SEO e SEM: definizioni e differenze fondamentali

Tempo di lettura: 8 minuti
Differenza tra Seo e Sem

Si somigliano solo per le prime due… SEO e SEM

Oggi proviamo a mettere un un po’ di ordine nelle teste di chi ancora non riesce bene a distinguere le due cose (e non parliamo solo di chi non è del mestiere).

Da dove iniziare…
Sicuramente queste due belle siglette stanno ad identificare tutta una serie di “cose che si fanno per andare in su nei risultati sui motorini ricerca”.

Spesso e volentieri però vengono usate a sproposito e vengono tutte e due accomunate sotto il termine SEO. Il chiarimento è necessario non solo per poter identificare al meglio i due sistemi e per poter magari dare all’utente una definizione più coerente di quello di cui potrebbe aver bisogno, ma anche perché parliamo di due mestieri distinti, che possono si coesistere ed essere messi in opera da uno stesso individuo, ma che richiedono di base delle professionalità diverse e anche due approcci al lavoro totalmente differenti.
 

Prima sigla: SEO (search engine optimization)

Distinguo fondamentale direttamente in casa: Il Seo (chi se ne occupa, quindi il professionista); La Seo (la materia di studio). Non ingarbugliamoci subito.
 
Poi: La Search Engine Optimization (SEO) è fatta di tutte quelle attività che vengono avviate allo scopo di migliorare il posizionamento delle pagine di un sito web nei risultati organici di un motore di ricerca.
 
Di tutta la definizione “spiccia”, va precisato, che la parola “pagine” non è messa li a caso ma è un punto cardine della questione che va spiegato molto bene a chi si vuole avvalere di una attività di SEO.
 
Molto spesso infatti, il cliente che vuole come dice lui “uscire primo su internet”, è convinto (e siccome non ne sa non possiamo dargli torto) che scrivendo il suo nome su “Gugle” deve uscire primo per sbaragliare la concorrenza.
Il primo compito di un SEO è quello di saper spiegare all’utente che non solo (con un lavoro decente fatto dal principio) dovrebbe essere quasi normale uscire primi (o almeno in prima pagina) sui risultati di ricerca digitando il nome del proprio sito, ma soprattutto che:
 
1) Il sito non è fatto solo dalla Home, e non è solo la Home a dover comparire nelle Serp;
e quindi che:
2) Il sito non è un libro che si sfoglia in sequenza dalla copertina alla fine;
e quindi che:
3) L’utente che cerca su internet può arrivare al sito non solo attraverso la Home;
 
Una volta messe in chiaro queste tre cosette banali, il SEO Specialist di turno rivolgerà tutte le sue conoscenze ed esperienze sul campo al miglioramento dei fattori di posizionameno definiti “on e off-site”.
 

Alla romana maniera: Chessò sti fattori?

Brevissimamente (e grossolanamente quindi non vi arrabbiate se scordo cose) altrimenti il post finisce dopodomani:
 
On-site:
 
La cura dei contenuti
Devono esserci e devono assolutamente rispettare gli standard di qualità richiesti dal motore e dalla rete. Devono essere utili, rispondere alle esigeneze di chi naviga, e devono essere sistemati per piacere ai motori ma senza stancare gli utenti.
 
Un contenuto utile quindi, è innanzitutto scritto come si deve. Se è scritto bene, trasmette maggiormente valore, e al pari di uno più ricco di informazioni ma poco comprensibile sarà di sicuro più apprezzato da tutti, spider compresi.
 
Ottimizzazione e/o revisione della Struttura
La navigabilità, la cura e il posizionamento dei menù, la scelta delle immagini e l’uso accorto dei tag giusti.
Strutturare bene un documento web non vuol dire soltanto saper utilizzare gli header e i title. Quante volte avete aperto un sito che avrebbe potuto interessarvi e vi siete subito allontanati per un colore orrendo, un menu scomodo e una foto che non c’entrava niente?
 
Ecco. Chi vi aiuta a migliorare la struttura di un sito, non deve solo soffermarsi a sistemare i tag sulle foto, i titoli dei paragrafi o chissà cos’altro, ma deve sapervi consigliare sul come di presenta correttamente questo strumento.
 
Ottimizzazione del Target di rifemento
Continuo a dirlo… meglio pochi ma buoni, ossia che convertono.
Un bravo SEO non lavora solo per il numero ma tenta sempre di impostare la strategia giusta per scremare di tutte le visite quelle che possono essere realmente interessate a quello di cui di occupi.
 
Perchè dico “Ottimizzazione del target” e non “Analisi”? Perchè in ogni caso non si tratta di un processo una-tantum ma di un lavoro che solo con il passare del tempo e la giusta lettura dei dati in entrata potrà essere reso davvero performante.
 
Off-site:
 
Smazzarsi il boccone “agrodolce” del lavoro sui links
Link-Building (chi ci crede e chi no), Link earning (quella che mi piace di più) e Link baiting (stateci attenti).
Insomma, indipendentemente dalla “sigletta”, intendiamo tutta quella serie di attività con l’obiettivo di farvi guadagnare i tanto agoniati links in entrata nella maniera più “organica” possibile.
Discussioni sulla legalità o meno dei sistemi che vengono usati e sulle situazioni border-line a cui ti affaccerai ce ne sono in giro davvero molte, ma l’importante alla fine è saper puntare a ricevere links che siano di qualità, intesa come target, tema e autorevolezza.
 
Lavorare sulla web reputation
Diciamolo, è lodevole e indubbiamente importante bussare porta a porta a tutti i siti di riferimento, provare a chiedere un link con le motivazioni più buone del mondo, oppure fare cross posting (se poi ancora ne vale ai fini della Seo) e tutte le brave cosette che vedi sempre elencate nei manuali di riferimento, però è vero e altrettanto (se no più) remunerativo in termini di visibilità lavorare seriamente per costruire una propria autorevolezza, una buona web reputation.
 
Solo essendo presente, proattivo e volenteroso nei confronti degli altri guadagnerai la stima di chi ti segue. Inevitabilmente, se sarai stato all’altezza arriveranno condivisioni, citazioni, inviti a manifestazioni, richieste di opinione, lavori etc etc etc.
Ah! dimenticavo… arrivano anche i links in entrata eh!
 
Cura delle attività e dei profili SOCIALmente utili
L’attività nel sociale è uno spintone nella costruzione di relazioni e della visibilità del proprio brand.
Come in tutte le cose, “il troppo struppia” se non si è in grado di assorbirlo, quindi volate basso, scegliete con cura il volto social che vi piace di più o che può venire meglio incontro alle vostre esigenze aziendali e datevi da fare.
 
Sui consigli relativi a come sfruttarli ci sono esperti ben più in gamba del sottoscritto, ma accettate un consiglio: diversificate.
 
Il copia e incolla palese su più social annoia e non funziona, quindi cambiate il tono, ponete le cose in maniera diversa o ponete questioni diverse. Immedesimatevi in un fan che vi segue su tutti i profili e che riceve “n” notifiche da ognuno con la stessa manfrina sopra… non è il massimo no?!
 

A mio avviso quindi, (si lo so ho dimenticato qualcosa) solo dopo aver riordinato il lavoro insieme allo specialista Seo ed aver programmato un calendario prestabilito di eventi e controlli da fare, è più coerente passare ad altro preoccupandosi eventualmente, insieme al SEM Specialist di spintonare in avanti il resto.

 

Seconda sigla: SEM (search engine marketing)

Il Search Engine Marketing (SEM) va a comprendere tutte le attività di web marketing appunto, che possono essere svolte per incrementare la visibilità e la rintracciabilità di un sito attraverso i motori, per poi valutare attentamente i ritorni di queste attività con strumenti di web analysis.
Il SEM Specialist quindi, si occupa di ottimizzare i fattori di posizionamento “off-site” in maniera non esattamente organica, ma con l’aiuto di vere e proprie campagne di posizionamento strategico.

Quando entra in gioco il SEM?
Se fosse per gli utenti in generale, immediatamente dopo aver compreso l’eventualità di comparire nelle prime posizioni sui motori di ricerca.

Quando esce dal gioco il SEM?
Quando la maggior parte degli utenti in generale, comprende l’eventualità di comparire in quelle posizioni solo elargendo una quantità tutt’altro che leggera di denaro.

Che vuol dire?
Vuol dire che la preoccupazione fondamentale di un utente, è ovviamente quella di essere visibile SUBITO, ma per fare questo, l’attività di SEO spalmata su un periodo troppo breve non è performante e allora si comincia a pensare al SEM.

Una attività di marketing on line però, è di suo qualcosa di dispendioso. Il SEM Specialist deve saper pianificare per bene delle campagne di visibilità attraverso i circuiti più noti e remunerativi in termini di velocità di accessi e possibili conversioni, ma questi circuiti sono ovviamente a pagamento.
Questa è una tipologia di marketing che deve avere l’obiettivo di fare branding, convertendo e fidelizzando il cliente finale.
 
NB: Facendo riferimento alle situazioni border-line che citavamo prima, in questo settore bisogna essere decisamente convinti della persona a cui ci affidiamo.
È fin troppo facile oggi spendere davvero poco e avere dei ritorni immediati di click sulle nostre pagine, ma è ancora più facile contravvenire alle regole del motore di ricerca e subire penalizzazioni più o meno gravi che andrebbero ad invalidare un lavoro anche ben fatto, quindi, scegliete bene.

 
Come nella pubblicità tradizionale, per avere quel tipo di immediatezza e visibilità ci sono dei costi di avvio e di mantenimento che vanno considerati a priori, e non è sempre detto che il ritorno sia tanto ed immediato.
Alla base del lavoro di posizionamento infatti, ci sono sempre e comunque la continua sperimentazione e il reporting giornaliero delle attività intraprese.
Avviare una campagna di marketing pensando che sia ovvio avere dei ritorni positivi fin da subito è sbagliato.

 

Differenze tra SEO e SEM: vantaggi e svantaggi

Le due strategie, hanno di base delle differenze dovute all’immediatezza del risultato ottenuto.

Una strategia legata strettamnte alla SEO comprende un processo lavorativo che deve essere attuato in un’ottica di lungimiranza nel tempo e che porterà a dei risultati concreti solo in periodi a medio-lungo termine (a meno di nicchie decisamente poco performanti e quindi inutili allo scopo). Non stiamo pagando inserzioni o circuiti specializzati per essere presenti, quindi tutto si basa sul lavoro costante, sulla creazione di contenuti utili e/o apprezzabili dal nostro target, sulla condivisione delle esperienze e sulla partecipazione attiva alle comunità del settore.

Parlando di SEM invece, avendo bisogno per un qualunque motivo di un numero “n” di visitatori giornalieri in un periodo breve, è possibile pagare delle campagne di posizionamento ed essere visibile nei primi risultati “sponsorizzati” (non organici) del motore di ricerca. In questo modo, ci si assicura un certo tipo di visibilità e quindi un probabile aumento delle visite, sempre comunque se la ciccia che andiamo ad offrire è davvero di buona qualità.

Volendo elencare vantaggi e svantaggi di entrambe, potremmo dire che:

1) Fare una attività SEO può comportare dei costi più ragionevoli rispetto all’altra;
2) I risultati sono duraturi nel tempo in virtù di una buona web reputation che potremmo aver acquisito con lavoro di condivisione e partecipazione nelle community del settore;
3) Potenzialmente è allargaile a qualunque ambito (più o meno professionale) in linea con il proprio progetto;
4) Le tempistiche non sono immediate e l’intero lavoro deve rispettare degli standard di progettazione seo-friendly;

1) Fare SEM comporta dei costi di avvio e di mantenimento decisamente più elevati specialmente se non abbiamo le idee chiare;
2) I risultati possono essere anche immediati (compatibilmente ricordiamolo con la qualità del progetto);
3) La “clientela” è molto targettizzata perché noi scegliamo dove e come comparire;
4) La campagna deve essere costantemente affinata per migliorare il ROI perché ogni eventuale click costerà dei soldi;

 

Concludendo

Le due strategie possono esistere separatamente e portare ognuna a dei risultati, ma il mio consiglio è quello di andare per gradi e occuparsi in primis dell’aspetto SEO e solo dopo di dedicarsi alla parte decicata al SEM.

Se ci pensate, una buona attività SEO può non solo portare (anche se a lungo termine) a risultati addirittura migliori dell’altra, ma può contribuire a farvi “spendere meno” per l’avvio di una campagna a pagamento. Se si è già piuttosto visibili per delle chiavi principali, lo sforzo iniziale di un acquisto di popolarità potrà essere più dimensionato, e probabilmente, avendo un sito strutturato a modo sarà più facile fidelizzare anche gli eventuali utenti ottenuti dalla campagna aggiuntiva.

La regola è quindi sempre e solo il buon senso.

alla prossima cari,
Saluti pigri

iscriviti alla pigrolettera!

 

Web Designer/Grafico/Nerd e SEO con insane tendenze al Copywriting. Scrivo quello che penso. Ah! Non fate caso a Goldrake, è che non sapevo dove parcheggiarlo!

2 thoughts on “SEO e SEM: definizioni e differenze fondamentali

  • 23 ottobre 2014 at 10:48
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    Mi ero ripromesso di venire a trovarti “lasciando un segno” e finalmente, dopo aver scansato alcuni impegni di lavoro urgenti, ci sono riuscito 😀
    Per prima cosa ribadisco che apprezzo molto la grafica del tuo blog: pulita, minimal e di una certa eleganza (adoro Goldrake!)

    Trovo piuttosto interessante l’articolo, in quanto molti clienti e aziende seguono in maniera quasi ossessiva tutto quello che riguarda l’ottimizzazione SEO, talvolta da profani, con un solo obiettivo comune: trovare le keyword giuste per piazzare la loro attività tra le prime pagine di google. Si presentano all’agenzia o al professionista con il classico documento di word, in cui hanno scritto un sfilza di parole che, secondo loro dovrebbero aiutarli allo scopo, senza criterio se vogliamo. Questo succede perché hanno raccolto nozioni sparse sulla rete e non hanno compreso a fondo il loro significato né i giusti criteri della strategia stessa. Mi sono accorto inoltre che la maggior parte delle persone parla sempre di SEO e mai di web marketing e quindi di SEM. Trovo che quanto hai scritto invece crei una giusta differenza tra le due cose e che spinga il lettore a comprendere che senza una Vera strategia, non si va da nessuna parte.

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    • 23 ottobre 2014 at 12:57
      Permalink

      Ciao caro!
      Grazie per il commentone e per i complimenti al blog, ma diciamocelo…è tutto merito di Goldrake, quello figo è lui! XD

      Io non smetterò mai di ripeterlo…in un mondo fatto anche di tante siglette è comprensibile che si possa creare confusione per tutti i “non addetti ai lavori”, ma l’importante è che poi il professionista di turno sappia VERAMENTE consigliare chi gli chiede un aiuto.
      Con questo articolo, almeno per il mio piccolissimo giardinetto (che speriamo diventi un bel prato grande) ho provato a dare una definizione cercando di tenermi quanto più vicino a quello che potrebbero essere le aspettative di chi legge, e speriamo di esserci riuscito anche per chi di Seo non ne mastica affatto.

      La propositività poi l’ho sempre apprezzata, anche quando magari è un po’ un casotto come nel caso che ponevi da esempio, ma purtroppo non sempre si riesce ad essere ben chiari presentando un argomento…vuoi per inesperienza, vuoi per incuria o altro.

      La vera skill (oltre a dover essere preparato e basta) è saper non solo indirizzare nella giusta direzione chi viene da noi, ma anche avere la pazienza e la prontezza di spirito per seguire il lavoro al fianco del cliente senza abbandonarlo a se stesso una volta chiusa la commessa.

      Thx again 😀

      Reply

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