LAVORARE COME CONSULENTE SEO

Dire che faccio il consulente Seo non è proprio tutta la verità. Faccio il consulente, si. Ho iniziato a lavorare sul web come sviluppatore e all’inizio mi sono dato molto da fare con ASP. Nel corso degli anni poi, sempre presso aziende sono passato alla parte “libera” della cosa con PHP, MySql e poi come hanno iniziato a prendere piede i primi CMS anche da noi, ho continuato mettendomi sotto nello sviluppo di plugin e interfacce per il web, legandomi sempre di più ai Content Management System più in uso, visto il largo utilizzo odierno e le richieste generali che vertono più su un prodotto come (quello con le dovute personalizzazioni), che su un sartoriale fatto esclusivamente su esigenza specifica.

Da una decina di anni poi ho allargato l’attività anche alla Seo, iniziando a sporcarmi le mani con progetti personali e poi passo passo ad estendere la cosa anche ai primi clienti. Imparare a lavorare nel settore dedicato al posizionamento sui motori è diventata un’esigenza per riuscire a dare ai lavori sviluppati nel tempo, un minimo continuità e valore, trasformandoli da semplici vetrine per esporre prodotti o skill aziendali a qualcosa che potesse generare del profitto, più o meno evidente, più o meno facilmente, in relazione al modello di business dei clienti, alla competitività nelle Serp, al budget e insomma, a tutto quello che potrebbe mettere nel calderone contrattuale un consulente Seo degno di questo nome.

Cosa cercano i clienti da un consulente Seo?

Fondamentalmente la cosa sbagliata. Cercano la soluzione che credono essere definitiva per i loro problemi aziendali di varia natura; cercano di capire come arrivare primi su Google. Parliamo di persone che hanno anche una presenza online decorosa, ma che non è sfruttata sul posizionamento perché hanno a loro tempo deciso di non investire su una cosa del genere. La maggior parte degli imprenditori con cui mi capita di avere a che fare (e che poi sistematicamente brucio senza passare dal via) sono quelli che:

Ho il sito che funziona ma non guadagno;
Ho appena fatto il sito ma non sono primo;
Non ho bisogno di fare un sito per posizionarmi;
La mia attività è già conosciuta e devo solo limare cose;
Amenità varie ed eventuali.

Come un disco rotto, queste sono le casistiche più comuni che di solito arrivano a bussare alla porta di chi si occupa di posizionamento. Per carità, non sono tutti soggetti da buttare via e non sono tutti colpevoli in prima persona se le cose non gli vanno, ma dopo parecchi anni di navigata esperienza nel settore web, mi sento di dire con una cerca tranquillità che (almeno da noi) non è un problema dei consulenti Seo che possono esserci stati prima (se ci sono stati), è un problema di immensa, dilagante, esorbitante mentalità chiusa e del “so tutto io”, che fa in modo di rovinare certi tipi di attività precludendo loro ogni possibilità di crescita.

Che cosa può fare un consulente Seo che decide di seguire adeguatamente un’attività?

Per esempio, tracciare da subito una linea tra il ruolo dell’imprenditore che lo chiama e quello del consulente Seo come specialista della situazione di cui prendersi cura. Senza nessun amore.
Possono esserci delle linee guida da condividere, possono esserci delle cose che non devono trasparire dell’azienda e possono esserci anche delle richieste sciocche da soddisfare come il posizionamento per delle inutili vanity key solo per arrivare prima del concorrente dall’altra parte della strada. I compromessi fanno parte del lavoro e sta al professionista di turno decidere di accettarli, fare finta di farlo per poi lavorare nel giusto modo oppure buttare dalla rupe il cliente che insiste, perché palesemente in quel caso è solo una perdita di tempo che porterà tutti a litigare non appena mancheranno risultati e la colpa non potrà (ovviamente) essere del cliente che ha tanto insistito nonostante le avvertenze.

Per come la vedo io almeno, se non c’è autonomia nel lavoro, certi imprenditori non vanno presi come clienti, fine. Sono cattivo? Spocchioso? Irriverente? Me la tiro? PAZIENZA. Un esempio che porto sempre durante i lavori di consulenza che vado a fare è quello del mio meccanico, Franco. Franco è bravo nel suo lavoro e so che se lo lascio fare, alla fine il prodotto che ho in mano è un’auto in ordine, che mi porta dove serve, mi ci porta in sicurezza e non mi da problemi.

Ora, anche se fra le tante cose so fare, rientra anche una moderata esperienza nei motori e volendo potrei almeno provare a parlare con Franco di cosa farei per la mia auto, so che lui, bruciandomi MALE con lo sguardo mi smadonnerebbe addosso e mi direbbe “ma da me allora che minchia vuoi?”.

Lo so che lo fa eh, e non solo perché non ha peli sulla lingua (ma ci vogliamo bene perché ci esprimiamo allo stesso modo), ma perché è padrone dei suoi mezzi e sa che se lo lascio fare senza spaccargli i maroni i risultati arrivano. Quindi perché di media, un professionista in ambito web, specialmente nel settore del posizionamento sui motori, deve passare le ore a spiegare dolcemente al cliente che non è come dice lui e che ci sono cose da fare e da non fare per avere dei risultati in Serp con una competitivitià decente? No, vero? Di media, il consulente web o il consulente Seo più nello specifico, deve prima capire cosa sta bene al cliente e poi lavorare.

NO, non funziona così. L’imprenditore mette i soldi e il consulente Seo porta traffico qualificato al cliente, fine. Una roba di questo tipo di chiama lasciar fare le giuste professionalità. Non sei a comprare un vestito per cui se ti piace stizzarti in un capo di due taglie più piccolo anche se i panini con la mortadella ti piacciono troppo, lo fai per sentirti in pace con te stesso. Se lavori (e lasci lavorare) ad-cazzum il consulente Seo appiccandogli il pippone ogni volta per quello che pensi vada fatto, allora il provblema è tuo.

Come lo riconosci un consulente Seo che da fare il suo lavoro?

Di base, se non dice si a ogni cosa e ti parla di primo sui motori per tutto quello che (da cliente) ti passa nella testa e per cui ti piacerebbe scalare le Serp. Un consulente Seo degno di questo nome, se pure ti lascia parlare in merito a cosa vorresti in cambio dalla sua attività, una volta che ha fatto finta di ascoltarti e ha annuito mangiandosi la favoletta di quanto ti impegni ogni gioro per crescere, parla di dati. Di numeri e di possiblità.

Un consulente Seo degno di questo nome, ti propone un’analisi (A PAGAMENTO) del sito/blog/forum in essere (se ne hai uno) e per determinati soldi (non due spiccetti messi lì a caso) ti presenta un report dettagliato delle criticità tecniche e organizzative della tua presenza online, evidenziando quello che non va nella struttura del sito, speficicando dove sono gli errori e motivando le risoluzioni, stilando tutti gli adeguamenti necessari per riportare la risorsa a canoni di decenza nei confronti del motore e poi passando alla parte legata alla navigabilità, alla raggiungibilità delle informazioni, alla disposizione, al modo di trattare e/o esprimere i contenuti, al materiale fotografico, alla struttura su cui poggia il sito e molto altro. Parlerà anche di link, di cosa sono, di come servono, di cosa va fatto e di come utilizzarli, averli, guadarnarli, comprarli.

Un consulente Seo degno si fa pagare innnanzitutto per analizzare il tuo problema e per produrre una soluzione. Poi, con la sua analisi, potrai decidere se affidargli comunque il lavoro o prenderla e andare da qualcun altro per farti risolvere il problema. Un consulente Seo degno di questo nome se ne frega delle PAROLE CON CUI TI PIACEREBBE ARRIVARE PRIMO SU GOOGLE. Parla solo di ricerche che possono produrre un profitto o quantomeno generare un traffico decorosamente interessato a quello che proponi. Se sa fare il suo lavoro, lo capisci di base da questo.

Puoi chierdegli qualcosa in anticipo per capire se è preparato?

SI. Rientra nei tuoi diritti capire con chi hai a che fare e anche nei tuoi doveri, se devi investire del denaro. Una parte del lavoro da fare è quella di informarsi e preparare anche una mini intervista al volo, da fare di persona, per capire se è uno che ha imparato tre cose da ripetere a caso oppure sa di cosa sta parlando.

In un colloquio formale, se già avete avuto modo di sentirvi prima, chiedete sempre se gli obiettivi che avete voi sono congrui con il lavoro che va fatto, se ha avuto modo di esplorare il mercato di riferimento di cui sicuramente conoscete i vostri concorrenti, se conosce il business e sa a quali aziende “modello” fare riferimento e su cosa verterà l’analisi del vostro sito/blog/forum, se ne avete uno.

O anche:
Chiedere di farti vedere una dashboard di qualche progetto Seo che ha in corso (tanto se non sei esperto quali informazioni segrete vorrai mai rubargli?);
Chiedere se ha casi studio da raccontarti, sempre con dashboard alla mano che a parlare sono tutti bravi;
Chiedere di spiegarti qualcuna delle linee guida di Google che potresti esserti letto prima per capire se almeno quelle le conosce.

Se è un professionista navigato e ha già avuto modo di pensare al da farsi, non esiterà ad accennare al tipo di analisi, ad argomentare in modo chiaro cosa ha avuto modo di notare rispetto alla concorrenza (giusta) e a quale tipo di mercato sarà meglio fare capo. Ovviamente non snocciolerà per filo e per segno tutta l’analisi della vostra situazione perché attenderà un ingaggio ufficiale e almeno un anticipo della prestazione per iniziare a lavorare, ma senza scendere nel tecnico, con pochi quesiti che possono essere comprensibili a voi per primi, riuscite a farvi subito una mezza idea di chi avete davanti.

Un consulente Seo che si rispetti deve infine imprescindibilmente saper comunicare, sia attraverso un piano di lavoro chiaro e comprensibile, sia attraverso delle reportistiche quanto più dettagliate e comunicazioni riguardanti magari un cambio di rotta per il lavoro, la necessarietà di aggiungere altra carne al fuoco o anche per dire se è il caso di fermarsi e puntare altrove. Serve senso di responsabilità se si mette mano alle attività degli altri.

Sono un consulente Seo cattivo? No, ho solo imparato a usare i robottoni anche per essere meno gentile

Adoro il mio lavoro ed è come un piccolo tempio in cui posso essere me stesso, fare quello che mi piace e impegnarmi perché tutto riesca nel migliore dei modi. Come ho appena scritto però, è il MIO lavoro. Lasciamelo fare. Partecipa se vuoi, mettici idee, mettici supposizioni, mettici anche creatività, ma poi basta. Se una cosa non è bene farla, fine. Se una Serp non genera traffico, fine. Se dobbiamo fare a gara con qualcuno per una cosa su cui non vale la pena, fine.

Dobbiamo portare traffico, dobbiamo portare conversioni. Dobbiamo portare entrate grazie alla tua presenza online. Tutto il resto, può tranquillamente andare in fondo al fosso, o peggio, in bocca a un mostro Aniwa.

Adesso, se dopo tutto il pippone vuoi ancora chiedermi una consulenza Seo, mandami una mail a info@seo-pigro.it e speficica di cosa hai bisogno, così organizziamo una call o un incontro di persona e se ne discute. As usual, non aspettarti di trovare cifre sparate qui. Prima capire se la cosa può avere seguito, se sei convinto di lavorarci e come. Poi, parliamo anche di quello.