Aprire un negozio fisico per vendere cose virtuali perché @eudai_monia propone temi e io mesi dopo, pigramente, provo a rispondere

Tempo di lettura: 11 minuti
Aprire un negozio fisico per cose virtuali con i suggerimenti degli unicorni
 
Ecco, visto che succede cara? Te l’ho detto io di stare attenta a ciò che desideri!
 
“Per te che hai cliccato da qualche parte e sei arrivato qui senza sapere a che cosa stai per andare incontro, sappi che stavolta, il delirio di parole che stanno per arrivare è merito (non posso colpevolizzare Monia no… non posso) della tizia un po’ strega, un po’ unicorno, un po’ Kawaii che leggi nel titolo qui sopra e quindi, as usual, le coccole vanno a lei e le cose meno carine puoi dedicarle a me.”
 

Stabilito quindi che certi desideri bisogna esprimerli sotto voce: diamo una motivazione al post

Tutto parte da una ri-pubblicazione di una cosa che avevo scritto sugli e-commerce e di come aprirne uno senza avere una motivazione decente o delle informazioni appropriate rischiasse di essere come una notte d’amore con Azathoth.
 
Poi arriva ad un certo punto la brava Eudà che scrive:
 

 
E io che faccio, non raccolgo?
Voi dovete sapere che certi segnali come gli occhietti “sbrilluccicosi” in fondo ad una frase (ok, sono asterischi ma date retta, sono sbrilluccicosi) vanno presi realmente per quello che sono, e trattandosi di un soggetto decisamente particolare, che difficilmente scrive cose a vanvera (ma magari stavolta si e vi annoio per nulla), non me la sono sentita di ignorare totalmente la cosa e quindi voi adesso vi sorbettate il polpettone.
 
Che poi… di negozietti e cose fighe a casa di Calamo, più di qualche volta, anche tra un commento e l’altro se ne è parlato, quindi l’ispirazione è arrivata praticamente subito e non potevo non far partecipi i vari Seotisti (oh, l’ha scelto sempre Monia il nome eh) che hanno sempre la pazienza di starmi a leggere senza accennare defollow perché sono davvero gentili!

Ma che vogliamo vendere?
“Virtuale” non sta per qualcosa di “Irreale”?

In realtà si… o almeno, per la stragrande maggioranza di chi legge sta parola vuol dire proprio quello, o almeno sta a significare un qualcosa che non si può toccare, che non è materico e che non si può POSSEDERE in senso letterale. Ma ci si perde un mondo.
 
Si, perché messa così è un pochino svilente per un termine che invece, nelle prime 5 lettere di cui è composto dovrebbe richiamare ben altro capite?
 
Se cerchiamo infatti su “Gugle” e ci andiamo a leggere la definizione di Wikipedia, ci accorgiamo in realtà di quanto una parola spesso usata con una certa (a volte troppa) voglia di porre molti discorsi in accezioni quasi negative, sia invece una cosa di un figo allucinante.
 
Vediamo eh:
“Daje de Wikipedia…

Il termine virtuale è usato con diversi significati:
• dal latino virtus, in riferimento alla virtù nel senso di forza;
• in campo filosofico e scientifico viene usato come sinonimo di potenziale, che può accadere;
• particolarmente usato in informatica è il significato di simulato, non reale:
– Realtà virtuale
– Macchina virtuale
– Memoria virtuale
– Virtualizzazione

 
Tiè…“
 
Ecco, sono o non sono una meglio dell’altra? Si ok, a livello di NON fisicità ci siamo, ma in confronto ad una definizione molto “a sensazione” come quella di prima direi che allora un po’ di corposità nel significato ce la accaparriamo eccome.
 
Anche al punto 3, dove si accenna a qualcosa di realmente “non reale”, vedo aggiunte altre voci a corredo che, se si vanno a leggere con un po’ di calma, aiutano non poco a “solidificare” il lavoro di quelli che come me si sentono rinfacciare fin troppo spesso di vendere fuffa o cose non tangibili, perché attraverso un pad o un pc, il cliente di turno non può toccare con mano qualcosa che poi alla fine è davvero SUO e quindi finisce per non comprendere e mandare a monte il progetto che magari è pure fighissimo.
 
Insomma, una bella svolta morale che mi fa riprendere un po’ del colorito che ogni volta mi portano via quando vengono a svilire il mio lavoro paragonandolo praticamente al nulla cosmico solo perché non si monta come un mobile di Ikea o non si mangia come un piatto di spaghetti con le telline.
 
Quindi, Virtuale si, ma con stile, buon senso e parsimonia.

Allora… pensandoci bene: Come si apre un negozio fisico per vendere cose virtuali?

TA-DAAAAAAAAAAA!!!!
BOH!! Per me si apre come gli altri negozi perché?!

 
la soluzione a cui sono arrivato dopo millemila elucubrazioni e riflettendo un po’ sul senso della vita e della proposta iniziale di Eudà è questa.
 
Oh, non pensate male perché io prima di arrivare a sta conclusione inequivocabilmente utile come un’armatura di pelle davanti un drago sputafuoco, sono stato a pensarci almeno una mezza giornata.
 
Poi però, volgendo lo sguardo ad attività come web agency, uffici di consulenza, laboratori creativi o altri settori di questo tipo (e soprattutto standoci in mezzo proprio in questo periodo), potrei dire serenamente che un “negozio” del genere si apre con le stesse carte firmate e le stesse spese per affitto, luce, gas, telefono, internet e personale vario di cui necessiterebbe un qualunque altro store pronto a riempirvi casa con mattonelle in biscotto, zucchine romanesche, sigarette elettroniche, alberi di Natale, cavi elettrici, peluches di personaggi famosi e quant’altro possa venirvi in mente di più o meno utile.
 
Ah si… come estremo plusvalore potrei metterci pure che non ci sarebbe bisogno di avere un magazzino merci da caricare e scaricare ogni volta… tanto sarebbe VIRTUALE!

E comunque se lo apri magari nemmeno è facile

Effettivamente, le skill necessarie per fare una cosa del genere non sono mica così all’acquetta di rose! Un po’ di merito io me lo prenderei perché non è che arriva un cliente, incartiamo na mela cotogna, battiamo lo scontrino e via.
 
Il “problema” di vendere cose virtuali come accennavo prima, è che per la maggior parte delle persone, poiché non si tratta di oggetti tangibili (e quindi non controllabili) la paura dell’acquisto “fuffoso” e di essere turlupinati nel giro di poco è sempre in agguato, quindi, per definizione, chi si trova dalla parte del professionista, si deve sentire messo in esame sempre e comunque, a prescindere dal tipo di rapporto e dalla fiducia che spesso tenta di far percepire a chi gli si rivolge.
 
Ma la colpa non è mica sua (spesso). Ogni giorno difatti, per strada, su internet o dove vi pare, qualcosa di “virtuale” viene venduto. Viviamo in un mondo commerciale a tutti gli effetti, campiamo di vero e proprio consumismo e se possiamo ci vendiamo pure quello che non abbiamo in tasca, magari solo per acquistare qualcosa nell’immediato avvenire e quindi far vendere un altro… il tutto indipendentemente dal fatto che l’oggetto delle nostre transazioni possa essere un bene materiale o meno e che chi ce lo vende possa essere materialmente capace di renderlo reale e papabile.
 
Ad esempio, volendo (s)parlare di casi all’ordine del giorno:
 
• Un consulente ti vende il suo tempo (non sempre la sua professionalità o una soluzione brillante);
 
• Un candidato per un posto di lavoro ti vende le sue skill (non sempre la sua intelligenza);
 
• Un promoter finanziario ti vende servizi e strumenti (non sempre delle vere proiezioni);
 
• Un Seo ti vende la sua strategia (non sempre ottimi risultati – Io ad esempio XD);
 
Insomma, Non voglio finire a parlare della solita fuffa e dei simil-pro che rovesciano badilate di merda addosso quelli bravi che fanno il loro lavoro a modino ecco, però oh… alla fine molto del danno sta anche lì.

Perché aprirlo allora sto negozio?

Non mi viene facile spiegarlo eh… cioè, per come la vedo io (quindi immaginate), non per necessità o perché ci si vuole provare, non per dimostrare di potercela fare… no, serve qualcosa in più, qualcosa che, come diciamo “dalle parti mie”… significa che t’è partita la nave.
 
Per me ad esempio cari Seotisti (comincia a piacermi eh!), vista la fortuna che ho nel poter lavorare sbirciando, cercando, conoscendo e importunando su internet tante persone e tanti professionisti esagerati che fanno pure il mio mestiere (decisamente meglio di me), la scintilla che m’ha fatto iniziare poco tempo fa a darmi da fare per avere qualcosa di fisicamente mio ma per vendere cose OVVIAMENTE non toccabili (sennò che campi a fare insomma) è partita (insieme alla nave) quando ho realizzato che, indipendentemente da target/mezzi/luoghi/prospettive/desideri etc, tutti noi, SIAMO UN PO’ “NEGOZI FISICI PER COSE VIRTUALI” DENTRO.
 
In realtà poi, quando dico tutti, intendo proprio TUTTI QUANTI, non solo noi web – seo – social – graphic – writer – nerd cosi ok? Si… noi siamo avvantaggiati perché campiamo “litterally sense” con ste cose e quindi facciamo i conti ogni sacrosanto giorno con le problematiche più ovvie di certi mestieri, ma a partire da chi vorrebbe aprire un bar per stellinatori seriali, un negozio di orologi in plastilina o uno di articoli antistress in peluche per animali disadattati, tutti, nella nostra a volte seppur piccola fisicità, abbiamo qualcosa di virtuale da vendere e che può essere accompagnato ad articoli invece anche “toccabilissimi” e mettibilissimi nella nostra borsetta dello shopping.
 
Cos’è? Oh… Sono anni che ce l’ho sotto al naso e me ne accorgo solo ora che ne avrei un bisogno IMMORALE ma mi sembra davvero di averla dispersa in chissà quale cassetto della mia scrivania.
 
LA PAZIENZA. Non la bravura, non la professionalità e non la voglia di fare (che comunque se non ci sono sarebbe il caso di farsi un esame di coscienza prima), ma lei, la madre di tante cose fatte bene e la grande assente in progetti che come dico io sono messi su “ad-cazzum”.

 
Quindi il negozio lo apriamo SOLO se abbiamo Pazienza? SI! Non via azzardate a farlo se non siete sicuri di averne qualche barile messo di scorta sempre a portata di mano.
 
LA PAZIENZA PER ME VIENE PRIMA DELLE ALTRE 3 PERCHÉ BISOGNA IN OGNI CASO:
 
Avere la pazienza di diventare bravi perché (Cit. famosa), NESSUNO NASCE IMPARATO;
 
Avere la pazienza di rimanere professionali anche nelle situazioni tipo “GLI STRAPPO LA TESTA (al cliente) SE CONTINUA COSÌ”;
 
Avere la pazienza di mettersi lì anche quando la voglia di fare viene un po’ meno per un qualsivoglia motivo, e quindi starci di impegno per farsela tornare.

E poi…

• Conosco persone così allenate per cui non ha una scadenza e rimane nel tempo;
 
• Chi te la vende poi, è sempre disponibile anche se non a disposizione
(sennò mi si arrabbia Rudy!);
 
• Certo, deve essere coltivata con metodo, ma può potenzialmente produrre molto altro valore;
 
• È sempre rinnovabile, aumentabile e strategicamente riposizionabile su vari fronti;
 
È rivendibile o ricondividibile a sua volta come esperienza acquisita;
 
• È stimolo per mantenere e rafforzare rapporti e interazioni con potenziali user/spender anche non fisicamente vicini a noi ma in grao di pretendere con maggiore irruenza;
 
• È l’impulso mentale per svegliarsi la mattina e accorgersi che dopotutto anche oggi “CI VA”.

 

Per finire (contenti eh?!)…
Parlando di negozi, per me, nel Centro Commerciale che vorrei

Dovrebbe esserci ogni tipo di negozio immaginabile anche da una mente con poca sanità mentale come la mia (e quello degli antistress in peluche per animali disadattati sarebbe il primo) ma, probabilmente non mi sentirei soddisfatto di andarci a fare un giro se non trovassi TUTTI I 10 “negozi” che passo più spesso a vedere sul “webbe” sbirciando sempre dalle loro vetrine virtuali scintillanti di luci colorate nel tentativo di capire come fanno ad essere così tremendamente particolari, utili e sempre pieni di articoli esagerati.
Quali sono?
 
Ora li piazzo tutti qui sotto spetta eh!
Poi… fare sta lista mi ha costretto a farne fuori (a malincuorissimo giuro ma recupererò!) più di qualcuno, però le classifiche ufficiali son fatte da 10 e quindi eccoli messi in ordine alfabetico perché almeno non facciamo torto a nessuno e ognuno li riposiziona come vuole tra le sue preferenze personali.
 

BENNAKER

Sono sicuro che Simone dal vivo sia ESATTAMENTE come compare nel suo strepitoso spazio virtuale. Scrive con particolare attenzione su web, social e software vari (ma può spaziare come gli pare e piace su tutto quello che gli gira al momento nella testa) con toni sinceri e senza peli sulla lingua. I post dove traspaiono di più le sue dirette esperienze di ogni giorno sono quelli che mi piacciono “un frego”. Trasmette sempre molta sincerità.
 

CALAMOSCRITTORIO

Vabbè oh… lo sapete insomma. Mi piace e basta. Mi piace leggerLA, mi piace stare a commentare, mi piace vedere gli sviluppi delle varie situazioni che si vanno a proporre, e mi piace ASPETTARE che esca fuori qualcosa di nuovo. Probabilmente è uno dei pochissimi negozietti che vado a vedere direttamente senza controllare la TL per vedere se è uscito qualcosa di nuovo e se non lo trovo quasi quasi “mi rode”. Non è facilissimo seguire Monia eh, però è BELLERRIMO come rincorrere un unicorno viola in un giardino fatato con una pietra parlante in una mano e una mappa tatuata con la biro sul palmo dell’altra.
 

GIRARDIHR

Ecco. Di Andrea diciamo solo che è FIGO. A dispetto di quell’HR che compare nel nome del blog e che fa molto HUMAN RESOURCES (quindi qualcosa di decisamente iperserioso e dallo sguardo quasi accusatorio) quello che traspare dai post che pubblica è sicurissimamente (oltre alla immensissima professionalità) l’AFFABILITÀ di una persona che probabilmente, sa darti in poche righe di un articolo, molto di più di quello che avresti mai potuto cercare chissà dove. Se hai bisogno di spunti e buone motivazioni per QUALUNQUE COSA fai un giro e non puoi sbagliare.
 

LUDOVICA DE LUCA

Io a Ludovica ho promesso una bambola VooDoo hand-made per ogni evenienza e… Ludovì, la sto facendo eh, solo che Big G. mi fa cambiare idea ogni secondo con il vestitino da farle a maglia e non è facile trovare sempre il gomitolo giusto! Dicevamo… Ludovica mi piace perché quando scrive riesce ad essere come una bella giornata di sole trasmettendo a prescindere SEMPRE buoni propositi e voglia di fare. In questo modo, tra post, infografiche bellissime e grandi interviste rimane una delle mie risorse preferite per gestire le mie famose “giornate fredde e tabellari” cercando di colorarle con un po’ di fantasia e renderle sempre migliori e decisamente più felici di essere vissute.
 

MIKIMOZ

Un posto figherrimo dove poter cercare vera evasione in ogni momento. Senza paura, scrive DAVVERO quello che gli va, come e quando gli va. Lui è troppo avanti perché se ne frega e lo fa con quel senso del “perché mi piace” che solo pochi altri hanno dentro. Non dimentichiamoci poi che è Nerd e per quelli come me è una sopresa continua su argomenti come giochi, cartoni e fumetti perché riesce a riportarmi alla mente titoli che hanno fatto negli anni la mia piccola storia personale. Fantastico… quest’anno ne compie 10. Augurerrimi caro!
 

PAROLE TAKE AWAY

Sonia cavolo mi becca sempre quando stellino (ad oggi ahimè cuoricino) qualcosa ad alto indice di trivialità ahahahha! Io la trovo adorabile nella sua spontaneità di mettere in evidenza quello che è importante preservando lo spirito del suo blog di “parole da asporto”. La sezione THE GUSTIBUS è ovviamente tra i preferiti e scambiare ogni tanto twittate veloci con lei è davvero troppo divertente. PS: Non le credete quando dice che è una EX-NERD perchè la nerdaggine non la si perde mai e al massimo può solo peggiorare!
 

PENNABLU

Qui il paragone con una cosa che MI FA IMPAZZIRE è d’obbligo. Il blog di Daniele per me è come lo strepitoso magazzino della serie Warehouse 13. Troppo, troppo pieno di cose esagerate, spunti, riflessioni e artefatti (si perché certi post sono belli come un artefatto antico) di ogni genere e ispirazione. Io come fa ad essere così bellissimamente prolifico non lo so ma non può essere solo una questione organizzativa. Qui parliamo di un pozzo di idee infinite messe a disposizione in un modo che solo lui saprebbe fare. AH!… non aprite la sezione EBOOK. Potreste esserne fagocitati e potrebbe piacervi! Stima indiscussa.
 

SEMI D’INCHIOSTRO

Se cercate un posticino per racconti bellerrimi da leggere la sera sotto le copertine e goderveli per benino fino in fondo (magari sgranocchiando un biscotto fatto con la sua ricetta segreta che prima o poi spero di avere anche io), il giardino fascinoso dai toni un po’ dark di Seme Nero è il posto ideale per voi. Se dovessi rispondere ora alla domanda “Tutto biologico. Assaggiate pure, ditemi com’è” che lui stesso ti pone appena arrivato sul suo terreno di pagine e pixel risponderei alla romana maniera con qualcosa tipo “la zuppa era bona, butta l’altra…”
 

JEDI CONSULTING

Il mio amore indiscusso per questo SEONE di due metri è palese e lo sapete tutti. Ben è uno che mi piace perché parla sempre in maniera molto concreta di un mestiere che ad oggi in pochi sanno davvero far percepire al pubblico che probabilmente può averne bisogno. Il fatto di dire sempre le cose come stanno, senza stare mai a parafrasare me lo ha fatto apprezzare fin dall’inizio, quando andavo a sbirciare di nascosto le cose che scriveva (si ok un po’ lo faccio anche oggi!). A domanda risponde, senza entrare mai troppo nel tecnico rischiando di non farsi capire dai non addetti ai lavori e avendo la meravigliosa capacità di farti comprendere anche con spirito giocoso e Nerd quello che veramente è importante di certi aspetti del fare la Seo. (Love)
 

YOUR-SMART-AGENCY

Ultima ma non certo per importanza viene la luccicosissima vetrina iper-proattiva e fashion di Francesca. Uno dei pochissimerrimi posti dove trovi sempre post fighissimi, scritti da gente fighissima e tutti con la capacità di dare valore all’argomento di cui si sta trattando, nonchè di strapparti comunque un sorriso alla fine della lettura che MAI è banale. Lo so che non passo più a scarabocchiare Fra (e farò grandiosa ammenda per questo promesso!), ma spero di tornare ad importunare al più presto. Mi mancate. (Kisses)
 
Allora, io lo so caro lettore che è complessa sta cosa dei negozi fisici per cose virtuali, ma qui sopra ti ho messo 10 store che se ci provi anche tu ad aprirne uno tuo e ti esce così, praticamente vai tranquillo su tutto e stai sicuro di essere decisamente a cavallo (o a unicorno XD).
 
Se sei giunto fin qui quindi, non posso fare altro che inchinarmi, ringraziarti per la pazienza che anche stavolta mi hai dimostrato e volerti ancora più bene.
 
Detto questo, come sempre lo spazio per chiacchierare, aggiungere, ridere, perculare o fare quel che ti pare sta fisso qui sotto.
Per ora, ma non so per quanto, saluti pigri e alla prossima!

iscriviti alla pigrolettera!

 

Web Designer/Grafico/Nerd e SEO con insane tendenze al Copywriting. Scrivo quello che penso. Ah! Non fate caso a Goldrake, è che non sapevo dove parcheggiarlo!

18 thoughts on “Aprire un negozio fisico per vendere cose virtuali perché @eudai_monia propone temi e io mesi dopo, pigramente, provo a rispondere

  • 14 novembre 2015 at 21:41
    Permalink

    Certo che sei incredibile! Ero tutta felice per la gradita citazione e poi mi si è gelato il sangue a leggere che sono una nerd! Rettifica o qua finisce a pesci in faccia… Ma tanto tu dormi e non li piglierai. (Eh, t’è piaciuta questa?!).
    Grazie, è molto bello sapere che insieme a questi bravissimi negozianti sono stata capace di “fidelizzare” un top customer come te! Avere la stima di persone (prima che professionisti) che a tua volta stimi per correttezza, simpatia e ottime capacità è davvero importante.
    Spero prima o poi di poterti stringere la mano e dirti qualche cazzatina! 😉
    p.s. Confermo che anche dal vivo Bennaker non perde la consueta verve… Chissà se anche gli altri sono quello che scrivono! Se passate da Bologna fatemi un urlo e levatemi questa curiosità!

    Reply
  • 14 novembre 2015 at 22:34
    Permalink

    Ahahahahah geniale come sempre! Lo vedi che ho ragione eh? Ehhhhhhh? NERD!!! Benvenuta alla mini-BaseSpaziale di quello grosso cara! (Si perché è la sua e io al massimo pago l’affitto della montagna).

    Le Parole da Asporto sul tuo blog sono sempre letture gradite (lo dice anche il gigante con le corna gialle) ed è stato un piacere poterti citare in un post che volevo fare da un po’ e a cui tengo un sacco.

    Per Bennaker, lasciamo a lui il compito di confermare/smentire le mie sensazioni, anche se a naso ho come l’impressione che stiamo rischiando una briscola col carico di quelle con Asso e Tre che te le ricordi per bene! (W Bennaker).

    Per gli incontri sicuramente accadrà. Non so in che modo (anche perché quello grosso è complicato da parcheggiare e io ho sempre la tuta rossa in lavanderia) ma qualcosa ci inventeremo sicuro.

    Nel frattempo, forza THE GUSTIBUS! 😀

    Reply
  • 15 novembre 2015 at 9:37
    Permalink

    Cavolo che complimenti! Me li incornicio.
    Grazie mille 😀

    Reply
    • 15 novembre 2015 at 10:02
      Permalink

      Eccolooooo!
      Il BluPennuto Reale (lo dice Monia eh) a casa di Goldrake!

      Quando ci vuole CI VUOLE caro, se uno le cose le fa BENE ci sta poco da fare.
      Tu considera che praticamente, se ho dubbi su qualcosa o se non sono sicuro di saperla proprio giusta, ormai passo diretto alla Warehouse e scartabello tra i post.

      Poi ovvio entro tra gli EBOOK ed è la fine (prima o poi li leggerò tutti).

      Grazie per il passaggio 😀

      Reply
  • 15 novembre 2015 at 10:58
    Permalink

    Acty, che dirti? Grazie! Onoratissimo, per la citazione, per le parole lusinghiere che mi fanno (quasi) arrossire e per (quasi) tutta la compagnia in cui mi hai messo. Poi mi hai fatto conoscere Sonia Calamiello: tosta!

    Reply
  • 15 novembre 2015 at 11:37
    Permalink

    Acty è STUPENDO! Poi oh, io ci ho provato a “trattarti male” ma le prove dicono proprio il contrario e quindi non ho potuto fare altro! (<3)

    In questa lista ho messo tutte le persone per cui ogni mattina faccio un giro tra i "negozi" e le TL alla ricerca di cose belle e variegate che posso andare a mangiare con gli occhi e decidere di tenere a mente per migliorare ogni tipo di stato d'animo della giornata che arriva.

    Mi piace come è venuta perché credo di aver scelto ognuno in base a qualcosa di particolare che mi ha colpito la prima volta che ci sono passato e sono proprio soddisfatto del mio primo elenco di questo tipo.

    PS: Trattatemi bene Sonia che ci tengo eh! 😀

    Reply
  • 15 novembre 2015 at 16:29
    Permalink

    C’hai presente la scheda dell’autore alla fine di questo post? Ecco.
    C’hai presente i link ai social accanto al tuo avatar? Ecco.
    C’hai presente il terzo link da sinistra, quello di Twitter? Ecco.

    Cliccace un po’ e vedi ‘ndo reindirizza…

    Non ti dico che ti picchio con la minchia perché la cosa me farebbe piuttosto senso, però bada! BADA! Che io posso anche capire che sei pigro, e vabbè… Chi non lo è? Però non mi fare ‘ste cose che lo sai che poi sento una forza dentro di me che neanche io so spiegare come [cit.]

    Me RICCOMANNO!!!

    Grazie per avermi messo sul tuo scaffale virtuale, per le belle parole e per i fiori, fra tutti gli altri li ho riconosciuti, mi han fatto male eppure li ho graditi <3

    Stay fetish forevaH :*

    Reply
  • 15 novembre 2015 at 16:52
    Permalink

    BUAHAHAHHAHA! Quindi mo se dico OCCCAZZZO so giustificato ve?!
    C’hai ragione anche tu ma all’epoca il twitter me sa che ancora non lo aprivo e c’avevo scritto na stronzata a caso (la scusa non regge na beneamata minchia però me sa che è davero così).

    Bravo Bennaker però che è uno attento (<3) anche se poi alla fine me cita cose tipo Nilla Pizzi.

    L'augurio finale è scontato tranquillo e mo vado a cercà de ricordamme andò s'aggiusta quel coso.

    PS: Occhio che se poi continui così sulla bacheca virtuale dei volumi Bennakeriani ce ne piazzamo più d'uno!

    Grazie del passaggio cara,

    Stay fetish also IU!

    Reply
  • 16 novembre 2015 at 1:29
    Permalink

    Ma tu guarda, mi assento due giorni dal web proprio per preparare il decimo anno e mi ritrovo questo megamaxipost dove spendi belle parole per me (tranne nerd :p)
    Contentissimo di averti come cliente del mio “negozio”, spero che le sorprese che ho preparato da oggi pomeriggio in poi ti stupiscano sempre di più!
    Grazie ancora, baby 🙂

    Moz-

    Reply
    • 16 novembre 2015 at 7:40
      Permalink

      Ciao NERD-O’CLOCK! XD

      Io sono pigrissimamente in attesa delle news e da bravo cliente nerdoso verrò silenziosamente a sbirciare tra i nuovi “articoli” che metterai in vetrina solo per controllare se ci saranno cose che potrò commentare con l’unico fine di puntualizzare come un vero rompiscatole sa fare! 😉

      Grazie del passaggio caro.
      Torno a scartare la busta dei giocattoli anni ’80 in cerca di post nuovi per rompere le scatole alla pigra maniera :p

      Reply
      • 16 novembre 2015 at 13:16
        Permalink

        Eheh, io amo i rompicoglioni, quindi sei sempre ben accetto dalle mie parti 🙂
        E… viva gli anni ’80! 😀

        Moz-

        Reply
  • 16 novembre 2015 at 18:54
    Permalink

    La cosa buffa è che continuavo a leggere l’articolo pensando che una cosa del genere non riuscirei mai a farla, pur avendo una buona dose di pazienza ma sentendomi parecchio in deficit di altre abilità. A dirla tutta non sono nemmeno convinto di aver capito bene che razza di negozio sarebbe.
    Poi invece mi ritrovo che non solo ce l’ho sto negozio, ma sto pure nella top ten, nel centro commerciale seoista! Sarà che non lo consideravo tale perché da me c’è tutta roba aggratisse, sarà che forse non so cosa ho tra le mani (sarà che forse è un bene che sia così), io intanto ti ringrazio per l’ottima compagnia!

    Reply
  • 16 novembre 2015 at 19:52
    Permalink

    Ciao carissimo!
    La pazienza ce l’hai solo per essere arrivato fino in fondo 🙂

    Il tuo negozietto me lo immagino come un misto tra una libreria un po’ “london style” e un vivaio fighissimo ma con un sacco di piante carnivore, cespugli di rose rossissime che quasi sembrano sanguinare e tante “belle di notte” che fanno un po’ dark.

    Al suo interno te, vestito da cacciatore di mostri, che accogli l’intrepida clientela che non si spaventa e decide di entrare (io lo farei a mani basse).

    Gratis… no dai, pensa quante persone “costrette” ad aspettare affamate i nuovi semi di inchiostro per conoscere la fine della storia! Pagamento in ansia certo, ma pur sempre un pagamento!

    Reply
  • Pingback: bla bla blogger 4 dicembre 2015 - Social-Evolution di Paola Chiesa

  • 16 gennaio 2016 at 16:35
    Permalink

    È proprio vero: bisogna fare attenzione a ciò che si desidera. Perché ciò che può capitarti di ottenere può superare di molto le aspettative!

    (All’”un po’ strega, un po’ unicorno, un po’ Kawaii” ovviamente mi ero già innamorata dell’articolo)

    Il bello della parola “virtuale” sta proprio in mezzo ai due significati più poetici: è virtuale non solo ciò che può succedere, che è ancora in potenza (ma che potrà sempre diventare in atto per la gioia di Aristotele, certo) ma è anche ciò che, proprio in virtù di tutte le possibilità che ancora intonse gli sfilano davanti, ha una virtù speciale, una forza inconsueta, un’energia particolare.

    Ora, passando ai geniali pseudoesempi di Seoeta direi che le mattonelle in biscotto sono una roba proprio necessaria. E che potremmo metterci a vendere biscotti che dentro, invece che la classica frasetta da biscotto della fortuna, hanno un link che ti rimanda a una storia che è proprio la storia che ti è toccata in sorte, quella che il Caso ha scelto per te.

    E le zucchine? Le zucchine sono verdura, la verdura è quella cosa che ti fa bene anche quando non è che ti piaccia proprio da impazzire e poi stiamo parlando di zucchine romanesche, quindi zucchine con un preciso confine territoriale… Ecco, le zucchine romanesche sono le cose necessarie anche quando hanno un sapore che lascia a desiderare, cose come il prendere coscienza dei propri confini. Dei limiti spesso autoimposti. Prima di superarli.

    Quanto alle sigarette elettroniche, che dire, se è vero che un po’ tutti desiderano accendere i propri sogni c’è chi ha sempre troppa paura di farsi male o di dar fastidio e allora si accontenta dei surrogati.

    E poi ci sarebbero gli alberi di Natale che sono in grado di ricordarci che non importa solo il tempo in sé e per sé ma il nostro tempo. Quello che dobbiamo essere in grado di prenderci ma anche quello da cui sarebbe meglio non ci lasciassimo ingabbiare.

    Riguardo ai peluche io me li immagino con dentro un’imbottitura di storie scritte dentro sacchetti che oltre alle storie contengono quello che queste storie rievocano. Sassi, piume, glitter. Cavi elettrici, magari. Perché le connessioni sono tante. A volte sono tutto.

    A leggere “ Il “problema” di vendere cose virtuali come accennavo prima, è che per la maggior parte delle persone, poiché non si tratta di oggetti tangibili (e quindi non controllabili) la paura dell’acquisto “fuffoso” e di essere turlupinati nel giro di poco è sempre in agguato” qualche cavo elettrico nella mia testa deve aver fatto il suo lavoro perché ho pensato tante cose tra cui “come è possibile che crediamo così poco nell’intangibile quando noi stessi siamo un elogio all’intangibile?”. Respiri e nel tuo sangue scorre l’ossigeno e tu continui a esistere grazie a questo eppure la tua pelle non è trasparente, non vedi distintamente scorrere il sangue istante per istante. Provi emozioni e anche queste non le puoi toccare. Ma ti toccano. Elabori pensieri e tutto questo succede in un modo che è al tempo stesso virtuale eppure più palpabile che mai.

    Poi a “il tutto indipendentemente dal fatto che l’oggetto delle nostre transazioni possa essere un bene materiale o meno e che chi ce lo vende possa essere materialmente capace di renderlo reale e papabile” direi proprio che ti sei superato.

    E accidenti se sono d’accordo sul fatto che “tutti noi, SIAMO UN PO’ “NEGOZI FISICI PER COSE VIRTUALI” DENTRO”!

    E vuoi arrivare fin qui e non dire niente sulle persone che hai messo nel “tuo” centro commerciale? È sempre così bello sentir parlare qualcuno di qualcun altro. Sia perché spesso ognuno di noi tende a parlare molto più di sé che degli altri, sia perché ti dà l’occasione di avere un punto di vista nuovo su qualcuno.

    A proposito di unicorni viola… Penso dovremmo crearlo davvero un centro commerciale così. (Mi piacerebbe proprio avere la “colpa” di una cosa così.

    Reply
    • 16 gennaio 2016 at 18:31
      Permalink

      Un commento unicornesco in puro Calamo Style era atteso da noi 4 (si, ci sta pure quello grosso a leggere) come la data dei Kiss quando vengono in tour con 50 anni di carriera e tu hai il posto proprio lì davanti per fare casino con Paul che balla e canta su quei tacchi strepitosi (W i Kiss forevah!)

      Poi oh, dillo che non aspettavi altro che ripagarmi con un qualcosa di “fichissimamentelungherrimo” e quasi puntoelencato eh!

      Quindi:

      1) Benvenuta ufficialmente a casa di Goldrake Stellì!

      2) I biscotti con il link… tu… tu me lo fai apposta vero (piccolo generatore di idee per post)?! Poi vedi che succede? Negozi fisici per cose virtuali e via dicendo! Stai attenta! (<3)

      3) Le zucchine romanesche non hanno mai un sapore che lascia a desiderare, specialmente ripassate in padella o ripiene con il macinato condito con… ehm… OK.

      4) Con i surrogati qui forse forse la stiamo finendo eh! Presto un passaggio da Goldrake in una nuova succursale della base spaziale XD

      5) A volte però è bello farsi ingabbiare dal tempo. In quei momenti che capitano poche volte, quelli che poi oh, sono tanto stupendi quanto ancor meno che effimeri. A volte si, mi farei davvero ingabbiare per non uscirne mai, pur sapendo di perdere cose belle al di fuori di quei pochi attimi di tranquillità. Però alla fine cedo, e punto sempre su quello che di "virtualmente" potrebbe accadere di molto meglio stando li a provare… magari aprendo un negozio di quelli strani lì sopra!

      6) Peluches e connessioni fa molto orsetti del cuore sai? Tutti per mano (connessi) che sparano cose tenere dalle panciotte. Nei sacchetti mettiamo calamelle pure? Possiamo aggiungerne qualcuna dal gusto un po' Nerd? (Non ti azzardare a chiedere il perché delle mie skill sugli orsetti!)

      il resto sono tutti lucchichini dagli occhi e pensieri carini per Monia e per le sue idee che generano cose così!

      PS: aspettati punti elenco complicatissimi a casa dell'unicorno viola! <3

      Reply
  • Pingback: Perché i clienti non capiscono la Seo? - Seo Pigro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.