Responsive Web Design: Si o No?

Tempo di lettura: 4 minuti
Responsive web design - come funziona

Senza stare troppo a filosofeggiare, SI se ben ragionato.
Visto che ne parlano tutti, lo faccio pure io anche perché seo-pigro è responsive quindi…
 

È una questione di pulizia del lavoro

Da qualche tempo si parla molto di questo responsive web design e le opinioni sono spesso discordanti.
Dal mio punto di vista, dovrebbe essere un dogma (sono uno abbastanza radicale). Si lavora responsive, punto e basta.
Comprendo però che ci possano essere degli aspetti legati allo sviluppo, alla presenza di lavori precedenti e un pochino anche al posizionamento, che ci fanno riflettere bene, quindi tra un po’ ce li andiamo ad elencare.
 

Non esiste però che mi sento dire che “è preferibile avere un sito fatto apposta per il mobile (perché responsive che è allora) che è meglio”, o ancora “preferisco che non cambi perché tanto l’Iphone lo adatta lui”. Mi sanguinano le orecchie a sentire certe cose.

Facciamo chiarezza dunque: Il responsive web design, è una terminologia che si riferisce alla realizzazione di contenuti web Mobile-Friendly, e il concetto di responsive applicato al web è molto legato a quella che è l’architettura responsive, una disciplina che lavora su come uno spazio fisico possa “rispondere” sempre alle persone che vi interagiscono.
Contrariamente a quanto fatto fino a poco tempo fa quindi, ossia alla creazione di siti internet in versione desktop e mobile, oggi, con l’esplodere del mercato degli smartphone e dei tablet, si è reso necessario un modo di lavorare che possa permettere a privati ed aziende di non impazzire per cambiare le specifiche grafiche di un sito per ogni tipo di device da cui potrebbe essere visualizzato, ma di poter adattare i contenuti dello stesso ai vari range di visualizzazioni possibili, semplicemente agendo sui fogli di stile.

Con il Respondive Design evitiamo di stare ad interrogare “n” distinte versioni del nostro progetto e di stare a preoccuparci di riuscire ad intercettare i vari “user-agent” dei browser mobile per fare un redirect alla giusta versione, ma si lavora con i CSS su un unico sito, riformattando i vari contenuti e cercando di offrire all’utente una esperienza di navigazione ottimale in base al dispositivo in uso.

 

Come funziona il Responsive web design

Dal punto di vista pratico, partiamo da un layout flessibile, e ci facciamo aiutare da una bella proprietà che si chiama media query, che ci permette di variare gli attributi di stile a seconda della screen-size.
Un piccolo esempio per device mobili così capite:

@media screen and (max-width: 766px) {
{
/* Stile CSS */
}

Le misure dei vari screen size sono reperibili velocemente “guglando”, e poi, sempre con una ricerchina breve, riusciamo anche a trovare servizi che ci mostrano in anteprima il contenuto del nostro lavoro, già adattato alle varie risoluzioni.

 

Probabili difetti “non tecnici” del responsive web design

Come ho accennato prima, potrei dire che le rotture di scatole maggiori nella realizzazione di un layout responsive, sono nella lunghezza dei tempi (che spesso va ad incidere sul costo del lavoro) e sull’esigenza dell’utente di mostrare un determinato contenuto in una forma specifica sempre e comunque… e questo, rischia di litigare con il sistema Responsive.

Il secondo punto credo sia l’unica parte complicata del lavoro.
È del tutto normale infatti, che ogni cliente oggi voglia poter navigare il suo sito (come sono autoreferenziali eh) da qualunque dispositivo mobile e che per prova, voglia verificare la correttezza del lavoro su ogni smart, tablet o diavoleria che gli viene in mente.

Il problema è tutto li, perché nella maggior parte dei casi è proprio il cliente stesso a non voler comprendere il “cambiamento estetico” della sua immagine e quindi preferisce magari un sito non responsive perché tipo “tanto l’Iphone lo adatta”, precludendo una esperienza di navigazione ottimale agli altri utenti che potrebbero arrivare a visitarlo.

Il lavoro da fare quindi, dando per scontato lo ripeto che SI, responsive è bello, è alfabetizzare l’utente per fargli comprendere che non è solo e che magari rendere più facile il reperimento di contenuti ai navigatori anche su dispositivi mobile, è un affare per il suo business.

E poi oh… chi ci torna più sul tuo sito se per aprire la home mi dimezzi il traffico internet del mese?

 

difetti tecnici del responsive web design

Ci sono e vanno presi in considerazione prima di iniziare.

Ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO)
Le parole chiavi cambiano perchè cambia la user-experience e quindi anche il metodo di ricerca. Vanno meglio considerate e il tutto va testato molto bene. Potete lasciare le stesse, ma cercandovi da soli, vi accorgerete comunque della differenza.

Layouts
Un layout fluido è meno controllabile e sicuramente meno preciso nella formattazione. Bisognerà raggiungere un compromesso tra le varie visualizzazioni per accontentare un po’ tutti. In termini redazione del CSS rischia di essere un lavoro non da poco, specialmente nelle visualizzazioni intermedie. In ogni caso poi, l’approvazione finale non è più solo una ma si moltiplica per i probabili devices attraverso cui verrà visualizzato il progetto.

Peso delle pagine
I contenuti vanno ridotti e le immagini rimpicciolite ad-hoc o nascoste. L’utente non può aspettare troppo per visualizzare un contenuto oppure consumare il suo traffico dati per visualizzare una pagina del vostro sito.

Alla Fine…

Concludendo, se decidiamo di muoverci in questa direzione, il concetto di responsive deve mettere in primo piano la user-experience.
In questo modo non avrà alcuna importanza se l’utente visualizzerà il contenuto da un pc desktop, un notebook o un tablet. Noi dobbiamo preoccuparci solo che la navigazione sia chiara e tutti i contenuti siano facilmente raggiungibili.

Impariamo allora a capire che il responsive web design non va preso come una tecnica innovativa di fare le cose o peggio ancora una moda dell’anno, ma come una necessità inespressa dagli utenti ed inconsciamente gradita, che si riflette però con un apprezzamento ed una probabile fidelizzazione al proprio progetto. E Sapete perché? Perché si sono trovati bene!

Il compito di “quelli bravi”, è riuscire a mediare le varie soluzioni tenendo pressente sempre e solo chi verrà a visitare il vostro progetto.

Chiaro ragassuoli? As usual Saluti Pigri e alla prossima.
@Seo_Pigro

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Web Designer/Grafico/Nerd e SEO con insane tendenze al Copywriting. Scrivo quello che penso. Ah! Non fate caso a Goldrake, è che non sapevo dove parcheggiarlo!

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