Una Web Agency con tutto il necessario

Tempo di lettura: 9 minuti
Chi lavora dentro una Web Agency?
 

UNA WEB AGENCY NON SI TIENE SULLE SPALLE DI UNA PERSONA SOLA

Chi vi aspettereste di trovare fisicamente in una web agency?
 
Me lo chiedevo l’altro giorno chiacchierando con un amico che lavora anche lui per conto suo e fa (putroppo o per fortuna) praticamente tutto o quasi da solo.
 
Si fa un mazzo immane per garantire lavori, e quindi la sera, parlando come al solito con big G. (Goldrake che avete capito!) ho avuto come l’istinto di chiamarlo e dirgli “scusa ma chi te lo fa fare?”.
 

Certo, la risposta sarebbe stata qualcosa tipo “che c…o me magno a fine mese?” (e manco potrei dargli troppo torto eh).
 
Di li però poi ho provato a mettermi nei panni di un cliente o comunque uno che viene da fuori e ho provato a visualizzare un’attività tipo quella del mio amico.
 
Quello che mi è balzato subito davanti è stato: Ma quando deve accogliere qualcuno come risolve? Cioè, “n” servizi offerti, millemila proposte al cliente e poi in ufficio c’è solo lui.
 
Una volta puoi dire che gli altri sono fuori, (sempre se poi esteticamente è credibile) una volta puoi andare te dal cliente ma poi?
Probabilmente è una situazione che tocca davvero molti di quelli che fanno un mestiere web-oriented, e credo che più di qualcuno, nel presentare i propri servizi (pur lavorando da solo) tenda comunque a darsi un’aria più “aziendale” sul modello della web-agency.
 
Non dico che ci sia nulla di particolarmente errato, però deve essere un tantinino complesso tenere su una cosa del genere no?!
 
Se sei una web agency hai bisogno di una sede, e se ce l’hai (ottima cosa perché offre una forte sensazione di stabilità) come sostieni senza altri supporti l’immagine, i costi e la mole di lavoro di una web agency che speriamo di commesse ne abbia?
 
Vabbè, detto questo, secondo voi che idea proietta nella mente di un estraneo il termine web agency?
 

COME POTREBBE ESSERE FATTA UNA WEB AGENCY PER L’UOMO COMUNE

Nell’immaginario collettivo forse è un ambiente arioso, con molta luce, in open-space (perché fa molto condivisione), piena di MAC (maledetti mac) con gente che sorride, ascolta musica, che ha la scrivania un po’ disordinata ma piena di colore, belle piante etc… insomma un ambiente felice e proattivo.
 
OK, ma chi ci sta dietro le scrivanie? Chi ci potrebbe essere?
Beh, sempre facendo ricorso all’immaginario comune potrei forse ridurre il tutto al grafico e il programmatore più o meno. Al massimo “quello che scrive sul blog”.
 
E invece? Che cosa c’è di solito, o che cosa dovrebbe esserci in una situazione ottimale?

 

ANATOMIA DI UNA IPOTETICA WEB AGENCY

Ho messo da parte un po’ di figure, prendendo spunto dalle bellissime genti con cui collaboro e che mi sopportano ogni sacrosanto giorno dell’anno (voi che mi leggete compresi ovvio perché ancora non mi sputate), e ho messo giù un elenco di cose sparse che però non ci vedrei male.
 
Poi ognuno magari se la compone da sè e se vuole mi suggerisce qualcosa da aggiungere o mi cazzia se ho scritto male.
Si lo so sono tanti, però fatemi sognare!
NB: Ordine alfabetico, così non sbaglio le priorità
 

ACCOUNT:

Inspiegabilmente è quello che non vuole fare nessuno. A volte chiamato a “buffo” con altri nomi come commerciale e/o venditore. Si ok, alla fine buona parte del compito che gli tocca è quello eh, ma realisticamente parlando, è il primo punto di contatto di una web-agency con il potenziale cliente e magari anche le risorse esterne che possono intervenire, quindi direi che non parliamo di un ultimo arrivato e a buoni conti se ci sai fare non te la passi nemmeno malissimo.
 
Oltre a dover avere una certa proprietà di linguaggio e delle doti comunicative di buon livello, deve avere o comunque deve necessariamente essere introdotto alle (almeno) più comuni problematiche web per poter meglio interagire con chi gli sta davanti ed essere convincente, sia il suo interlocutore “skilled” o no.
 

ART DIRECTOR:

C’è chi dice che sia quello che decide e basta o che dà un compito ai grafici che lo devono eseguire e poi controlla. Insomma, di cose se ne dicono tante. Per me è un coordinatore dello stato dell’arte, ossia quello che si preoccupa di far si che tutta la macchina creativa giri a modo.
 
Di base ha ovviamente una preparazione artistica (un matematico ce lo vedo poco ecco) e DEVE saper in ogni caso ricoprire almeno i ruoli fondamentali del suo staff. Un capo che si rispetti, deve saper mettere mano almeno a qualcuno dei ruoli dei propri subalterni, sennò come fa a prendere decisioni in merito?
 

COMMUNITY MANAGER:

A immensissime linee è un vero e proprio dio della pazienza, quello a cui ti rivolgi spiritualmente quando vorresti imprecare a buffo contro un cliente o quello che spamma zozzerie nella community che vai a gestire.
Rappresenta il volto e la voce del marchio, è uno che comprende a pieno tutte le esigenze dei communitARI, ed è la scintilla per avviare, moderare e rendere interessanti (e proficue) tutte le comunicazioni tra di loro.
 
Maestro della netiquette e pizzardone (vigile urbano a Roma) d.o.c.
Dirige il traffico, modera la corrente, motiva quelli pigri nella partecipazione (occhio alle battute sul sottoscritto) ed è bravo pure nella reportistica. Si perché tutti sti dati che raccoglie se non li mette in ordine e li analizza per migliorare il trend aziendale, li che ci sta a fare?
 
Una sorta di leader o AD insomma, ma con la voglia in più di partecipare e di sporcarsi le mani rispondendo anche di persona alle discussioni e contribuendo a creare un’immagine solida della società per cui presta il suo lavoro.
La formazione base è in ambito di comunicazione o per esempio anche giornalismo, ma deve aver avuto obbligatoriamente step professionali interemedi, perché non fai il community manager dalla mattina alla sera… se non hai sofferto in altri ruoli non hai lo stomaco adatto!
 

COPYWRITER:

È la figura che ha il compito di curare tutto i materiali testuali (e complementari) relativi ad un lavoro, che sia un sito, un progetto stampato o una campagna pubblicitaria.
Dato un brief, svilupperà i contenuti nella maniera più idonea, con l’obiettivo di spingere l’utente a compiere l’azione desiderata ma anche con l’arduo compito di far trasparire un messaggio, un’idea o un concetto alla base del lavoro che si sta mostrando. Un mestiere fichissimo, con un sacco di responsabilità e che porta con sè l’obbligo di saper adottare in ogni occasione, il giusto linguaggio e l’esatto “tone of voice” per destreggiarsi fra ciò che sarebbe giusto fare, i desideri di chi paga e le aspettative di chi deve arrivare da noi.
 
C’è chi dice che dovrebbe avere delle competenze Seo. Per me la risposta è ni.
Una infarinatura non fa mai male certo, ma il lavoro sulla Seo deve essere fatto dopo. Nulla dovrà intaccare la creatività iniziale nella stesura delle linee guida e nella realizzazione degli interventi necessari che verranno fatti in caso più tardi, con l’ausilio della figura del Seo Specialist.
 
Sensibilità particolare agli stimoli esterni e capacità di scrittura sono la base.
 

FOTOGRAFO:

Le foto stock non attirano, non ci sta niente da fare. Devi sceglierle proprio bene per destare un po’ di attenzione e in ogni caso non esprimeranno mai a pieno la vera realtà del tuo lavoro. Senza contare che poi se hai un’attività che vuole vendere on-line, non puoi mica fare lo shooting dei prodotti col telefonino e senza avere la minima sensazione di una cosa chiamata inquadratura!
 
Un prodotto (diceva un mio ex capo) prima di essere vendibile, deve essere fotografabile.
 
Se non dà emozione, non vende ci sta poco da fare.
Come dargli torto! Quante volte hai comprato online qualcosa senza avere delle foto belle, grandi, non sfocate e che mostrino praticamente tutto di quello che cerchi?
 
Gli scatti come quelli un po’ in “real-time” è giusto vengano fatti con gli strumenti easy del caso, quindi cam, smathphone, tab etc. ma per il resto fidatevi, sarò scontato nel dirlo ma un fotografo che si rispetti vi cambia la vita con un click.
 

SVILUPPATORE

Informatico in senso letterale, quello che parla in codice e che se vi fissa troppo sta cercando di tradurvi in una sequenza di funzioni o script vari, se non, nel peggiore dei casi, in file di 0 e 1.
Qui la skill di base ci deve essere, non basta la voglia di fare. Il linguaggio lo deve dominare e deve essere in grado di trasformare letteralmente un brief in codice sorgente.
 
Di solito è uno che parla poco, concentrato davanti uno schermo (a volte due o tre) pieno di scarabocchi che vi danno il giramento solo a vederli.
 
Parla da solo, insulta il suo PC (se usa un mac c’ha messo linux XD) e se non riesce vi occupa la banda di navigazione per scaricare tutorial ed intasare forum di competenza con domande che a volte è meglio non leggere.
 
Mangia libri ci cibernetica in senso letterale (non come il giallo cornuto che ben conosco), ma è una figura essenziale in un ambiente come quello della web-agency o comunque in una agenzia di comunicazione anche non strettamente legata solo al web. Pensate solo al lavoro che andrebbe fatto per sviluppare un sito o un portale da zero senza ricorrere a soluzioni precotte e customizzabili.
 
Anche nel caso del CMS bello e pronto poi, se va cambiato e/o aggiunto qualcosa vi toccherà farlo lato source-code, quindi direi che senza dubbio è uno che ti fa workare la cosa.
 

SISTEMISTA:

L’eroe della famosa sala server che ogni tanto sentite nominare. Sta benedetta sala non è un olimpo degli dei o un locale misterioso dove uno va a divertirsi, ma un posto oscuro e fuori dalla vista altrui dove il freddo dell’aria condizionata e in alcuni casi il vento siderale dei pavimenti flottanti la fanno da padrone.
 
In un ambiente così ostile, questa figura spesso silenziosa e burbera, lotta tra cavi, spie luminose e pannelli di amministrazione per far si che le vostre connessioni di rete e verso la rete rimangano sane, che i vostri dati siano ben custoditi e al riparo dai malintenzionati.
 
Spesso e volentieri ci si rivolge a personale esterno poiché il nostro sito solitamente è Hostato (ospitato) in server messi in papuasia o chissà dove, ma nel caso in cui vi fosse bisogno di un server interno all’agency in cui gestire il tutto, sarebbe consigliabile avere uno di questi barbari nordici a portata di mano per ogni evenienza.
 
Avere “off” un software di fatturazione, gestione magazzino o un e-commerce per troppo tempo rischia di essere un danno di proporzioni bibliche.
 

VIDEO MAKER:

Oltre a saper maneggiare una videocamera, deve ovviamente saper sistemare un montaggio digitale. La differenza tra un video amatoriale ed uno fatto con cristianità non è solo nell’inquadratura (si vede se è un dilettante o una cosetta da nemmeno youtube) ma nel lavoro di post-produzione con gli strumenti adatti.
 
Una clip video che pubblicizzi la tua attività e/o i tuoi prodotti deve essere professionale e deve andare liscia. L’inquadratura non balla, i cambi di fuoco sono ben fatti e mirati, i rumori di fondo vanno moderati e il tutto DEVE durare un tempo predefinito in modo da non annoiare l’utente e lasciare a chi lo vede quella sensazione di curiosità tale da spingerlo a vedere altro.
 
Non è che deve essere per forza un regista ma certo sarebbe l’ideale!
 

WEB DESIGNER:

Ecco chi fa da raccordo unendo le idee del reparto grafico con le righe di codice del programmatore e poi piglia il tutto e lo rende fruibile, leggero ma non di scarsa qualità, accessibile per le varie tipologie di utente, raggiungibile da i più disparati device e già che c’è, si mette una scopa in c..o e ramazza anche la stanza!
 
A parte gli scherzi, pur non avendo sempre dei partner che possano sostenerlo, è la figura che di media nelle aziende fa un po’ di tutto nel reparto dedicato al web.
 
Ha imparato ad impaginare, usare gli strumenti della web-grafica (magari ha pure un certo occhio), sa scrivere un contenuto anche se non bene come un copy, conosce abbastanza almeno un linguaggio di programmazione, si destreggia con un database e naviga con parecchi browser per deformazione professionale.
 
Nei curriculum vitae si tende spesso ad etichettare o etichettarsi web designer quando si ha avuto a che fare con tutte queste cose messe insieme.
 
A mio avviso dovrebbe essere invece il penultimo addetto ai lavori in scala di tempistiche di realizzazione.
 
È quello che mano a mano che gli altri fanno il loro, comincia a mettere insieme i pezzi, e in una versione ovviamente offline del progetto intanto comincia i test di usabilità, valuta la riuscita generale del lavoro, conta ad esempio quanti click ci vogliono per raggiungere le sezioni del sito, stabilisce le priorità nella navigazione, cura la parte responsive, prepara la strada al Seo Specialist occupandosi dei fattori base on-page e formatta i testi del copy per renderli appetibili alla vista.
 
Non vi serve solo questo in azienda ma diciamocelo, se parti con lui un bel pezzo l’hai risolto.
 

NON HO MESSO il SEO?

Già, questo lo tengo per ultimo, ma lo faccio anche perché in realtà lui è quello che chiude il progetto fisico e comincia a lavorare per farlo diventare qualcosa che riesca a “fruttare” valore. Anche monetario, ovvio. Si perché se vuoi parlare di posizionamento con qualcuno che voglia investire tempo e denaro, è perché in testa ha un solo pensiero, altrimenti ti accontenteresti di quelli che vengono da te per un biglietto da visita o perché te li ha passati qualcuno.
 
Il discorso è facile, specie nella mente del “cliente banana” che arriva: più visite = più potenziali guadagni.
E anche se detta così è decisamente cruda e potremmo stare a discuterne per giorni, relativamente al lavoro che andrebbe impostato secondo tutti gli stracazzi etici ed i canoni di correttezza di cui amiamo fregiarci (anche se poi siamo dei cani), un Seo lavora perché il fatturato lo richiede, non per velleità personale o perché è bene/bello farlo. A meno che non sia un corroborante ad altre entrate davvero adeguate al caso (forse).
 
È un esperto in visione a 360°, e non è un mestiere in cui ti improvvisi dall’oggi al domani.
 
Ci vogliono pazienza, perseveranza, uno stomaco col fondo spesso alto 1cm, una buona propensione al marketing, conoscenza dettagliata degli strumenti, basi di sviluppo (perché chiamare un esterno per tutte le cazzate source code costa un po’) e moltissima “helicopter view” del mondo che ti circonda (e che sta per profilarsi nella nicchia dove vuoi andare ad infilarti).
 
Ah! Dimenticavo… tanta ma tanta voglia di confronto e niente peli sulla lingua, specie per andare a dimostrare, commentare, spiegare e far digerire a “chi paga”, tutti i dati, le tabelle, i report, i numeri in rialzo (ma anche quelli che scendono) ed il costo di tutti quegli interventi per curare la parte off-page del lavoro, senza cui la ciccia rischia di essere poca, a meno che non si voglia competere con Serp in cui siamo noi, nonna belarda e altri due col portalino gratis e la mail AOL insomma.
 
Ma le cose “serie” magari le vediamo in un’altra puntata.
 
Ci siamo?
Vabbè, fine del postone sennò mi defollowate.
 
Se volete contribuire, come sempre son qui
Saluti pigri,
 
Alla prossima!

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Web Designer/Grafico/Nerd e SEO con insane tendenze al Copywriting. Scrivo quello che penso. Ah! Non fate caso a Goldrake, è che non sapevo dove parcheggiarlo!

4 thoughts on “Una Web Agency con tutto il necessario

  • 23 ottobre 2014 at 12:02
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    Concordo su tutta la linea: diciamo no ai one-businessman! Un vero professionista non può essere specializzato BENE in ogni campo e non può occuparsi di tutto, specie quando si parla di comunicazione. In un lavoro creativo come il nostro, mettersi a confronto con le altre persone del tem è di vitale importanza, sia da un punto di vista strategico che da un punto di vista creativo.

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    • 23 ottobre 2014 at 13:14
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      One-business man…cavolo fino a qualche anno fa andavano davvero!
      Ci sono passato anche io eh ma oggi non lo consiglierei nemmeno a uno che mi sta sullo stomaco!

      Per fare le cose a modino ci vogliono abilità, pazienza e parecchio tempo, specie in questo mestiere…quindi pur lodando chi per svariati motivi è costretto a fare un po’ tutto da se, il consiglio spassionato è quello di cominciare ad investire anche su altre professionalità.

      Grazie ancora per il contributo caro, sei sempre il benvenutissimo! XD

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  • 23 ottobre 2014 at 13:41
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    Concordo e ammetto che anche io ci sono passato 🙂 hehehe perché rinnegare le proprie origini?!
    Del resto penso che sia un passo comune per tutti i freelance e che sia una sorta di rotta obbligata quando si è alle prime armi e completamente senza clienti o “un nome” accreditato nel settore. Ritengo che sia soltanto una questione di mentalità che con il tempo e l’esperienza tende a cambiare. Ci rendiamo conto che da soli non riusciamo a fornire un servizio completo e a gestire ogni criticità che si presenta in un progetto. Puoi essere ad esempio il grafico con la creatività più brillante del secolo o il web designer più in gamba del mondo, ma se non sai scrivere testi adeguati, e quindi non sei un copywriter, fornirai sempre qualcosa di incompleto e potenzialmente “inutile” ai tuoi clienti. Poi un giorno ti arriva un’illuminazione e capisci che non puoi fare da solo. Questo non significa assumere qualcuno (solo l’idea ti terrorizza all’inizio, perché la tua mentalità non è ancora quella di un’imprenditore), ma cooperare con altri professionisti come te per uno scopo comune: trovare insieme i clienti, dividere il lavoro in parti uguali e realizzare progetti veramente degni di questo nome. La vera forza di noi professionisti e piccoli imprenditori è quella di non vedere più gli altri come competitor, ma come potenziali collaboratori… in questo modo forse anche il mercato potrebbe sembrare o addirittura diventare più vasto. In un mondo perfetto, chiamato: Ad ognuno il suo hehehehhe

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  • 23 ottobre 2014 at 14:25
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    Mi sa che qui ci piace sognare le stesse cose eh?! XD
    Lo spunto alla cooperazione, e quindi a vedere l’investimento non solo come “assunzione” è giustissimo!

    Sono situazioni di cui ci si rende conto però unicamente provandole e superando le incertezze (più che lecite) di quello “che potrebbe venirne fuori”.
    Speriamo nel nostro piccolo, tra un post, un commento e qualche risata di riuscire a trasmettere certe sensazioni e poter contribuire per quanto possibile alla causa! 🙂

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