Mappe Mentali self-made pensando a quel briccone di Cthulhu

Tempo di lettura: 7 minuti
Mappe mentali, Seo e Cthulhu
Eccolo che ci ricasco!
 
Niente, da quando ho riaperto la famosa scatola delle “Cose mie importanti” è venuto fuori tutto quello che (non so perché) avevo messo da parte negli ultimi anni cercando di diventare una personcina un attimino più a modo, ma siccome non ci sono riuscito nemmeno un po’ e siccome da quando non mi diverto più con certe cose sono andato addirittura peggiorando, a questo punto meglio sfruttare certe “pazzie” e tentare di applicarle seppur con molta leggerezza a cosette un pochino più serie.
 
NB: Sto evitando di resuscitare il mio account BattleNet ricomprando anche la key per Diablo. Per ora, Starcraft DEVE bastarmi!
 
Dicevamo allora:
• Mappe Mentali;
• Cthulhu;
 
Ok, vediamo di trovargli un nesso e partiamo con lo spiegare in maniera easy almeno le prime.
 

Che cavolo sono le mappe mentali?

Sono una cosa fantastica e decisamente retrò (retrò = fantastico), inventate negli anni ’60 da un vero genio del male (in senso buono eh), un certo Tony Buzan. Tony è un famoso saggista inglese che ha scritto una quantità enorme di libri e relazioni sulle tecniche di apprendimento, il cervello e la memoria. Insomma, uno che non sa come applicarsi.
Tornando a noi ora, io le uso solo da qualche mese ma le vedo più o meno così: le mappe mentali sono uno strumento grafico per illustrare e meglio memorizzare concetti correlati al fine di migliorare i processi e la produttività in un qualsivoglia ambito della vita.
 
“Si si, possono essere usate davvero per tutto. Considera che ultimamente tengo sessioni Gdr (Giochi di ruolo, roba nerd) praticamente solo con quelle e non per vantarmi, ma la mia sanità mentale ne risente meno di prima!! (risata lugubre)”
 
Dicevamo… La cosa bellissima di questo sistema è che in realtà non esistono chissà quali format complessi o diciture noiose da dover rispettare. Non parliamo nemmeno di “schemi” perché quelli sanno di monotonia e ci fanno passare la voglia di fare le cose. La tecnica (se così vogliamo chiamarla) delle mappe mentali trae la sua potenzialità dalla vena creativa di ognuno e dalle risorse cerebrali (anche inconsce) che sfruttiamo per correlare forme, colori e parole chiave aiutandoci così a riorganizzare argomenti complessi.
 
Ok io ormai disegno praticamente solo polipi verdi e affari con le alette ma non ci fate caso… poi ne parliamo.
 

Linee guida molto basic sul come si creano
(le mappe non i polipi)

Potrei segnalarti una sfilza di software per farlo, ma visto che ci ho già provato e la resa nonché il divertimento non sono nemmeno lontanamente paragonabili, voglio dirti che per me, gli unici strumenti che ti servono sono un foglio e i pennarelli colorati.
A mio avviso non è uno di quei momenti in cui bisogna essere come dire… perfettini ecco.
 
Se poi vogliamo fare quelli Nerd Inside passandola allo scanner, facendoci un Pdf ed allegandola ad altra documentazione sono il primo della classe, però in un momento dedicato alla creatività, non ho davvero voglia di raffreddare il tutto con un programmino per schemi ordinati.
 
Quindi: Come cavolo si fa a DISEGNARE una mappa mentale?
Il video non lo faccio perché non sono il tipo (ancora) ma ti propongo una serie di passaggi facili per prenderci mano.
 
1) Non pensare a zozzerie varie che poi le disegni e diventa una cosa VM/14;
 
2) Acchiappa un foglio e dei pennarelli (coloratissimi mi raccomando);
 
3) Parti dal centro del foglio e disegna un’immagine (immagine non cerchietto schematico eh!) che rappresenta il nocciolo della questione ossia l’argomento principe di cui trattare;
 
4) Comincia ad organizzare (prima nella testa) gli argomenti che diventeranno i nodi primari e poi scrivili o disegnali attorno all’immagine principale sempre in modo da poter essere ben rappresentati;
 
5) Mentre prepari il tutto, usa i colori per aumentare l’impatto visivo di ogni elemento. Ricorda che quando andrai a rivederla, la mappa dovrà suggertirti la strada da fare e quindi tutto necessiterà di essere ben chiaro ad una prima occhiata;
 
6) Inizia a connettere il nodo principale con ogni immagine/scritta satellite usando delle linee magari un po’ curve (perché danno una sensazione di vivacità), di spessore diverso e colorate (tentacoli praticamente… si, non sto bene), così da poter ricordare meglio ogni argomentazione in base ai tratti di ognuna. Falle partire li dal disegno iniziale e tirale fino a lambire gli altri nodi;
 
7) Accompagna ogni linea con una parola chiave significativa che ti servirà per trovare un nesso tra le varie parti del discorso mano a mano che allargherai i temi. Anche qui, puoi sbizzarrirti con colori e font per fissare meglio i punti nella mente;
 
8) Uniti i primi nodi, parti da quelli e ripeti esattamente gli stessi passi a cominciare dal secondo punto e andando sempre verso l’esterno. Ricorda che gerarchizzare le cose qui è la base, quindi allontanandoti dal centro non saltare step e rispetta l’ordine di priorità entrando nei dettagli mano mano che vai verso “fuori”;
 
9) Divertiti nel farlo perché non ci crederai ma il risultato sarà migliore.
 
Tecnicamente la base per iniziare è più o meno questa.
Io non sono certo un guru delle mappe mentali e non sono qui per fartici una lezione sopra, ma per piccola esperienza personale fatta negli ultimi periodi, mi sento di consigliarle praticamente a chiunque perché ti migliorano l’esistenza in maniera considerevole (senza contare che nel caso mio sono anche un espediente per unire stronzate a cose più serie).
 
Detto ciò… È L’ORA DEI MOSTRIIIIIIIIIII!! Parliamo di cose importanti finalmente!
 

Punto focale della questione mappe mentali: Cthulhu… che è?

Praticamente sono già un paio di post che accenno alla mia sanità mentale ormai a livelli davvero da seduta con lo psicanalista, ma in realtà, per il nerdone di turno, quando parlo di sanità mentale sto solo facendo una citazione colta e nascostissima ad un Gdr che da anni spopola (non come D&D purtroppo) nelle serate tra amici che non vanno a ballare e non fanno corse clandestine sulle auto in compagnia di signorine sexy e formose come quelle dei calendari da officina. Parliamo del mio Gdr preferito (anche perché insomma masterizzo io), Il Richiamo di Cthulhu (leggilo senza le h che è meglio).
 
Sarebbe?
 
• Non è una parolaccia;
• Non è il nome di un gruppo Death Metal;
• Non è sanscrito;
• Non è una cosa zozza anche se si fa di gruppo;
 
È un gioco di ruolo horror basato sulla cosmologia creata da H. P. Lovecraft, uno scrittore statunitense col pallino per la letteratura horror, che narrava in molte delle sue storie di mostri orribili ed esseri venuti da chissà quale mondo e che si dicesse lui stesso sognasse durante gli incubi che lo assillavano fin dalla giovane età. Fra tutti gli “orrori” di cui era spesso vittima, Cthulhu era descritto come un essere semi-divino di proporzioni e forza prodigiose, dormiente nella perduta città sommersa di R’lyeh e immobile in un sonno simile alla morte, nell’attesa che una congiunzione astrale favorevole ne consentisse il risveglio. E poi si, cavolo tutto lo faceva sembrare un mostrone gigantesco con braccia e gambe antropomorfe, ali enormi e la faccia da polipone… ecco l’ho detto.
 
Le ambientazioni suggerite per il gioco sono molteplici, tanto che esiste un manuale anche per l’adattamento al “Forgotten Realms” del D&D, ma io sono ipertradizionalista e ambiento le mie campagne nello stesso periodo in cui è vissuto lo scrittore dai cui racconti ha preso vita il gioco, quindi non mi sposto mai dagli anni ’20/’30.
Detta molto semplicemente, si tratta di investigazione, ambientazioni sussurrate, luci soffuse, momenti tragici (a volte un po’ splatter) e un certo alone di mistero… insomma, un po’ di caghetta devo pur offrirtela mentre narro no?
 
Se non sei amante delle spade fiammeggianti e delle elfe senza tette (quelle “gonfie” sono le drow) a mio avviso è un bellissimo modo di fare storytelling, divertirsi, aprire la mente e confrontarsi con gli altri.
 

Siamo partiti dalla Sanità Mentale e…
Non dovevi trovare un nesso?

Si, c’hai ragione, ho dilungato troppo ma almeno un’idea dello strano nome che stavo usando dovevo dartela.
Quindi: come le collego le mappe mentali a Cthulhu e alla sanità mentale?
La sanità mentale è la forza di volontà dei personaggi del gioco in questione. Nella storia i vari PG possono arrivare a perdere questa sanità a causa dei vari incontri orribili che fanno, dei cadaveri che trovano, delle situazioni incomprensibili a cui partecipano… insomma roba davanti a cui normalmente si sviene e poi chissà… dipende dal mostrone di turno.
 
E io? Io ho sentito per primo l’esigenza di mettere alla prova la mia (di sanità) provando a portare avanti un progetto per passare dalle sessioni di Gdr solite a veri e propri attimi di narrazione, lasciando la parte del gioco con dadi e matite quasi staccata e permettendo a chi partecipa di entrare in una situazione nuova in cui si lavora veramente solo di testa.
 
Ho voluto approfittare dell’occasione di avere a disposizione tempo per fare quello che mi piace e persone fighe con cui farlo, sfruttando la cosa anche come approccio terapeutico al lavoro di ogni giorno sperando che possa aiutarmi a migliorare la capacità di pensiero e tenere più sotto controllo le situazioni di stress durante gli incontri e le riunioni lavorative.
In tutto questo, il lavoro con le mappe mentali è cascato praticamente a cecio (come se dice dalle parti mie) perché poi a quel punto un minimo di schema ordinato e capibile su cui fare perno è di fondamentale importanza (e poi gli psicofarmaci non me li passano quindi…)
 
Ci ho provato a fare senza e a prendere appunti eh, ma prova tu a stare dietro a 3 o 4 player esperti che leggono praticamente di tutto e che provano in ogni momento della storia a farti impazzire con domande complesse, colpi di testa e invenzioni più che plausibili dell’ultimo momento!
 
Arriveresti al punto di essere un narratore che in un solo attimo non controlla più il suo racconto e deve inventarsi di sana pianta ambienti, persone, incontri e sottotrame che reggano a tutti i giri mentali dei vari compari di gioco!
 
E poi non so… sarò io ma quando comincio a disegnare magari iniziando da una base (anche lontanamente) rotonda con tante linee curve intorno che iniziano grosse e finiscono sottili… a me sembra di vedere sempre la solita cosa!! No?!
 
Si hai ragione… devo smetterla di mangiare pasta con i moscardini!
 
 

Tutte ste stronzate alla fine per dire che: Le mappe mentali salveranno il mondo e aiuteranno i Seo, i Copy e i Teller

Ebbene si, dopo la figa, i dolcetti secchi con la marmellata di visciole e l’aria condizionata in macchina, questa è una delle mie verità preferite… ecco perché!
 
• Predispongono ad affrontare i problemi con più facilità;
• Si applicano ad ogni contesto della vita (robe Nerd comprese);
• Aiutano a stimolare la parte creativa che c’è in te;
• Ti aiutano a ragionare velocemente in presenza di imprevisti;
• Sono meravigliose per esporre un progetto a qualcuno senza intortargli le idee;
• Rappresentano lo strumento offline per le parole chiave più figo che c’è;
• Ravvivano e migliorano le performance delle noiose riunioni aziendali;
• Supportano la mente nel tenere a bada i cervelli dei protagonisti della tua storia;
• Se ne fai una ad-hoc e la porti con te, riesci a spiegare agli altri che razza di lavoro fai;
 
Cioè… devo dire altro? Mi pare che oggi pure ci siamo.
Nel mio convulsissimo mondo, oggi la parola chiave della discussione è FORZA DI VOLONTÀ.
 
Grazie per averne mostrata così tanta ed essere giunto fin qui.
Lo spazio per le offese lo trovi qui sotto.
 
Saluti Pigri e alla prossima

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Web Designer/Grafico/Nerd e SEO con insane tendenze al Copywriting. Scrivo quello che penso. Ah! Non fate caso a Goldrake, è che non sapevo dove parcheggiarlo!

5 thoughts on “Mappe Mentali self-made pensando a quel briccone di Cthulhu

  • 22 novembre 2014 at 22:07
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    Bel post esemplificativo sulle mappe mentali, mi hai dato l’idea di usarle per gli argomenti correlati del blog che ho in mente, spero che veda la luce prima o poi !

    Reply
    • 22 novembre 2014 at 23:21
      Permalink

      Ciao e benvenuto a casa di Goldrake! Sono contento che ti sia piaciuto, se poi vuoi aggiungere e/o proporre per ampliare ogni suggerimento è sempre bene accetto.
      Chiama quando parti col blog eh! XD

      Reply
  • 30 novembre 2014 at 18:40
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    Ci ho provato molte volte con le mappe mentali ma, benché mi attirano un sacco, ho avuto scarsi risultati.
    Voglio riprovarci ma questa volta senza software vari, che sia quello?
    Vado a prendere l’astuccio con tutte le matite colorate!

    Reply
    • 30 novembre 2014 at 19:30
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      Ciao Giovanni e benvenuto!
      Evviva i pennarelli colorati, mettono troppa più allegria rispetto ad un software “per tipi precisini!” L’importante poi è farlo con l’assetto mentale giusto!
      Le mappe mentali sono utilissime e senza dubbio possono aiutare davvero molto, ma se le disegni perché ti diverte (e a me disegnare a mano libera piace troppo) funzionano anche meglio!!

      Fammi sapere come procede! 😀

      Reply
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