appena comprato un nuovissimo Renault Master per le consegne) e il figo di turno col 320 targato 2 ore fa e messo in strada per farci lo scemo al paese, però vabbè… il problema potrebbe essere sinceramente dato dal fatto che magari, il cliente voglia essere rassicurato di quello che sta per acquistare e quindi ovviamente tratta sul prezzo e prova a scendere.
 
In linea di massima sta tutto secondo le regole dell’eterno mercanteggiare perché comunque, provarci è lecito (entro certi limiti) e la soluzione efficace sta nel saper dare istantaneamente una giusta valorizzazione del proprio lavoro, poiché, se è vero che ne vale, allora deve essere pagato il giusto, per iscritto e soprattutto step-by-step, semplicemente per evitare i velenosissimi pagamenti alla consegna, che, specie nei lavori online, finiscono con il progetto UP, con chi di dovere che se lo gode traendone i benefici, e (ovvio) miracolosamente sempre con modifiche (per ieri) da fare ogni santa settimana prima del pagamento finale, così qualcuno (io/noi) rimarrà sicuramente senza benzina e con le bollette in mano perché poi ste storie non finiscono davvero mai, soprattutto nel caso di lavori “web”, quando accade che un dominio NON è ad esempio legalmente nostro (ma magari su questo faremo un discorso a parte).
 
Certo è che agli inizi ci sono cascato pure io ma oggi, felicemente, posso dire (più spesso) di NO perché:

1) Non inizierò a lavorare senza anticipo e senza un pezzo di carta firmato come dico io;
2) Non proseguirò nei lavori senza una rata pagata FOTTENDOMENE altamente delle necessità temporali di chi non sta pagando;
3) Non andrò online senza un saldo finale ed una approvazione scritta del successo del lavoro.

 
Non sono cattivo, sono solo giusto… e fino a prova contraria, nel mio piccolo castello senza troppe pretese, la legge sono io e la faccio rispettare col solito, inossidabile mobile suit.

Mobile Suit: Perché sono orgoglioso della mia #webcosaggine, voglio che sia il mio lavoro e voglio essere rispettato quando lo faccio

 
Sono un webcoso e me ne vanto.
Al di là dei pregiudizi e di quello che si possa comunemente pensare del tipo di lavoro che faccio/facciamo, è una cosa che a me piace da impazzire, che mi sono scelto ormai più di 15anni fa e che ho intenzione di continuare a fare finché ce ne sarà la possibilità.
 
Certo, spaccamenti di maroni come quelli qui sopra sono all’ordine del giorno e ormai è raro alzarsi la mattina senza il pensiero di doverne risolvere almeno uno, però oh… fin quando arrivano non è poi così male e poi alla peggio c’è sempre il mio bel mobile suit.
 
Già, ma che cavolo è?

• È una cosa GIGANTE con un cuore potente come un reattore a fusione;
• È un affare ferroso che resiste agli urti e alle missilate dei clienti di Zeon;
• È fatto di fantasia ma anche di Gundanium, meglio del titanio e più duro del diamante;
• È dipinto con colori sgargianti ma ha una anche mitragliatrice, uno scudo, una spada laser, un bazooka, una frusta elettrica e una lancia da tiro che fa esplodere i cattivi.
 
Ma soprattutto:
• È la materializzazione della tempra che ci vuole per fare certi mestieri;
• È la rappresentazione dell’orgoglio che ci vuole per saper dire anche di NO;
• È l’atto di forza che va fatto per non avere paura di farsi rispettare;

 
È DAVVERO la mia unica protezione contro tutto il marasma giornaliero di informazioni, richieste e doveri che mi tocca affrontare prima di arrivare a fare quello che più mi piace, ossia il mio stupendo lavoro virtuale.
 
E voi, ne avete uno? Io lo rimedierei!
 
Ovviamente, io, il mobile suit e l’altro gigante ferroso con le cornette gialle siamo qui per cazzeggiare, chiacchierare e come sempre, per farci perculare se qualcosa non va.
 
As usual, miei (ormai) giovani apprendisti webcosiNerdMode, saluti pigri e alla prossima.
 
Per i curiosi di fine lettura:
*Caracal Corp: Divisione di Fanteria Mobile Terrestre del Principato di Zeon;
Mobile Suit (Bilivando che non vada giù il Wiki) >>

iscriviti alla pigrolettera!

 

Web Designer/Grafico/Nerd e SEO con insane tendenze al Copywriting. Scrivo quello che penso. Ah! Non fate caso a Goldrake, è che non sapevo dove parcheggiarlo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *